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Metaverso, arrivano le prime molestie sessuali

Pochi mesi fa abbiamo appreso come Mark Zuckerberg fosse intenzionato a costruire un “metaverso”, rinominando anche la sua azienda in “Meta” e dando così una prima forma al suo progetto di uniformazione delle diverse piattaforme all’interno di un unico mondo virtuale.

Solo pochi giorni fa il cosiddetto metaverso, vivibile attraverso i dispositivi per la realtà virtuale sulla piattaforma social Horizon Worlds, è stato lanciato in fase di beta privata negli Stati Uniti e in Canada. Successivamente, l’accesso è stato consentito a tutti gli utenti nei due Paesi dell’America del Nord, dando la possibilità a un massimo di venti persone d’incontrarsi all’interno di questo ambiente virtuale.

Il metaverso appare però come un luogo nel quale è facile liberarsi da limitazioni fisiche e caratteriali, e per questo è chiaro che la sicurezza sia uno dei problemi più importanti per i dirigenti e gli amministratori di Meta. Ed ecco infatti che si è già presentata una prima denuncia di un utente, che dice di aver subito delle molestie sessuali da parte di uno sconosciuto.

metaverso

Le molestie virtuali nel metaverso

Su internet è sempre stato facile incappare in gente piuttosto inquietante e pervertiti di ogni genere; si tratta di uno degli aspetti negativi della rete che esiste praticamente da sempre. Tuttavia, la presenza di uno schermo in grado di dividere le due parti può fare in qualche modo da protezione per le vittime, per quanto ciò non tolga comunque una certa ferita psicologica in alcuni casi specifici. Ma questo fattore potrebbe essere del tutto rimosso nel caso della realtà virtuale nel metaverso, dove si ha una proiezione del proprio corpo all’interno di uno spazio condiviso.

L’utente che ha denunciato l’accaduto è una persona che ha partecipato alla beta della piattaforma. La donna ha dichiarato di essere stata palpeggiata mentre si trovava presso la piazza principale del mondo di Horizon worlds, luogo spesso popolato di gente che accede all’applicazione di Meta. E come se ciò non bastasse, pare che altri individui presenti sulla scena abbiano anche supportato questo tipo di atteggiamento.

Il metaverso consente in realtà di difendersi da azioni del genere attraverso la funzione “Safe Zone”, creando una specie di bolla protettiva attorno al proprio avatar, in modo da non poter ricevere alcun tipo d’interazione da parte degli altri utenti. Tuttavia, in questo modo ci si priverebbe della possibilità di avere contatti con le persone, rendendo così piuttosto futile il proposito dell’applicazione, e il problema effettivamente non sarebbe comunque risolto.

Pensate che sia possibile liberarsi da questo tipo di azioni in un mondo come il metaverso? Diteci la vostra opinione in un commento.

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Marina Flocco

Marina Flocco

Fruitrice seriale di videogiochi, anime, manga, tutto ciò che è traducibile dal giapponese.

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