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Babylon’s Fall – Recensione: alla conquista della Ziggurat di Platinum Games

Dopo un iter piuttosto ricco di intoppi, ritardi e rimandi, Babylon’s Fall, il nuovo action-RPG cooperativo targato Platinum Games, distribuito da Square Enix e in arrivo esclusivamente per PlayStation 4, PS5 e Steam. Di fatto, a seguito di tre fasi di closed beta pianificate nel corso di mesi diversi negli ultimi due anni, il gioco adesso è pronto per essere provato da tutti i giocatori del mondo.

Nelle fasi di beta testing di Babylon’s Fall sono emerse sia le peculiarità che lo rendono un titolo originale e interessante, soprattutto lato narrativo, sia i problemi che affliggevano le meccaniche di gioco, rendendo il gameplay piuttosto ripetitivo. Vediamo quindi se Platinum Games è riuscita ad andare oltre ai problemi menzionati e scopriamo dove Babylon’s Fall vuole andare a parare.

Babylon's Fall

Ziggurat, Imperi e Sentinelle di Babylon’s Fall

Ciò che distingue questo titolo dal resto dei suoi simili nel mare di action-RPG multigiocatore presenti attualmente sul mercato è sicuramente la direzione artistica e il comparto narrativo. Per quanto riguarda il primo elemento, vedremo dei dettagli a breve; focalizzandoci sulla storia del gioco, è necessario un minimo di contesto.

Babylon’s Fall è ambientato in un periodo storico idealizzato, che trova la sua fonte di ispirazione nell’epoca del dominio babilonese. In particolare, la storia muove i suoi passi a seguito della scomparsa dei babilonesi: l’unico presidio o avamposto rimasto a raccontare la storia del grande impero è la gigantesca torre “Ziggurat”, visibile sin dai primi minuti di gioco come sfondo del panorama del menu di gioco.

La Ziggurat rappresentata nel gioco è il frutto di una proiezione di scenari e immaginari fantasy. Storicamente è risaputo che la Ziggurat fosse un tempio architettonicamente configurato come una torre a base piramidale, non molto alta. Contrariamente, la Ziggurat di Babylon’s Fall fa dell’altezza il suo punto di forza, non solo dal punto di vista di narrazione ambientale ma anche – e soprattutto – di gameplay.

Babylon's Fall

Anni dopo la caduta dell’impero babilonese, un nuovo dominio minaccia la Ziggurat, alla ricerca dei segreti e dei tesori custodi dall’enorme edificio. Trattasi dell’impero Domitino, invasore straniero che ha costruito una piccola città ai piedi della torre, in modo tale avviare una serie di spedizioni all’interno di essa. L’avamposto, denominato Neo Babilonia è il campo base delle squadre di uomini e donne che si recano all’interno della torre per estrarne le ricchezze.

Considerata la profondità verticale degli spazi interni alla Ziggurat, l’impero Domitino sviluppa una nuova razza di soldati sovrumani chiamati Sentinel. E qui entra in scena il giocatore che, vestendo i panni di un/una Sentinel, ovvero di un combattente dotato di poteri sovrannaturali – un mix di scienza e magia – ed eccellente resistenza fisica, scala ed esplora la torre affrontando dungeon e nemici differenti. Come vedremo più avanti, l’esperienza di gioco è totalmente condivisibile, collaborando con altri tre giocatori – per un massimo di quattro membri per party – unendo le forze con altri Sentinel.

Babylon's Fall

Gameplay, personalizzazione e condivisione

In linea con il genere videoludico di riferimento, Babylon’s Fall ha inizio a seguito di una iniziale sequenza di personalizzazione del proprio avatar. È possibile sceglierne la classe del proprio personaggio, scegliendo tra tre differenti soggetti che si distinguono per abilità, estetica e armi possedute: Huysian (spadaccino), Agavian (flagello) e Geleilion (arcere). Dopo la scelta, è possibile configurare esteticamente l’avatar attraverso un editor piuttosto semplificato.

Questo offre una serie di opzioni per il viso e l’acconciatura che permettono di creare il proprio personaggio. In seguito sarà possibile cambiare l’aspetto del Sentinel in qualsiasi momento attraverso recandosi nella locande di un determinato NPC. Oltre al viso, l’editor non propone elementi di personalizzazione legati al corpo, portando alla creazione di personaggi molto simili tra loro.

Dopo la sequenza di apertura del gioco – che dal punto di vista narrativo e di caratterizzazione dei personaggi, evidenzia come i Sentinel siano soggetti in-volontari, cavie a cui viene forzatamente impiantata la “Bara di Gideon”, una reliquia che garantisce i poteri ineguagliabili summenzionati – e dopo un breve tutorial, con tanto di boss fight, il giocatore è introdotto alla città di Neo Babilonia.

La parte di città liberamente esplorabile dall’utente, altro non è che una lobby condivisa con altri giocatori, così come lo sono gli avamposti e campi base di Monster Hunter World o Destiny. Di fatto, si tratta di un’area molto piccola in cui è presente tutto ciò che serve al giocatore: negozi virtuali dove acquistare, armi, poteri e oggetti cosmetici, avvisi e notifiche legate al mondo di gioco, NPC con cui interagire per avviare missioni e, ovviamente, altri giocatori con cui condividere l’esperienza.

Non a caso, l’elemento alla base di Babylon’s Fall è proprio la condivisione dell’esperienza di gioco con altri utenti. Ogni partita, ogni missione svolta all’interno della Ziggurat, ogni combattimento è fruibile con altri tre utenti, combinando azioni, attacchi e schivate in modo unico e irripetibile. E questo è sia un punto di forza che di debolezza del gioco, a causa della struttura della Ziggurat.

La gigantesca torre di Babylon’s Fall è infatti suddivisa in aree che sono sbloccate procedendo con l’avanzare del gioco e progredendo con una diversa difficoltà. Partendo dal basso si accede a incarichi semplici e disponibili a tutti i giocatori di livello più basso; inoltrandosi, il livello di difficoltà aumenta, così come le aree di gioco. Ogni area della torre è strutturata in “chapters” ovvero micro-sezioni/arene in cui i giocatori affrontano in sequenza numerosi nemici, concludendosi spesso in boss fight.

Babylon's Fall

Ogni Sentinel può trasportare e brandire fino a quattro armi differenti, che compaiono come ologrammi sulla sua schiena. Sfruttando gli NPC e i locali di Neo Babilonia, ogni giocatore, prima di entrare in missione, può personalizzare il proprio equipaggiamento, sia dal punto di vista estetico – scegliendo tra una varietà di indumenti e armature – che bellico – optando tra spade, martelli, scudi, archi e bastoni magici. La scelta iniziale della classe del personaggio non influisce sul tipo di armi impiegato, ma solo sui poteri speciali.

Per i fan di Platinum Games, un gameplay del genere non dovrebbe essere affatto una novità: i veterani della saga NieR, si troveranno comodi con i comandi e il sistema di combattimento molto simile a quello di NieR: Automata, sia dal punto estetico che pratico – anche in NieR Automata, i protagonisti presentano le armi disposte come ologrammi sulla propria schiena e le modalità di scontro con mostri e creature è pressoché identico a quello di Babylon’s Fall.

Un potenziale inespresso

Confrontando lo stato attuale del gioco con ciò che era stato proposto nelle differenti fasi di Beta, è evidente che Platinum Games abbia ascoltato i feedback dei giocatori, aggiornando e arricchendo l’esperienza di gioco di Babylon’s Fall. Le correzioni sono evidenti su più livelli, partendo dal comparto grafico, le cui migliorie sono evidenti nei momenti più accesi di scontri e boss fight.

A queste, seguono correzioni del sistema di combattimento, ora più fluido e dinamico, e al livello di difficoltà – è ora possibile affrontare le aree della Ziggurat alla massima difficoltà pur essendo sottolivellati. Infine, sono state inserite cutscene, e strumenti di narrazione secondaria e lore che approfondiscono al storia dei due imperi, Babilonese e Domitino.

Purtroppo, nonostante i nuovi aggiornamenti e gli sforzi di Platinum Games, come summenzionato, Babylon’s Fall presenta ancora alcuni problemi legati alla struttura di base del gioco. Uno dei più evidenti è la tremenda ripetitività del gameplay. Di fatto, dopo una decina di ore di gioco, risulta evidente che il gioco sia pensato esclusivamente per la condivisione dell’esperienza con amici e che quindi giocare da soli, o con utenti sconosciuti, si traduce in un’esperienza noiosa e poco stimolante.

A questo c’è da aggiungere un sistema di obiettivi, missioni e ricompense piuttosto ridondante. È infatti possibile suddividere il gioco in due momenti e spazi, la lobby e gli incarichi: il giocatore nasce e cresce nella lobby, dove personalizza l’avatar e l’inventario, per poi correre nelle brevi missioni all’interno della torre – parliamo di poco più di 15 minuti di gioco –, ripercorrendo scenari molto simili tra loro.

Infine, se giocato a modalità normale, senza cercare una sfida troppo impegnativa, sorprendere come livello di intelligenza artificiale piuttosto basso e non solo in termini di difficoltà vera e propria – in momenti di scontro concitati è possibile imbattersi in nemici fermi in un angolo o talmente impegnati ad affrontare un altro giocatore che non reagiscono a colpi inferti.

Babylon’s Fall ha un forte potenziale inespresso e forse dovuto alla fretta e dispersività con cui è stato sviluppato – nonostante ben tre fasi di beta testing; probabilmente le vendite saranno basse e si tradurranno per un colpo duro per Platinum Games, che ha raccolto sempre più successi negli ultimi anni, da Bayonetta a NieR: Automata.

Babylon’s Fall sarà disponibile a partire dal 3 marzo 2022 esclusivamente su PlayStation 4, PS5 e Steam. Probabilmente, Babylon’s Fall fa parte di quell’insieme di giochi che per un motivo o per un altro passerà totalmente in sordina. Oltre ai problemi summenzionati, complice, in questo caso, è forse anche la pessima decisione di distribuire il gioco in un periodo già fin troppo carico di titoli tripla A, che è ha avuto inizio a febbraio e che terminerà a marzo inoltrato.

Babylon's Fall recensione

Babylon's Fall

Storia - 7
Gameplay - 6
Comparto Tecnico - 6.5

6.5

Babylon's Fall è il nuovo action-RPG di Platinum Games, un potenziale inespresso che non eccelle sotto tutti i punti di vista.

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Riccardo Retez

Riccardo Retez

Alla deriva nel mare della pop culture ho fatto dei videogiochi prima una passione, poi uno studio e infine un lavoro. Scrivo, curo e creo contenuti dentro, fuori e intorno ai mondi videoludici.

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