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YouTube leva il dislike: motivazioni e analisi

YouTube, tramite un annuncio sul suo blog, ha deciso di modificare radicalmente il dislike: sebbene il pulsante rimarrà attivo, non sarà più possibile ai singoli utenti vedere il numero dei dislike.

I creator potranno ancora trovare il numero esatto di Non Mi Piace in YouTube Studio, insieme ad altre metriche esistenti, se desiderano capire il rendimento dei loro contenuti.

Le motivazioni “ufficiali” di YouTube

YouTube ha dichiarato questo come motivazione di tale scelta:

“Vogliamo creare un ambiente inclusivo e rispettoso in cui i creatori abbiano l’opportunità di avere successo e si sentano al sicuro nell’esprimersi.”

Successivamente YouTube ha tentato di argomentare tale scelta sia tramite il blog che tramite un filmato. La motivazione principale è quella di proteggere i content creator da molestie e da attacchi combinati sotto forma di bombardamento di dislike. Questo tipo di atteggiamento, secondo YouTube, è equiparabile a una vera e propria molestia e il team si è impegnato a rendere la piattaforma un posto migliore tanto per chi crea, quanto per chi usufruisce dei contenuti.

YouTube ha scelto di levare i dislike per “tutelare i content creator

Secondo uno studio effettuato ad inizio anno, e reso pubblico solo a luglio, molti utenti decidevano di non vedere un video se aveva un numero alto di dislike. Dopo alcuni mesi di test in cui era sparito il contatore dei dislike sono stati registrati due risultati.

Il primo è che gli utenti erano meno propensi a scegliere di usare il pulsante Non Mi Piace come “attacco” per aumentarne il conteggio. In breve, i dati del loro esperimento hanno mostrato una riduzione del comportamento tossico del semplice attacco mirato a determinati content creator.
Il secondo è che moltissimi utenti ignorando il numero dei Non Mi Piace erano meno propensi a usarlo come metro di giudizio per vedere dei video.

L’esperimento ha anche confermato che questo “attacco di dislike” si verifica in proporzione maggiore sui canali più piccoli, come d’altronde avevano lamentato i creator emergenti, sostenendo di sentirsi ingiustamente presi di mira.

Gli spettatori possono comunque non apprezzare i video e condividere il feedback “in privato” con i creator. Durante l’esperimento YouTube appreso che alcuni utenti hanno utilizzato il conteggio del Non Mi Piace pubblico per decidere se guardare o meno un video.
Infine ha concluso il proprio intervento con:

“Vogliamo creare un ambiente inclusivo e rispettoso in cui i creatori abbiano l’opportunità di avere successo e si sentano al sicuro nell’esprimersi. Questo è solo uno dei tanti passi che stiamo adottando per continuare a proteggere i creator dalle molestie. Il nostro lavoro non è finito e continueremo a investire in questa cosa.”

LEGGI ANCHE: ADDIO AI NON MI PIACE, YOUTUBE INIZIA A NASCONDERLI.

Youtube come Instagram

Instagram con un annuncio decise di levare i “Mi Piace” già anni fa. Dietro quella scelta, esattamente come in quella di YouTube, c’era la volontà di creare un clima migliore nella piattaforma. L’idea fu paventata anche per Facebook, sempre con la scusa del “lo facciamo per il vostro bene”, ma fecero subito retromarcia.

Instagram nello specifico voleva evitare la continua corsa ai like con la creazione di contenuti sempre più al limite, tanto da creare crolli psicologici veri e propri in caso di ban dell’account.

Instagram dopo un periodo ha deciso di tornare indietro sui suoi passi lasciando decidere ai content creator di mettere o meno i “Mi Piace” visibili. Ovviamente quasi la totalità della utenza ha reso visibile nuovamente i Mi Piace, facendo fare di fatto un passo indietro alla decisione del social.

Le vere motivazioni di YouTube

Sotto il vessillo del “lo facciamo per voi” si nasconde qualcosa di molto più semplice. Molti content creator famosi si sono lamentati dei continui attacchi di “dislike bombing”, soprattutto in video proposti all’utente “in vetrina”. Il caos più noto fu YouTube Rewind: impossibile dimenticare i ridondanti “I’m so proud of this community” che furono fonte inesauribile di meme per molto tempo. Il video YouTube Rewind del 2018 fu un esempio lampante di come l’intera community di YouTube reagì protestando ad un video imbarazzante, con tanto di assenza di PewDiePie, eliminato per una serie di cose dette in live ed estrapolate dal contesto generale.

LEGGI ANCHE: YOUTUBE DICE ADDIO AI REWIND.

Naturalmente, questo tipo di scelta ha contrariato moltissime persone, tra cui uno dei fondatori di YouTube: Jawed Karim ha modificato la descrizione del suo iconico video, che è il primo video in assoluto su YouTube, esprimendo il proprio dissenso.

youtube

Non solo YouTube Rewind

Per fare uno spot “giovane” prendi un regista famoso come Paolo Genovese, metti un cast di giovani affiancati da un attore esperto come Stefano Fresi, scrivi una sceneggiatura a otto mani. Cosa mai potrebbe andare storto?

Tutto. Una battuta infelice sul lavorare tutti i giorni dell’anno ha fatto sì che i “giovani” si siano giustamente risentiti. La polemica sul Web è montata tra critiche e proteste di ogni tipo. L’unica purtroppo che non si è potuta attuare è stata quella di bombardare il video con i “non mi piace” a causa di questa nuova politica della piattaforma.
Vedendo il video si può notare lo sparuto numero di alcune decine di like. Immaginiamo che se potessimo vedere i dislike, probabilmente sarebbero sull’ordine delle decine di migliaia sicuramente, se non di più.

Vi lasciamo qua il video. A voi le dovute considerazioni.

Fonti: YouTube Blog.

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Gianmarco Vinciguerra

Gianmarco Vinciguerra

Giocatore di Ruolo incallito, Nerd di vecchio stampo .

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