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Angelo Duro denunciato da un sacerdote: aveva organizzato uno spettacolo di protesta in una chiesa

Angelo Duro, attraverso un post pubblicato sulla sua pagina Instagram, ha rivelato di essere stato denunciato da un sacerdote romano a seguito di uno spettacolo organizzato sull’altare di una chiesa.

Il comico aveva infatti “occupato” l’altare di una chiesa in zona Ottaviano per protestare contro i numerosi decreti del Governo che hanno posto pesanti limitazioni al mondo dello spettacolo. Il suo tour, infatti, come quello di tanti altri artisti, è stato più volte rimandato a causa dell’impossibilità di organizzare gli eventi nel rispetto delle normative vigenti.

angelo duro

Il post di Angelo Duro su Instagram

Angelo Duro ha raccontato il fatto in un lungo post su Instagram:

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Un post condiviso da Angelo Duro (@angeloduro)

È ufficiale, andrò all’inferno. O almeno, per il momento. Sì. Adesso vi spiego. Ho deciso di dirvelo perché è bene che voi, che state seguendo il mio alternativo tour, lo sappiate. Il parroco, a cui circa un mese fa ho provato a sottrarre la platea nella sua parrocchia, e al quale ho spiegato le ragioni della mia protesta, mi ha denunciato. Sì. Assurdo. Ora non solo me la dovrò vedere con Dio, pure con il giudice. Vi rendete conto?


Ovviamente, anche un bambino lo capisce, non era mia intenzione offendere il prete o attaccare la chiesa. Vi ringrazio per la stima ma non sono ancora così forte. Forse tra qualche anno. Ma adesso no. Le mie incursioni, come avete visto, sono state solo un modo per evidenziare disuguaglianze, sì insomma, le cazzate, fatte da chi sta gestendo l’emergenza sanitaria. Scelte che hanno penalizzato molti settori, tipo, in questo caso, il mio, appunto. E lasciato a casa, senza lavoro, migliaia di persone, senza dirgli neppure che fine avrebbe fatto la loro professione.

La domanda che pongo è sempre la stessa: perché sui mezzi pubblici, a scuola, al supermercato, nei comizi e in tanti altri posti, si può accedere senza green pass e senza restrizioni, e nei teatri invece non è possibile? Ah? C’è qualcuno che me lo dice? Perché io, che sono ignorante, non ci capisco nulla. Se ci fosse qualche intellettuale a delucidarmi, con un linguaggio povero e infantile, forse lo capirei. Ma non c’è.

Anche al Ministero degli Interni, dove giorni fa sono stato invitato, non sono riuscito ad avere una risposta chiara. Quindi, in attesa che qualcuno mi delucidi sulla questione, mi auguro che il parroco, che è un uomo di chiesa, perciò, sicuramente, una persona comprensiva e disponibile ad aiutare e ad ascoltare gli altri, ritiri la denuncia a mio carico, che tra l’altro è pure una denuncia penale, e accolga il mio invito ad incontrarci nuovamente di persona, per chiarirci e magari avere la possibilità di ricevere anche il suo supporto. Ho commesso un peccato per dar voce e sostenere il mio settore, settore con migliaia di posti di lavoro in pericolo da due anni.

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Cosa ne pensate di questa vicenda? Ditecelo nei commenti!

FONTE

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Gabriele Pati

Gabriele Pati

Cresciuto con libri di cibernetica, insalate di matematica e una massiccia dose di cinema e tv, nel tempo libero studia ingegneria, pratica sport e cerca nuovi modi per conquistare il mondo. Vanta il poco invidiabile record di essere stato uno dei primi con un account Netflix attivo alla mezzanotte del 22 ottobre 2015.

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