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Apple: sviluppatore denuncia l’azienda per 200 miliardi di dollari

Apple non è nuova alle denunce e agli appelli in tribunale. È da anni infatti che l’azienda di Cupertino si ritrova coinvolta in numerose cause, come quella avviata dal Governo giapponese, o ancora la multa che rischia Apple da parte della Commissione Europea.

Le accuse rivolte contro Apple nel corso del tempo sono quasi sempre le stesse: monopolio, violazione della privacy di alcuni suoi utenti o violazione dei brevetti di altre compagnie. A questo elenco di attacchi rivolti verso l’azienda fondata da Steve Jobs, adesso si aggiunge anche la denuncia di Primary Productions, casa di sviluppo di molte app, che ha portato Apple in tribunale chiedendogli ben 200 miliardi di dollari come risarcimento per alcune pratiche scorrette eseguite dall’impresa statunitense.

I dettagli della querela di Primary Productions contro Apple

Primary Productions ha quindi denunciato attraverso una class action – un’azione legale collettiva che include anche altre aziende, oltre a Primary, nella parte lesa – l’azienda di Cupertino davanti la Corte Distrettuale del Maine. Tra le accuse messe nero su bianco, la principale è quella per cui il gigante di Cupertino sarebbe un “monopolista invisibile” all’interno del mercato software mobile.

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Ciò perché Apple ha sospeso, durante il processo di revisione, un’app di Primary Productions. Il motivo del blocco avrebbe origine dal tentativo dello sviluppatore di informare gli utenti riguardo il tema dei portafogli blockchain. A partire da questa applicazione sospesa quindi, Primary ha avviato la class action con l’obiettivo dichiarato di raggiungere l’enorme cifra di $200 miliardi di risarcimento, con 900 milioni di dollari destinati soltanto a Primary Productions e i restanti miliardi verso le altre aziende che sosteranno o che già sostengono Primary in tribunale.

La denuncia dello sviluppatore cita inoltre sei capi di imputazione, ovvero: violazione dello Sherman Act, violazione del contratto, violazione del patto di buona fede e correttezza e violazione della legge sulle organizzazioni corrotte e influenzate dai racket (RICO). 

Al caso è stato infine assegnato questo giovedì un giudice, Jacqueline Scott Corley, che dovrà occuparsi della questione e stabilire se Apple ha effettivamente commesso un crimine e di conseguenza violato la legge statunitense.

Il destino della class action di Primary Productions

L’attacco di Primary potrebbe non avere una lunga vita. La denuncia contiene infatti al suo interno una serie di affermazioni prese da altre cause legali avvenute contro Apple in passato. In particolare, nel testo della denuncia sono presenti anche delle frasi provenienti da una class action contro Apple svoltasi nel 2019, e che la scorsa settimana sembra aver trovato una soluzione.

Come dichiarato da AppleInsider, infatti:

Apple e gli sviluppatori [coinvolti nella causa del 2019] la scorsa settimana hanno raggiunto un accordo che, se accettato dal Tribunale, risolverà il caso con la creazione di un fondo di 100 milioni di dollari per i piccoli sviluppatori e con delle modifiche alle politiche dell’App Store che includeranno delle indennità per i produttori di app, per contattare i clienti su metodi di pagamento alternativi.”

Se l’azione legale collettiva del 2019 dovesse risolversi, è probabile che la denuncia di Primary Productions potrebbe cadere, o perlomeno perdere un’importante punto di riferimento all’interno del suo testo.

Fonti: Gadgets Now, AppleInsider.

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Simone Campisi

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