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No, Floch non è affatto l’erede di Erwin

L’episodio della settimana scorsa de L’Attacco dei Giganti, che potete vedere su Crunchyroll, ha messo in luce un personaggio che già dall’inizio della Final Season aveva avuto più occasioni per brillare: Floch.

Leader effettivo degli Yeageristi in assenza di Eren, nonché uno dei pochi a conoscere sin da subito il suo piano e ad aver reclutato volontari, Floch è tornato nella Final Season come un personaggio estremamente carismatico e in grado di farsi seguire da chi gli stava attorno. Queste caratteristiche sono esplose con la puntata della scorsa settimana, durante la quale ha avuto modo di farsi notare più di tutti guidando gli Yeageristi all’attacco contro i giganti e i soldati dell’Alleanza.

E, proprio in virtù del ruolo di guida che ha assunto, molti hanno iniziato a definirlo il vero erede di Erwin a discapito di Armin, colui che è stato salvato al posto del comandante usando il siero e che, sempre secondo questi, si starebbe dimostrando non all’altezza delle aspettative che tutti avevano riposto nei suoi confronti.

Ma, al di là delle preferenze, chiedersi chi sia effettivamente l’erede di Erwin tra i due è una domanda più che lecita. L’assenza del tredicesimo Comandante del Corpo di Ricerca è oggettivamente difficile se non impossibile da colmare e il confronto tra chi ha preso il suo posto, almeno sotto certi punti di vista, è inevitabile.

Erwin

Floch, da codardo a leader

Floch è uno dei personaggi de L’Attacco dei Giganti dallo sviluppo più imprevedibile. Abbiamo incontrato questo personaggio la prima volta all’inizio dell’arco narrativo della riconquista di Shiganshina: Floch era una delle tante giovani reclute del Corpo di Ricerca che si erano unite ad esso con la speranza di fare qualcosa di grande, di ottenere risultati significativi. Inutile dire che tutte queste speranze sono state spazzate via, così come le numerose vite della quasi totalità di quei giovani cadetti, dalle pietre lanciate da Zeke.

L’evento che ricordiamo principalmente come la causa della morte di Erwin, la carica da lui guidata contro il Gigante Bestia per consentire a Levi di avvicinarsi a lui, è significativa anche per un altro motivo: è stata il battesimo del fuoco di Floch, la sua prima esperienza sul campo di battaglia, nonché ciò che lo ha portato sin dov’è oggi. Vedere tutte quelle persone morire di fronte ai suoi occhi ha portato Floch a maturare l’idea che per salvare Paradise non servisse un leader qualunque, bensì un demone disposto a tutto pur di conquistare la vittoria. Ed è proprio questa idea che lo porterà a supportare il piano di Eren e a diventare il primo degli agitatori, il più spietato e rumoroso tra gli Yeageristi.

Floch Erwin

Sin dall’assalto a Liberio Floch si mostra come il dissidente, colui che non è d’accordo con l’atteggiamento troppo diplomatico assunto da Eldia nei confronti di quelli che, per lui come per Eren, sono solo dei nemici al di là dell’oceano. Questo dissenso esplode una volta tornati sull’isola, quando scopriamo che Floch è il principale responsabile della fuga di notizie su Eren e lui stesso si presenta come il leader della fazione degli Yeageristi.

Il capitolo 109, che si intitola proprio Leader, è particolarmente indicativo in questo senso. Vediamo Hanji e Floch, rispettivamente i leader del Corpo di Ricerca e degli Yeageristi, scontrarsi verbalmente riguardo la situazione di Eren, e grazie a questo capitolo il ruolo di Floch appare sempre più chiaro. Ma davvero il fatto che sia un leader in grado di farsi seguire basta a definirlo l’erede di Erwin?

Erwin e Floch a confronto: tra ispirazione e terrore

Ad un’analisi superficiale i due potrebbero sembrare molto simili. Sia Erwin sia Floch sono all’apparenza leader estremamente carismatici e in grado di farsi seguire dai sottoposti persino verso la morte grazie alla sola forza delle loro parole. Tuttavia basta guardare i fatti e il contenuto dei loro discorsi per rendersi conto che in realtà non esiste accostamento più sbagliato.

Erwin era un Comandante autoritario, carismatico e sempre in grado di tirare fuori il meglio dai suoi uomini. I suoi non erano semplicemente discorsi motivazionali colmi di bugie e belle parole: Erwin era in grado con la sola forza della sua voce di ispirare le persone che lo seguivano, di spingerli a desiderare di raggiungere le vette più alte o persino a seguirlo fino all’inferno. Erwin era una guida in grado di porsi una meta e fare di tutto per raggiungerla e soprattutto in grado di far vedere la sua stessa speranza anche alle persone che lo seguivano. Sempre un passo avanti a tutti, era quello che spronava ogni singolo sottoposto grazie alla sola forza della sua vita e che prima di ogni altra cosa era in grado di suscitare fede. Tutte le persone che sono partite alla carica con Erwin nell’assalto contro Zeke credevano fermamente in ciò che stavano facendo.

La differenza fondamentale tra i due è proprio questa: Erwin era un leader in grado non solo di guidare, di convincere, ma soprattutto di ispirare, un qualcosa che Floch non è mai riuscito né riuscirà mai a fare. A differenza di Erwin, che mostrava la via da percorrere ai suoi sottoposti, Floch spingeva le persone sotto di lui usando solo lo strumento della paura.

Dobbiamo vincere o sarà la fine per l’isola. Dobbiamo vincere o ci attende solo la morte, questi sono gli argomenti usati da Floch per spronare il resto degli Yeageristi a lottare all’ultimo sangue. Ed ecco perché Floch non sarà mai all’altezza di Erwin Smith e definirlo il suo erede è un insulto a tutto ciò che il precedente Comandante del Corpo di Ricerca ha sempre rappresentato.

E Armin?

Armin è quello che sin dal ritorno da Shiganshina è stato visto dal fandom come il successore di Erwin, colui che un giorno avrebbe preso il suo posto. Ed effettivamente sin dall’inizio del manga Armin ha diverse idee piuttosto geniali che lo rendono, insieme ad Hanji Zoe, uno degli strateghi più importanti del popolo di Eldia: è stato lui ad ipotizzare la posizione di Eren all’interno della formazione ideata da Erwin durante l’arco narrativo del gigante femmina o a pensare che Reiner e Berthold sarebbero potuti essere nascosti all’interno delle mura. Nessuno ha mai messo in dubbio l’intelligenza e l’importanza di Armin quando si trattava di ideare strategie.

Tuttavia, per quanto sia uno stratega geniale anche Armin ha degli evidenti limiti che rendono impossibile definirlo il vero erede di Erwin Smith: il giovane del trio dei protagonisti non è minimamente carismatico quanto Erwin o Floch. Il carisma di Floch derivava soprattutto dalla paura, certo, ma è innegabile che almeno lui fosse bravo a convincere chi lo seguiva e a farsi ascoltare. Armin, di contro, in situazioni di tensione rischia di andare nel pallone e non riesce comunque ad essere carismatico ed autoritario come l’ex Comandante.

Erwin ha davvero bisogno di un erede?

L'Attacco dei Giganti Erwin Floch Armin

Appurato che né Armin né Floch hanno le qualità necessarie per essere definiti gli eredi di Erwin, a questo punto la domanda che sorge spontanea non è chi potrebbe essere questo erede, ma se effettivamente Erwin abbia bisogno di un erede. Persino Hanji, che lo segue al comando del Corpo di Ricerca, non cerca mai di imitarlo ma sin dall’inizio si propone come un Comandante diverso rispetto a ciò che lui era stato.

La verità è che Erwin non ha bisogno di un erede né mai ne avrà uno degno, perché è semplicemente insuperabile. È un baluardo di carisma ed autorità irraggiungibile per chiunque altro all’interno de L’Attacco dei Giganti, ed è giusto che rimanga così com’è: un picco talmente alto che nessuno potrà mai eguagliare.

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Daniela Reina

Daniela Reina

Studentessa, nel tempo libero viaggia attraverso tempo, spazio e mondi di fantasia in compagnia di qualche buona lettura o serie. Il suo manga preferito è Berserk, l'anime Neon Genesis Evangelion.

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