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Fortnite Impostori, autori di Among Us risentiti: “E’ tanto difficile metterci un 10% d’impegno in più?”

Martedì scorso, nell’ambito dell’ultima patch di FortniteUpdate ver. 17.40 – è stata introdotta una nuova modalità a tempo chiamata “Impostori“, in cui i giocatori prendono il ruolo di Agenti all’interno del quartier generale dell’Ordine Immaginario, precisamente sul Ponte di comando.

Lo stesso è una macchina ben oliata, che richiede agli addetti ai lavori di completare diverse mansioni affinché tutto funzioni a dovere. Eppure c’è qualcuno che non la pensa così: dei complici dell’agente infiltrato Jones cercheranno in tutti i modi di boicottare il lavoro degli ignari Agenti, eliminandoli nell’ombra uno dopo l’altro.

L’obiettivo dei buoni sarà dunque quello di individuare gli Impostori, votare per eliminarli e così riuscire a garantire sicurezza ed operatività del Ponte. Quello dei villain, di converso, sarà quello di mandare all’aria il lavoro degli Agenti e completare l’opera iniziata da Jones.

Se questa sinossi vi fosse troppo familiare, tranquilli, si tratta effettivamente di un rip-off in salsa Epic Games del fenomeno dell’ultima stagione invernale, Among Us. Peccato però che gli sviluppatori dietro al titolo, Innersloth, non abbiano preso la faccenda esattamente come se si trattasse di un tributo alla propria opera.

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Innersloth stizzita da Fortnite Impostori

“Le meccaniche di Among Us non sono state brevettate. Non credo che sia la strada che porta alla salute della game industry. Ma è tanto difficile metterci un 10% d’impegno in più nel fornire qualcosa di tuo?” 

Ha tuonato uno dei co-fondatori della compagnia Americana, Marcus Bromander su Twitter. A fare eco al proprio capo, anche altri dipendenti di Innersloth hanno manifestato dissenso e sconforto sui propri profili social, come nel caso del programmatore Gary Porter e della Community Manager Victoria Tran: il primo con un meme polemico sulla somiglianza tra le due mappe di gioco e la seconda con un’amara considerazione sull’utilizzo persino della stessa terminologia.

Fortnite, in verità, si è già trovata al centro di controversie simili, che hanno portato addirittura Epic Games in tribunale nel recente passato – lo è tutt’ora per ben altro tipo di vicissitudini, in un contenzioso con Apple. Il caso emblematico è quello che ha visto coinvolti gli autori di PlayerUnknown’s Battleground, l’omonima PUBG Corporation.

Nel 2018, infatti, la stessa ha accusato di plagio Fortnite proprio per la modalità che ha reso il titolo un fenomeno dalla portata inedita nel mondo videoludico: la Battle Royale. La vicenda giudiziaria si è poi conclusa a suo tempo con un patteggiamento dai termini mai resi noti al pubblico.

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Angelo Basilicata

Angelo Basilicata

Gamer dall'età di 12 anni, cultore (o meglio "cultista") di Hidetaka Miyazaki dal 2009. vive la passione per i Vg da completista ed è un ragazzo semplice: mangia, gioca, ama

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