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The Elder Scrolls Online: Deadlands, la recensione. Chiuso il cancello, chiusa la saga

Il 2021 è stato un anno pieno di novità e cambiamenti per Bethesda, dall’acquisizione da parte di Microsoft fino all’arrivo di titoli fantastici come Deathloop, l’azienda sta vivendo una nuova giovinezza e come loro anche i loro titoli MMO stanno ripartendo più forti di quanto non lo siano mai stati prima d’ora. Sia Fallout 76 che The Elder Scrolls Online hanno adottato la formula degli aggiornamenti stagionali, e praticamente ogni 3 mesi ci ritroviamo in questo appuntamento che ormai è diventato una tradizione

A cadenza trimestrale ci ritroviamo qui a parlare di The Elder Scrolls Online, e il contenuto di cui vogliamo raccontarvi oggi è Deadlands, l’ultima parte della saga annuale Gates of Oblivion, che ha visto il ritorno dell’Oblivion e del principe daedrico della distruzione Mehrunes Dagon.

In Deadlands avremo una pletora di nuove aggiunte come Dungeon, mappe, quest e tanto altro, che scopriremo subito dopo l’immagine qui sotto, restate con noi per la nostra recensione completa.

La fine di un era, ma ci vediamo l’anno prossimo

Deadlands segna la fine della saga dedicata ai cancelli dell’oblivion e aggiunge alla formula una serie di contenuti nuovi e originali fra cui:

  • Nuovi Dungeon pubblici da poter esplorare da soli o con la propria gilda, come il Brandfire Reformatory, cioè una fortezza daedrica completamente controllata dall’Ordine della Waking Flame e utilizzata per vari pittoreschi scopi, come l’addestramento o la tortura, come anche il False Martyrs’ Folly una caverna che si va ad aggiungere ai molteplici luoghi di perdizione e tortura delle Deadlands, dove il dispiacere di Mehrunes Dagon prende la forma di prigionieri intrappolati nella pietra.
  • Ci sono nuove stazioni di crafting che ci permetteranno di acquisire nuovi set armatura da poter utilizzare per sconfiggere i vari boss aggiunti con questa espansione. Le postazioni sono il Forgotten Feretory (Iron Flask Set), La Razorworks (Deadlands Demolisher Set) e il Stormwright’s Cleft (Wretched Vitality Set)
  • In più sono state aggiunte nuove abitazioni cioè l’Agony’s Ascent e l’Ossa Accentium
  • Tantissimi World Boss da sconfiggere da soli o in squadra, per 5 battaglie spettacolari contro tutti i seguaci del principe della distruzione, come The Abomination Cradle, Den of the Unmaker, Irncifel the Despoiler, Vorsholazh the Anvil e Kothan the Razorsworn. Senza dimenticare gli “elite” da sconfiggere Flarion, Ol’icath, Domoira, Faram-Xaran, Kmolag, Salosuum, Ruinach Count of Cataclysm, Havocrel Duke of Storms che portano il totale a 13 combattimenti tutti diversi e mai banali.

Le nuove mappe invece comprendono diverse zone, tra cui Fargrave, cioè un regno dell’Oblivion, con la fortuna di non essere governato da alcun principe, dove si è insediata una comunità mista di abitanti sia mortali che daedrici e che ospita un favoloso mercato, che oltre ad essere molto fornito, è reso ancora più bello dall’implementazione (Finalmente! ndr.) del DLSS e del DLAA di Nvidia, ovviamente compatibile con schede video adatte allo scopo, ma che vanno a rendere la qualità visiva di ESO davvero next gen.

Le Deadlands sono splendide e certamente in quest’ultimo DLC i ragazzi di Bethesda hanno saputo regalarci un’atmosfera unica superiore perfino a tutti i contenuti arrivati su ESO durante l’anno. Fargrave è una grande nuova capitale, che sa stupire anche sul colpo d’occhio nonostante stiamo parlando fondamentalmente di un gioco del 2013. Davvero ci sentiamo di spendere queste righe per complimentarci con gli sviluppatori che hanno fatto un lavoro completo e brillante che ci ha lasciato positivamente sorpresi.

Nonostante la sua dimensione apparentemente ridotta, la zona delle Deadlands è ancora una delle più piacevoli da esplorare, forse grazie al fatto che il paesaggio è finalmente diverso dalle verdi e lussureggianti pianure e panorami che ci sono state presentate in praticamente ogni espansione storia dopo Summerset. Ci sono nuove bestie da incontrare e segreti da scoprire, e grazie al nuovo aggiornamento delle icone della mappa, non bisogna più impazzire per individuare gli Skyshard nel mondo di gioco. 

The Elder Scrolls Online: Deadlands fornisce ai giocatori circa 5-10 ore di nuove questline relative alla conclusione della saga annuale, su cui però non faremo spoiler per non rovinarvi la sopresa, ci limiteremo a dirvi che, la storia di Gates of Oblivion è stata una delle più emozionanti finora, con dungeon che finalmente sembravano legati alla storia in modo più credibile rispetto alle storie dell’anno precedente, e siamo abbastanza sicuri che questo gioco potrebbe presto dirottare le sue trame verso Hammerfell, la regione natìa delle Redguard, in modo analogo a ciò che dovrebbe portarci The Elder Scrolls 6, ma c’è da dire che con un numero limitato di missioni secondarie, i giocatori esperti dell’ESO completeranno rapidamente il contenuto del DLC.

Insomma, Finalmente i ragazzi di Bethesda hanno spinto sull’acceleratore della narrativa, regalandoci una trama ricca, ma anche abbastanza semplice da seguire nonostante i molti mesi di distanza tra un DLC e l’altro. È innegabile l’impegno che l’azienda sta ponendo sui giochi MMORPG che ha creato, nonostante gli intoppi che entrambi i titoli hanno avuto nella loro esistenza, possiamo dire che la rinascita di entrambi è stata compiuta.

Fra contenuti scaricabili gratuiti e a pagamento con cadenza regolare e aggiunte corpose come questa di cui abbiamo parlato oggi non possiamo fare altro che ritenerci soddisfatti del lavoro che fin’ora Bethesda Softworks ha compiuto

The Elder Scrolls Online: Deadlands

Voto - 8

8

The Elder Scrolls Online si aggiorna con il nuovo DLC premium Deadlands, con tante novità di trama e gameplay, disponibile per Microsoft Windows e macOS, PlayStation 4, Xbox One, Google Stadia, PlayStation 5 e Xbox Series X.

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Gennaro Lazzizzera

Gennaro Lazzizzera

Nato (quasi) con la prima xbox in mano. il mio primo videogame è stato The Getaway per PS2 ed è stato letteralmente amore a prima vista (mai vista una alfa romeo in un videogioco prima di allora). Appassionato di videogiochi ma anche di Informatica, Tecnologia e Meccanica

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