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COD Warzone: per gli sviluppatori il camping è da codardi

Call of Duty Warzone è senza dubbio uno dei titoli videoludici battle royale più giocati e discussi sul mercato. Rilasciato a marzo 2020 infatti, il capitolo free-to-play della saga di Activison ha superato ormai da tempo il record di 100 milioni di videogiocatori attivi sulla modalità battle royale.

Ed è proprio la modalità battle royale ad aver attirato nell’ultimo periodo numerose discussioni: tra hacker che potenziano gli streamer fino al livello 1000, un bambino di soli 6 mesi che è diventato uno dei cecchini più forti del gioco e Activision, che ha tentato di realizzare un sistema anti-cheat per contrastare l’enorme fenomeno del cheating presente su Warzone. Inutile dire che gli hacker si sono già messi all’opera per aggirarlo, mandando così in fumo i piani di Activision e andando a peggiorare così la futura esperienza di gioco di molti utenti.

Pur non riuscendo a contrastare per il momento gli hacker in modo efficace, gli sviluppatori di Warzone hanno finalmente espresso la loro opinione su un’altra fastidiosa questione che affligge non soltanto Warzone, ma tutti i titoli battle royale.

Stiamo parlando del camping che, per chi non lo sapesse, consiste in una tattica dove un giocatore individua e mantiene una posizione vantaggiosa all’interno del gioco. Spesso il luogo scelto per il camping è un punto di spawn, cioè dove rinascono gli avversari dopo la morte, perché permette l’uccisione immediata di un elevato numero di nemici.

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La posizione di Activision sul camping presente in Warzone

Dalla nascita dei primi giochi online, il fenomeno del camping è stato ampiamente criticato e discusso sia dai giocatori che da alcune software house. E tra quest’ultime figura Activision, che ha fermamente condannato il camping, arrivando a definire chi lo esegue come un codardo.

warzone camping corpo 2

La critica al camping è stata espressa dalla compagnia all’interno delle note sulla patch dell’evento Haunting di Halloween, rilasciata per la sesta stagione di Warzone.

L’azienda videoludica ha affermato infatti:

La paura aumenta naturalmente nel tempo di gioco quando si verificano i seguenti eventi:

-Essere colpiti, essere colpiti dall’equipaggiamento nemico o avere le loro serie di uccisioni nell’area.

-Campeggio (AKA codardia)

-Vedere cadaveri o Ghostsz

Compagni di squadra di Havig abbattuti o eliminati“.

Con queste dichiarazioni, Activision spera di scoraggiare i giocatori di Warzone dal camping. D’altronde, Activison ha un’esperienza più che decennale nel settore dei videogiochi FPS online, grazie alla saga di Call of Duty. La software house si può considerare quindi una voce piuttosto autorevole sull’argomento e, di conseguenza, forse bisognerebbe dargli ascolto per mantenere un’esperienza di gioco serena.

Fonte: Dexerto.

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Simone Campisi

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