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Spyware Pegasus: spiate oltre 50.000 persone

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Pegasus sarebbe stato utilizzato da vari governi mondiali per sorvegliare attivisti, giornalisti e avversari politici

Secondo un’indagine svolta da ben 17 testate giornalistiche internazionali, tra cui il Guardian, attraverso lo spyware Pegasus sarebbero stati spiati gli smartphone di numerosi avvocati, attivisti, difensori dei diritti umani e politici di tutto il pianeta.

Oltre 50.000 persone infatti potrebbero essere state sorvegliate con lo spyware di NSO, o almeno ciò è quanto dichiarato dalle organizzazioni no profit Forbidden Stories e Amnesty International che sarebbero entrate in possesso di una lista contenente 50mila numeri di telefono spiati da Pegasus. Tra le persone spiate sono presenti oltre 180 potenziali giornalisti del New York Times, del CNN, di France24 e di molti altri giornali.

Come funziona Pegasus?

Come scritto in precedenza, Pegasus è uno spyware sviluppato dall’azienda israeliana NSO Group con l’obiettivo dichiarato “di fornire ai governi autorizzati la tecnologia necessaria a combattere il terrorismo e la criminalità”.

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Nonostante ciò, nel corso degli anni il malware è stato utilizzato da vari Stati autoritari per controllare l’operato degli oppositori al proprio regime: ad esempio, lo spyware di NSO è stato utilizzato dagli Emirati Arabi Uniti e da altri Stati medio orientali per osservare il comportamento dei propri giornalisti e antagonisti politici.

E ora, all’elenco si aggiungerebbero anche i Governi di Azerbaijan, Bahrain, Kazakistan, Messico, Marocco, Ruanda, Arabia Saudita, Ungheria, India, ed Emirati Arabi Uniti, sospettati di aver acquistato il programma direttamente da NSO per sorvegliare i propri cittadini.

Scendendo nel dettaglio, per far penetrare Pegasus all’interno dello smartphone vittima, viene mandato all’utente via mail o come messaggio sui social un link malevolo, alla cui pressione viene scaricato e installato lo spyware di NSO.

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Una volta entrato nel telefono, Pegasus ottiene il controllo completo del cellulare, potendo quindi registrare telefonate, messaggi, dati personali come nomi utenti e password degli account salvati sul dispositivo infettato. Inoltre vengono salvati anche i messaggi criptati scambiati via WhatsApp oppure Telegram.

Pegasus è inoltre in grado di attivare a piacimento anche le telecamere e il microfono, trasformando così lo smartphone vittima in un vero e proprio spy-phone.

NSO rigetta le accuse

Anche se a sostenere l’utilizzo illecito di Pegasus da parte di Stati e regimi autoritari ci sono importanti giornali come il The Guardian, o grandi organizzazioni non governative come Amnesty International, l’israeliana NSO ha etichettato come ‘false’ le dichiarazioni fatte contro l’uso improprio di Pegasus.

Inoltre la software house ha anche aggiunto che le critiche sono:

piene di ipotesi errate e teorie non corroborate che sollevano seri dubbi sull’affidabilità e gli interessi delle fonti.”

Fonti: Adnkronos, Wired, The Guardian.

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