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Tales of Arise – Recensione: ardono le fiamme della speranza

L’anno videoludico di Bandai Namco non vuole fermarsi all’ottimo Scarlet Nexus (di cui potete trovare la nostra recensione), tornando su una serie nipponica che negli anni ha saputo conquistare anche una fetta dell’utenza occidentale. Parliamo di Tales of, che debutta nell’anno corrente con Tales of Arise, ambizioso JRPG che segna il ritorno in pompa magna del brand con un rinnovamento necessario dopo le ultime iterazioni, forte di un comparto tecnico e grafico all’altezza della nuova generazione.

Se l’action brainpunk della casa giapponese ha saziato la vostra voglia di giochi di ruolo, sappiate che un nuovo esponente del genere è pronto a rincarare la dose, aprendo le porte a un nuovo mondo, fatto di oppressione e avvincenti battaglie in tempo reale, appetibile per i fan tanto quanto per i nuovi giocatori del franchise. Abbiamo passato del tempo in compagnia con l’ultima fatica della serie e siamo pronti a parlarvene nella nostra recensione dedicata a Tales of Arise.

Tales of Arise: la fiamma della libertà

Le vicende di Tales of Arise si apriranno con un’oppressione dalla durata di tre secoli del pianeta Dahna a cura del pianeta Rena, tecnologicamente più avanzato, che ha soggiogato l’intera popolazione di dahnani riducendoli ai lavori forzati. Durante questa prova di forza ai danni del popolo più povero, che si è visto portare via anni di libertà e storia, interpreteremo uno schiavo conosciuto inizialmente come Maschera di Ferro, senza memoria e incapace di sentire il dolore, altamente altruista nei confronti degli altri oppressi, che in una comune giornata di lavori forzati farà un incontro che di lì a poco aprirà la strada verso la ribellione.

Il nostro protagonista conoscerà Shionne, una ragazza di Rena in fuga, all’apparenza schiva e altezzosa, con l’obiettivo di rovesciare i 5 lord renani che si contengono i territori di Dahna per un evento chiamato “Disfida Reale” che si ripete ogni dieci anni, in cui viene premiato il signore con più potere astrale sottratto dai poveri dahnani, con lo scopo di essere nominato signore di Rena.

Inizia dunque un viaggio tra Alphen (vero nome del protagonista) e Shionne, complementari per le loro abilità, necessarie al fine della missione, aiutati in prima battuta dai Corvi Scarlatti, un gruppo di dissidenti che si oppone ai renani e che aprirà la strada alla coppia per liberare la regione di Calaglia, poiché in possesso di un’arma segreta per rovesciare il primo lord. Sebbene la ragazza sia in possesso di una maledizione aculea che ferisce chiunque vi entri in contatto, possiede anche il nucleo primario in cui è racchiuso il potere astrale raccolto dal lord Balseph, con il quale può evocare una peculiare spada ardente dalla potenza devastante.

Solo Alphen, insensibile al dolore, può brandirla, ma solo Shionne può scatenarne il vero potere. Ecco che la coppia si forma, mettendosi in viaggio per cambiare il pianeta Dahna e rendere libero il suo popolo, per circa 40 ore complessive di narrativa principale (che diventano circa 60 tra contenuti secondari e post-game), dove si toccano temi di umanità, libertà, oppressione e discriminazione, aggiunti a momenti più tranquilli di legame tra i membri del party dove si avrà modo di conoscerli a fondo, con spaccati più drammatici ed evoluzioni caratteriali, da cui deriva l’obiettivo comune della libertà e coesistenza.

Combat system: tra Arti e attacchi boost

Sul fronte del gameplay vero e proprio, Tales of Arise segna un passo avanti irrinunciabile per la serie, con una fluidità di combattimento apprezzata in virtù delle possibilità d’approccio. Tra la sequela di attacchi standard che è possibile utilizzare senza alcun costo, non mancano le distintive Arti, utilizzabili tra una combo e l’altra, limitate da una barra apposita detta BA, che si ricarica con il tempo o soddisfacendo dei requisiti, come attivare un attacco boost, per una sequenza devastante contro i nemici che affronteremo durante l’avventura. Quest’ultimo varia per personaggio e, previa carica della barra BB, permette colpi devastanti con vari effetti, dall’atterramento del nemico fino alla penetrazione di corazze.

In circostanze speciali, l’attacco boost può diventare un assalto boost, vera e propria mossa combinata tra alleati con tanto di scena dedicata che infliggerà grandi quantità di danni. Nel caso dei boss e mini-boss, potrebbero verificarsi occasioni per eseguire assalti speciali per l’occasione, in cui il tempismo d’innesco è fondamentale, portando al party un vantaggio di battaglia da non sottovalutare. Rimossa la funzione di guardia, i membri della squadra possono schivare i colpi, in movimento o da fermi, che, con il giusto tempismo, permettono contrattacchi potenti.

I membri del party sono tutti diversificati tra loro, per moveset e abilità, possedendo stili di combattimento diversi, sfruttabili con le molte Arti sbloccabili a disposizione di ognuno, migliorabili fino a 5 volte con l’uso, che potremo impostare in set da 3 eseguibili a terra e 3 eseguibili in aria, dal costo variabile per potenza, tenendo a mente che la ripetizione della stessa Arte in una combo ne riduce gradualmente l’efficacia, andando a favorire infine il recupero dei nemici. Risulta più efficace sfruttare le debolezze nemiche, alternando le varie Arti dei personaggi, per infliggere lo stato di atterramento e irrogare maggiori danni.

Sebbene può venire naturale utilizzare in un breve lasso di tempo tutte le opzioni offensive a disposizione, il sistema ci chiede di ragionare, mettendo dei paletti alle ripetizioni di attacchi, incentivando la strategia, laddove alcuni nemici, prettamente zeugle, ovvero le bestie, reagiscono a particolari colpi e tempismo, possedendo in gran parte un pattern leggibile e sfruttabile in base ai nostri assetti.

Tra le tante opzioni di combattimento citate, va menzionato lo status “Oltre Limite”, che permette al personaggio controllato di utilizzare tutte le Arti senza alcun costo per un lasso di tempo limitato. Parliamo di una sorta di power-up temporaneo che si innesca al raggiungimento di pochi HP, sbloccando l’Arte Mistica, un attacco estremamente potente di intensità variabile in base ai colpi inflitti prima dell’attivazione. Siamo di fronte ad un combat system altamente stratificato e fluido, quasi assuefacente, che segna un enorme passo in avanti per la serie di Tales of e che saprà fare la gioia degli appassionati di action RPG.

Crescita, esplorazione e direzione artistica

La crescita dei personaggi in Tales of Arise avviene attraverso un menù in cui spendere i propri PA (punti abilità) ottenuti lottando, dove ogni personaggio avrà dei titoli legati a nuove abilità, che possono essere sbloccati compiendo diversi obiettivi nel mondo di gioco. Sbloccare tutte le abilità associate a un titolo conferirà un incremento di statistiche che si traduce in un grande vantaggio di valori in battaglia, dove non contano solo i livelli ottenuti dal classico farm di nemici. Quest’ultimo avviene in esplorazione libera di mappe aperte, dove urtare creature ostili darà inizio allo scontro, senza possibilità di attacchi di opportunità.

Esplorare le varie zone permetterà il ritrovamento di oggetti utili e ingredienti con cui cucinare ai falò di accampamento disposti nei livelli, momento dove, oltre a riposare e recuperare le forze, è anche possibile interagire con i compagni al fine di migliorare il rapporto, che possiamo sviscerare anche durante le esplorazioni premendo un tasto quando un pop-up ce lo permetterà, dando il via a scene speciali in relazione al contesto del momento. Cibarsi conferisce vari bonus, relativi anche allo chef di turno tra i membri del party, poiché saremo noi a scegliere pietanza e preparatore, in base a ciò che vogliamo ottenere dai molteplici piatti a disposizione. Esplorando può capitare di imbattersi in zeugle giganti, che offriranno sfide più complesse e ricompenseranno il giocatore con un incremento dei punti cura condivisi dal gruppo, necessari per il lancio di arti magiche atte a guarire i compagni o rianimarli.

Complessivamente, il mondo di Tales of Arise offre una buona quantità di cose da fare al di là della narrazione principale, con aree più ampie e dettagliate che in passato, offrendo anche attività opzionali, come la pesca, il tutto in ottica di rifornimento, farming di esperienza e missioni secondarie. Lo sviluppo in Unreal Engine 4 ha dato i suoi frutti, per un ammodernamento grafico importante, in cui l’impatto scenico con i suoi dettagli la fanno da padrone, con un Atmosferic Shader – il quale ha richiesto anni di sviluppo – che dona vivacità e brillantezza agli ambienti che esploreremo. Come se non bastasse, una direzione artistica lodevole completa il quadro di rinnovamento del nuovo arrivato di casa Bandai.

Ne risulta una vera gioia per gli occhi dall’inizio alla fine, che si tratti di campi sterminati, ambienti innevati o modeste cittadine. Nonostante la sua natura cross-gen, che tradisce in alcuni frangenti d’animazione e costruzione poligonale, siamo di fronte ad un livello di dettaglio mai raggiunto dalla serie, che segna un punto di non ritorno sul fronte tecnico e grafico. La versione PC da noi testata ha presentato ottime prestazioni su una macchina di fascia medio-alta, garantendo stabilità e fluidità senza alcun singhiozzo o crash di sorta in 60 fps e 1080p, forte anche sul fronte dei caricamenti, quasi istantanei.

Il titolo può essere giocato sia doppiato in inglese che in giapponese, ambedue con ottimi risultati, pur sottolineando la bravura immensa degli interpreti della lingua originale. Il tutto supportato dall’adattamento in italiano dei testi, che non ha presentato particolari sbavature se non qualche imprecisione nelle prime battute. Menzione finale per la colonna sonora, composta ancora una volta da Motoi Sakuraba, storico compositore della serie che fa il suo ritorno anche per Tales of Arise, con motivi diversificati in base alle situazioni sempre orecchiabili, che mai ci sono parsi fuori luogo, peccando forse in varietà per il background sonoro, che tende a farsi ripetitivo presto.

Conclusioni

Tales of Arise rappresenta il punto di non ritorno della serie di Bandai Namco, da sempre brillante sul piano emotivo, ma che mancava di un comparto grafico e tecnico spiccato che potesse rendergli giustizia. Il nuovo arrivato è una risposta decisa a questa esigenza, grazie alle nuove tecnologie ottimamente sfruttate per l’occasione, che permettono ai fan di vecchia data e ai neofiti di godere di un JRPG imponente, in grado di mantenere la sua identità ma capace di evolversi naturalmente, portando con sé una grande narrativa e un combat system coinvolgente e frenetico, sostenuti da un cast di personaggi ben costruiti in grado di tenere incollati per ore e da una direzione artistica pregevole. L’epopea di Alphen e Shionne è dunque un traguardo importante per il franchise e una porta di accesso imperdibile per gli amanti del genere che ancora non hanno sperimentato il fascino della serie Tales of e che ora potranno farlo nel migliore dei modi possibili.

Tales of Arise

Voto - 8.7

8.7

Tales of Arise è il nuovo capitolo della storica saga di JRPG Tales of, che segna un grande passo in avanti del brand sotto ogni punto di vista.

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Mirko Proietti

Mirko Proietti

Videogiocatore dal 1999, all'età di 3 anni la prima esperienza con Mega Drive e PlayStation in contemporanea. Predilige il genere Platform, ma da sempre mantiene una visione a 360 gradi del panorama videoludico. Laureato in comunicazione e orientato allo sviluppo tecnologico, cerca la completezza nella produzione del videogioco, che tende a considerare un'arte vera e propria.

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