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Perché a Napoli stanno comparendo affissioni blasfeme?

In questi giorni i napoletani e un po’ tutti sui social stanno vedendo delle affissioni blasfeme. Queste affissioni riprendono grafiche inerenti alla cultura pop con le scritte trasformate in bestemmie. Ma perchè sta avvenendo questo?

In questi giorni a Napoli si sta svolgendo il festival Ceci n’est pas un blasphème, un festival delle arti censurate e contro la censura religiosa. La direttrice Emanuela Marmo ha così commentato queste istallazioni:

I manifesti disseminati per la città, chiaramente attribuibili ad alcuni degli artisti da noi ospitati, non sono una nostra iniziativa. Si tratta di un progetto autonomo, indipendente e tipico del subvertising, con cui gli artisti stanno segnalando la loro presenza in città e la loro adesione alla nostra causa. Anche l’assessorato o l’amministrazione comunale non sanno nulla di questa iniziativa. Trovo ridicolo e pretestuoso metterli in difficoltà su una circostanza che esclude in toto il loro coinvolgimento.

La contrarietà dei cittadini, che hanno fatto notare come i manifesti appaiano anche in prossimità di luoghi di culto o frequentati da bambini, mi spinge a credere ancora più convintamente che le azioni di subvertising sono fondamentali. Questi stessi cittadini, infatti, non hanno nulla da dire, sono assolutamente assuefatti ai messaggi pubblicitari che inoculano un uso erotizzato del corpo femminile e dell’infanzia, che promuovono canoni estetici frustranti e irraggiungibili per persone comuni, che associano la bellezza al possesso di beni inutili, costosi, classisti.

Chi c’è dietro il festival di Napoli?

Il festival è stato organizzato dall’Associazione Ciurma Pastafariana chiede l’abolizione dei reati di blasfemia in collaborazione con l’Assessorato all’Istruzione, alla Cultura e al Turismo di Napoli.

La mostra sarà presente nel capoluogo campano dal 17 al 30 settembre presso i locali del primo piano del PAN. L’evento punta a esporre opere di artisti che chiedono a gran voce l’abolizione del reato di blasfemia.

La mostra a Napoli è necessaria?

Una mostra del potrebbe essere molto importante in Italia tenendo anche conto la multa che l’AGCOM ha da poco dato alla Disney in merito all’ottavo episodio dei Griffin dell’undicesima stagione, Gesù, Giuseppe e Maria, inedito del 2012 ma trasmesso solo recentemente per la prima volta in Italia. L’episodio, che ironizza sulla Natività, è stato subito additato dal deputato Daniele Bellotti e dai senatori Roberto Calderoli e Simone Pillon come eccessivamente irrispettoso nei confronti delle tradizioni e della fede cristiana.

Con un post sui suoi social, infatti, il senatore ha annunciato che l’AGCOM ha multato la Compagnia di Topolino, che sarà dunque costretta a pagare una cifra pari a 60 mila euro.

Commodoriani che ne pensate di questa iniziativa? Credete anche voi che dovrebbe essere tolto il reato di blasfemia? Fatecelo sapere nei commenti.

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Alessandro Mezzolla

Alessandro Mezzolla

Alessandro Mezzolla è di San Pancrazio Salentino in provincia di Brindisi. Un genio. miliardario, playboy, filantropo non è sicuramente una descrizione calzante. Ha la passione per il cinema, la musica e le magliette macabre. Il suo motto è "Perchè anche oggi mi sono svegliato?"

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