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Spotify, rimossa la riproduzione casuale dagli album

Spotify è uno dei principali servizi di streaming musicali al mondo. Con oltre 170 milioni di abbonati in tutto il globo, il servizio on demand lanciato nel 2008 in Svezia ha rivoluzionato il modo in cui le persone accedono e ascoltano la musica ogni giorno.

Insieme a diverse piattaforme concorrenti infatti, come Apple Music o Amazon Music, Spotify ha permesso a un gran numero di utenti di ascoltare musica su quasi ogni dispositivo (smartphone, tablet, console, PC…), sia quando si è connessi a Internet che nei momenti in cui non si è collegati a una rete, attraverso i download e la riproduzione offline.

Nel corso degli anni Spotify è stata inoltre piuttosto attenta alle richieste dei propri utenti, cercando di migliorare il servizio offerto, introducendo ad esempio l’Hi-Fi o la possibilità di leggere il testo delle canzoni che si ascoltano. Al tempo stesso però, l’azienda svedese ha anche aumentato i prezzi dei propri abbonamenti, attirando a sé le critiche di non pochi utenti.

Tuttavia, tra le critiche a cui Spotify è stato sottoposto nel tempo, una in particolare arriva da niente meno che Adele, cantautrice britannica che rappresenta un peso massimo nell’industria musicale mondiale. La musicista inglese ha richiesto a Spotify di rimuovere la riproduzione casuale negli album.

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Con il rilascio del suo album, Adele è riuscita a cambiare Spotify

È stato il noto blog Pop Crave a dichiarare per primo, con un annuncio sul suo profilo Twitter, la rimozione da parte di Spotify della riproduzione shuffle negli album, dietro appunto la richiesta di Adele.

Secondo la cantautrice britannica, la maggior parte degli album sono stati creati dai cantanti con un concept di fondo, e di conseguenza ogni traccia viene posizionata secondo un ordine prestabilito dall’autore. La riproduzione casuale andava a eliminare tutto ciò, facendo perdere di fatto il giusto modo di ascoltare le tracklist degli album.

La cantante, che ha espresso questa critica in occasione del rilascio di ’30‘, il suo nuovo album a distanza di sei anni dal precedente, ha dichiarato infatti:

“Questa era l’unica richiesta che avevo nel nostro settore in continua evoluzione!

[Noi artisti] Non creiamo album con così tanta cura e pensiamo alla nostra tracklist senza motivo. La nostra arte racconta una storia e le nostre storie dovrebbero essere ascoltate come le abbiamo volute.

Grazie a Spotify per l’ascolto!

Fonte: account Twitter di Pop Crave.

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Simone Campisi

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