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Gli spettacoli teatrali di One Piece che (forse) non conoscete

One Piece, anche conosciuto come “il manga dei record”, è indubbiamente il capolavoro del maestro Eichiro Oda. L’opera colossale, visto il successo mondiale raggiunto e l’affetto dei fan, è stato declinata in tutti i modi possibili, dai videogiochi a film live action e, ovviamente, per quanto possano suscitare minore interesse in certe categorie di appassionati, anche le opere teatrali.

Non sorprende che un’opera così popolare come One Piece abbia esteso la sua presenza anche all’interno dei teatri, e ad inaugurare il trend è stato il primo grande spettacolo lanciato nel lontano 2007, esattamente 15 anni fa.

La messa in scena, intitolata One Piece Premier Show, viene ripetuta con cadenza annuale sin dal suo debutto e si tiene all’interno di Universal Studio Japan, uno dei sei parchi tematici appartenenti ad USJUniversal sin dal 2017. 

Ovviamente, la fortuna degli spettacoli teatrali non si è limitata unicamente al One Piece Premier Show. I palinsesti nipponici hanno potuto godere di svariati spettacoli dal vivo, tra cui la One Piece Live Attraction messa in scena alla Tokyo One Piece Tower, oltre ad altri diversi eventi promossi sempre da Universal Studios Japan.

Un’interpretazione a tutto tondo

Uno dei grandi punti d’impatto degli adattamenti live action delle opere tratte da anime o manga è senza dubbio il passaggio da un’interpretazione cartoonesca, e quindi volutamente esagerata, ad una recitazione dal vivo. Trattandosi di due media completamente diversi, dalle regole di “recitazione” particolari, talvolta è difficile trasporre in maniera fedele il modo di agire dei personaggi su carta nel mondo reale.

Per diverse ragioni, com’è possibile immaginare, le serie live action falliscono nel tentativo di restituire un’esperienza soddisfacente agli spettatori, anche se talvolta gli appassionati di animazione e fumetto tendono a parlare per pregiudizio, più che per esperienza. Detto questo, spesso tra espressioni facciali esagerate ed innaturali, effetti in Computer Grafica non all’altezza degli standard occidentali e atteggiamenti poco credibili, questo tipo di prodotti si sono costruiti nel tempo una reputazione piuttosto negativa per la loro eccessiva dipendenza da un medium sotto alcuni, spesso cruciali punti di vista, incompatibile con la recitazione dal vivo.

Nel mondo teatrale, invece, il discorso è discutibilmente diverso. Probabilmente, proprio per la particolare natura del mezzo utilizzato, è possibile scendere ad un maggiore compromesso con lo spettatore, da questo specifico punto di vista. Un mix più omogeneo tra moderazione della recitazione, senza snaturare la natura del personaggio, e uso sapiente della comicità fanno sì che anche le recitazioni più esagerate funzionino all’interno del loro specifico contesto.

Le rappresentazioni teatrali di One Piece non fanno quindi eccezione. I personaggi, leggermente sottotono rispetto alle controparti cartacee, risultano però fruibili e credibili.

Combattimenti ben ragionati dal punto di vista delle coreografie, intermezzi musicali tipici del musical e soluzioni ad hoc utilizzate per ricreare gli effetti speciali sono sicuramente il punto forte delle rappresentazioni sul palcoscenico.

Lo studio dei costumi

Una nota di merito va sicuramente al comparto della sartoria, incaricato di confezionare i costumi di scena. 

Infatti, uno degli scopi principali degli spettacoli teatrali è assicurarsi che i Pirati di Cappello di Paglia assomiglino il più possibile alle loro controparti del manga e dell’anime. Rendere credibili i costumi di scena senza snaturarli è il grande obbiettivo dei costumisti.

Il lavoro effettuato dalla sartoria è certosino, ogni dettaglio del costume viene minuziosamente preso in considerazione e riprodotto. 

Al fine di rendere il prodotto il più fruibile e di qualità per il pubblico, i sarti modificano e stilizzano i design dei personaggi al fine di evitare elementi del costume che potrebbero farli apparire come fuori luogo in medium che non siano quelli “principali”, ovvero fumetto e animazione.

Questo processo viene spesso applicato ai soggetti decisamente meno reali della ciurma, tra cui Chopper, Franky e Brook, in modo da presentarli al meglio agli occhi degli spettatori. Come accennato prima, lo scopo teatrale è quello di rendere immediatamente riconoscibile il personaggio, senza farlo diventare una (talvolta buffa) caricatura di sé stesso.

Storie inedite

Le storie originali ideate per gli spettacoli teatrali risultano molto più semplici rispetto alle trame del filone originale stampato e trasmesso in TV. A discapito di quello che si possa pensare, questo in realtà è considerato uno dei punti forti dello spettacolo, proprio perché tali storie sono appositamente concepite per il teatro, e in esso funzionano come dovrebbero.

La natura “reale e teatrale” dello spettacolo include dei limiti fisici e spaziali, non è possibile infatti riprodurre battaglie aree o navali. Gli sceneggiatori aggirano questi ostacoli ambientando le trame inedite in luoghi facilmente riproducibili e statici.

Inoltre, il fatto di creare storie e personaggi nuovi aiuta la fidelizzazione dei fan presenti agli spettacoli, i quali, in un certo senso, si sentono gratificati nell’avere a disposizione nuovo materiale sul quale parlare.

Fonte: Mangaforever

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