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GTA Trilogy: the Definitive Edition, quando la nostalgia non basta

Da qualche giorno è disponibile sugli store digitali di console e PC GTA Trilogy: The Definitive Edition, raccolta che comprende al suo interno tre titoli che hanno fatto la storia di Rockstar Games, portandola ad essere l’enorme software house che, ad ogni nuova pubblicazione, domina il mercato senza alcuna fatica.

La raccolta comprende tre giochi che hanno rappresentato la base per quelli che sono i GTA recenti: GTA III, Vice City e San Andreas. Titoli che moltissimi dei videogiocatori più “anziani” avranno spolpato all’epoca della loro uscita, capaci di rievocare ricordi piacevolissimi, di tempi in cui l’unico pensiero all’uscita da scuola era riprovare la dannata missione dei droni con Tommy Vercetti o di “seguire il fot***o treno” con l’indimenticabile CJ.

Titoli che, volenti o nolenti, hanno contribuito all’evoluzione di tutti i titoli Rockstar Games, e che hanno rappresentato la base su cui edificare quel capolavoro chiamato Red Dead Redemption 2 o il gettonatissimo e vendutissimo GTA V, che tra qualche mese toccherà anche i lidi della next gen; titoli che, tuttavia, sono inevitabilmente invecchiati, e che oggi più che mai soffrono il peso della rapidissima evoluzione che ha portato il medium videoludico ad essere ciò che è oggi.

GTA Trilogy: The Definitive Edition punta solo sulla nostalgia

Invecchiamento che sembra essere chiaro a tutti, Rockstar compresa; la software house infatti, dopo aver presentato GTA Trilogy: The Definitive Edition, annunciò che oltre alla ovvia rimasterizzazione grafica, di cui parleremo in seguito, le tre pietre miliari della sua storia avrebbero giovato di un restyling del gameplay, che sarebbe dovuto essere più vicino nelle meccaniche e nei controlli a quanto visto in GTA V.

Queste premesse, unite alla ovvia “operazione nostalgia”, lasciavano presagire il meglio per quest’operazione commerciale; d’altronde, mettere sul mercato San Andreas e Vice City significa avere il favore dei fan, oltre che incassi sicuri provenienti sia da chi vuole rigiocare tre videogiochi storici, sia da quei giocatori “casual” che impazziscono al solo sentir pronunciare “GTA”.

Tuttavia, dal successo sicuro si è passati alle inaspettate, ma per certi versi giustificate, critiche. Critiche partite sin da quando Rockstar ha annunciato la rimozione dei titoli originali da tutte le piattaforme online, pratica utile nelle intenzioni dell’azienda a lasciare spazio a queste versioni “migliorate” ma che, nella sostanza, rappresenta un’operazione di revisione storica mai particolarmente apprezzata dall’utenza, che più di una volta ha rappresentato la volontà di poter giocare a titoli del passato così come originariamente concepiti dagli sviluppatori.

Gta Trilogy

Le suddette critiche sono poi aumentate quando la GTA Trilogy: The Definitive Edition è stata messa sul mercato. Nonostante il buon lavoro di ammodernamento grafico, che soffre si di qualche imperfezione anche piuttosto grande relativa alla resa di alcuni personaggi secondari, i tre titoli soffrono di un numero indefinito di bug e glitch di ogni sorta, presenti spesso anche nei giochi originali e rappresentativi di un lavoro di polishing tutt’altro che perfetto.

Il titolo infatti, soprattutto su PC, risultava praticamente ingiocabile fino a qualche giorno fa, al punto da portare Rockstar a rimuoverlo temporaneamente dagli store per effettuare un hotfix che potesse, almeno parzialmente, risolvere il problema.

Tecnicamente insufficiente, tra alti e bassi

A tali problemi si sono aggiunti tutti quelli relativi alle nuove implementazioni che Grove Street Games, team di sviluppo di questa collection, ha voluto inserire all’interno del gioco. Se infatti, come già anticipato, i modelli dei personaggi principali risultano essere estremamente ben curati e piacevoli alla vista, lo stesso non si può dire per le fattezze di tutti i personaggi secondari; allo stesso modo, il nuovo sistema di illuminazione sembra essere affetto da problemi di non poco conto, che restituiscono un’inquadratura così scura da rendere difficile anche l’individuazione del personaggio. Anche l’effettistica dei tre titoli vive una strana dualità: se da un lato infatti le esplosioni sono state aggiornate e rese più “spettacolari”, lo stesso non si può dire per i vari eventi atmosferici, che soprattutto nel caso dei temporali risultano essere davvero troppo invasivi, andando ad intaccare la leggibilità dell’azione.

Oltre a questi difetti, ci è sembrato che l’intera trilogia soffra di una mancanza di attenzione e di una certa fretta da parte degli sviluppatori, che sembra abbiano praticamente saltato la fase di polishing per gettare sul mercato un titolo che, palesemente, richiedeva ancora qualche mese di sviluppo per essere pubblicato. A dimostrazione di ciò, basti pensare al fatto che su PS5 i tre titoli in modalità qualità non superano i 30 FPS; se giocati in modalità prestazioni invece, il frame rate raggiunge i 60 FPS senza essere tuttavia stabile. Un risultato assolutamente rivedibile, soprattutto se si pensa che i tre giochi che vanno a comporre la collection sono usciti su PlayStation 2, ben 3 generazioni fa.

Gta Trilogy

Chiaramente, la GTA Trilogy ha anche dei punti di forza; il nuovo sistema di controllo, molto simile a quello visto in GTA V, contribuisce a rendere le fasi di shooting e la selezione delle armi molto più user friendly, eliminando quella macchinosità figlia dell’epoca in cui i tre titoli della collection sono stati pubblicati. L’ammodernamento dei vari ambienti inoltre è di buonissima fattura, e la resa visiva è esattamente quella che immaginavamo anni fa, quando quei pochi poligoni ci garantivano un senso di immersività figlio solo della nostra mente. Tuttavia, nonostante tali aggiunte siano sicuramente di buonissima fattura, non valgono assolutamente il prezzo del biglietto, che, in tutta sincerità, ci è sembrato davvero troppo alto.

Le scuse non bastano

Per fortuna, negli ultimi giorni Rockstar ha pubblicato un messaggio di scuse rivolto a tutti i fan, promettendo una patch correttiva che dovrebbe andare a risolvere molti dei problemi riscontrati durante la nostra prova e regalando a tutti gli utenti PC i tre titoli originali; messaggio questo che sta facendo tristemente capolino un po’ troppe volte negli ultimi tempi.

La nostalgia dunque, per quanto “bella” non è mai l‘unica cosa su cui puntare quando si sviluppa una remastered; puntare solo su quella, nel mercato odierno, potrà anche portare ad un risultato commerciale enorme ma, allo stesso tempo, porterà inevitabilmente ad un gran numero di critiche. Perché è bello poter giocare a titoli che rievocano bei ricordi e che hanno fatto parte del nostro passato, ma sarebbe più bello farlo senza che questi ultimi siano l’elemento fondante di una produzione insufficiente, che ha richiesto comunque l’ingiustificato esborso di 60 € da parte dell’utenza.

Attendiamo con fiducia la patch correttiva promessa da Rockstar; fino a quel momento, il giudizio su GTA Trilogy: The Definitive Edition, è sicuramente insufficiente. La raccolta infatti, almeno per ora, al netto di qualche miglioria tecnica punta solo sulla nostalgia dell’utente, che, lo ribadiamo, non basta.

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Carlo D'Alise

Carlo D'Alise

Videogiocatore dagli indimenticabili tempi dello SNES. Praticante avvocato nel tempo libero, appassionato in particolare di Action, Soulslike ed RPG, ma in generale del videogioco in (quasi) tutte le sue declinazioni. Sono ad un panino dall'obesità.

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