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Tre anime che non sono Evangelion ma che vi faranno provare un simile “mal di vivere”

In tanti abbiamo familiarità con le tematiche trattate in Neon Genesis Evangelion, il famosissimo lavoro di Hideaki Anno. I protagonisti della storia devono fare i conti quotidianamente con le difficoltà che la vita gli presenta e, al tempo stesso, devono confrontarsi con i fantasmi del loro passato.

Evangelion si interfaccia continuamente sulla questione della condizione umana, rendendo i personaggi i principali araldi delle più comuni turbe della sua psiche: i conflitti morali, la paura dell’abbandono e del rifiuto, il timore di venire feriti, la tendenza all’isolamento, la depressione e la scarsa autostima.

Questi temi fanno suonare più di un campanello nella mente dello spettatore che si rende conto di rispecchiarsi (anche solo un pochino) nei personaggi di Evangelion e nel loro “mal di vivere”, inteso come la personale realizzazione di quanto la vita e la propria esistenza non abbiano significato.

evangelion

Tre anime con l’esistenzialismo alla Evangelion

L’insuperabilità di Evangelion quando si parla di affrontare tematiche esistenziali è ovvia, ma se cercate altri anime che vi facciano assaporare qualcosa di simile in questo articolo parleremo di tre anime che ci si avvicinano molto: uno poco conosciuto, uno uscito recentemente e uno invece piuttosto popolare.

Cat soup

Il protagonista di questo corto è un gattino antropomorfo di nome Nyata. A dare il calcio d’inizio alla storia è l’incidente che capita sin da subito al protagonista: Nyata, infatti, affoga nella vasca da bagno. Mentre è in una specie di stato comatoso, vede sua sorella Nyaako (che è molto malata) venire trascinata via di casa da uno psicopompo (una figura che ha il compito di scortare le anime nel regno dei morti). Intervenendo per salvarla, Nyata separa per errore l’anima di Nyakko in due parti. Inizia così il viaggio del gattino nella Terra dei Morti con l’obbiettivo di recuperare l’anima della sorella maggiore.

I temi trattati in Cat Soup riguardano una visione della vita (e della morte) che va completamente contro il senso comune dell’umanità. La vita e la morte infatti vengono svestite della loro dignità e del loro significato attraverso scene di pura crudeltà e nichilismo. Le azioni dei personaggi portano un messaggio chiaro: la vita è futile, non ha senso e l’esistenza non ha valore. Il corto è veramente pieno zeppo di simbolismi e metafore che, mano a mano che si va avanti nella storia, si ricollegano tra di loro. È decisamente vicino allo stile di Evangelion.

Life lessons with Uramichi Oniisan

Basato sull’omonimo manga, l’anime tratta di Uramichi Omota, un 31enne ex ginnasta professionista che si ritrova a lavorare come conduttore di un programma TV per bambini. Guardando l’anime ci si rende ben presto conto di come Uramichi non sia affatto soddisfatto della sua vita: nonostante lui si impegni molto per risultare agli occhi della gente una persona solare e positiva, la realtà è che l’uomo vive costantemente sull’orlo di un esaurimento nervoso, frutto di una fragile sanità mentale. Uramichi cerca di tamponare il suo “mal di vivere” bevendo, fumando e concentrandosi sull’allenamento.

Gli altri personaggi dell’anime contribuiscono a raccontare le pressioni che la loro generazione deve subire dalla società e di quanto sia difficile attualmente soddisfarle: si parla di matrimonio, stabilità economica e successo nel lavoro. Potrebbe interessarvi soprattutto se, oltre ad Evangelion, vi è piaciuto “Sayonara, Zetsubou-Sensei

Serial Experiments Lain

Tutto inizia con il suicidio di una ragazza liceale, Chisa Yomoda. Dopo la sua morte, infatti, diverse ragazze della sua scuola ricevono messaggi in cui la ragazza deceduta dice di aver abbandonato il suo piano fisico ma di essere ancora viva nel “Wired”, una rete alternativa all’Internet. A ricevere questi messaggi è anche la stessa protagonista dell’anime: Lain Iwakura, che decide ben presto di indagare. All’inizio dell’anime la nostra protagonista è la classica 14enne timida e introversa, ma andando avanti con la storia le cose cambieranno molto.

I temi principali dell’anime riguardano i risvolti oscuri della tecnologia. La vita reale e la vita virtuale hanno un confine molto labile e chi non riesce a distinguerle può facilmente cadere nella compulsività, l’alienazione sociale e la paranoia. Importantissima è anche la tematica della dissociazione dalla vita reale, che porta alla luce un gravoso conflitto interno: l’identità reale e l’identità virtuale prima o poi dovranno confrontarsi.

Una volta visto l’anime si può notare come questo abbia un’essenza simile ad Evangelion: temi quali la scoperta di sé, il ruolo della comunicazione, i conflitti psicologici e le implicazioni morali sull’utilizzo di un potere divino. Inoltre, come l’opera di Hideaki Anno, si tratta di un anime che merita un po’ di rimuginazione da parte dello spettatore una volta finita la visione. Guardatelo con attenzione.

Insomma, se vi è piaciuto Evangelion e non conoscevate questi anime, dategli una chance e fateci sapere cosa ne pensate!

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