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Oltre l’arcobaleno e altre storie | La nostra recensione del manga

Perché in fondo crescere è come l’inutile corsa per raggiungere la fine di un arcobaleno

Questo maggio Dynit ha presentato Oltre l’arcobaleno e altre storie, otto racconti usciti dalla penna (o meglio matita) di Akane Torikai. Un manga che parla di adolescenza, senza però la pretesa di voler insegnare qualcosa sugli adolescenti o meglio a loro, come spesso accade quando l’argomento viene trattato.
Oltre l’arcobaleno parla agli adolescenti e nel farlo usa le loro voci, quelle stesse voci che spesso non vengono ascoltate o comprese.

L’adolescente che parla al suo diario o quello che prova a ignorare se stesso e le voci nella propria testa, magari con un paio di cuffie, la propria playlist preferita e il volume al massimo.

È un manga che parla di noi, di quello che siamo e di come lo siamo diventati.

Un’amore da spaccarti il petto

Questo è un manga difficile. Eppure la scrittura è semplice, diretta, i disegni sono tratti abbozzati, nessun retino complicato, non una profonda ricerca dell’anatomia nel tratto o nel disegno; non si parla di importanti questioni etiche o sociali, si parla di adolescenza, si parla degli adolescenti, e si parla agli adolescenti.
E da qui che voglio partire per parlarvi di questo manga, perché continuano a ripeterci che sono gli adolescenti ad essere complicati, e spesso lo si fa con quel distacco di chi ci è già passato, di chi pensa di aver superato quel periodo diventando
adulto, e che solo per questa ragione abbia l’autorità per insegnare loro qualcosa.

Lo stesso distacco di chi ha dimenticato, di chi non riesce, o forse non vuole, ricordare quel periodo confuso della propria vita, un periodo che d’un tratto finisce senza che tu te ne sia reso davvero conto, e spesso senza che tu sia stato in grado di farci pace.

Quando hai smesso di essere un adolescente? Quando sei diventato adulto?

Forse nel momento in cui hai trovato il tuo primo lavoro, o comprato la tua prima auto? Quando sei andato a letto con qualcuno senza che questo fosse importante? Forse quando per la prima volta hai pagato il biglietto per un treno in una città che non era la tua; o forse quando qualcuno inaspettatamente ti ha strappato di dosso quell’appellativo chiamandoti per la prima volta Signore o dandoti del Lei.

Lo stesso giorno che hanno smesso di assolverti da tutte le stronzate che hai fatto o che magari devi ancora fare, proteggendoti dietro quel fastidioso “sono ragazzi“, che il più delle volte gli adulti in realtà usano per assolvere se stessi.

8 storie universali

Le pagine di questa storia scorrono come un lungo flusso di coscienza confuso, come un sogno del quale al risveglio non restano ricordi, ma solo sensazioni, quelle più forti, quelle più brutte.

Non ricordiamo la stretta di mano di un sogno, ma il torpore dopo averla lasciata; non ricordiamo le mani strette attorno al nostro collo, ma la gola graffiata e il respiro mancato.

Sono sinceramente convinta che nella lettura di queste pagine almeno una delle 8 storie, o anche solo una delle comparse, vi ferirà in modo inaspettato, senza passare attraverso complicati meccanismi narrativi; lo farà direttamente, in piena luce, con tutto il candore e la schiettezza che caratterizzano questo manga, e se non ci riusciranno poco male, avrete speso un’ora del vostro tempo a sfogliare splendide tavole, e vorrà dire che il vostro passato (forse) avrà fatto meno schifo di quello degli altri.

Crescere significa passare attraverso delle tappe obbligate, lo stesso saltarne fa parte del percorso, ognuno con la sua storia, ognuno a combattere con i propri mostri, nella convinzione che siano soltanto nostri. Si combatte contro di loro e allo stesso tempo si combatte per loro, nel disperato tentativo di nasconderli e nascondere le cicatrici che questi ci lasciano addosso. Gli altri non devono sapere, gli altri non possono capire.

Io sono voi

Akane Torikai ci restituisce un immagine incredibilmente realistica di ciò che in adolescenza siamo abituati a vivere, lo fa attraverso le voci di diverse ragazze, che si fanno portavoce anche di quelle dei ragazzi.

Si parla spesso di come culture distanti dalle nostre (in particolare in ambito manga si fa riferimento a quella giapponese ndr) differiscano in infiniti aspetti da quella occidentale. Abbiamo imparato a contestualizzare queste “narrazioni distanti“, non solo in ambito culturale, provando a comprendere le sedi nelle quali le storie si sviluppano, ma anche in base al media attraverso il quale ci arrivano. Quello che sorprende, e a tratti spaventa, e come alcune situazioni ritratte siano assolutamente veritiere e universali.

È come se l’autrice avesse messo nero su bianco ciò che abbiamo sempre tenuto nascosto, ciò che abbiamo sempre chiamato normalità, non perché fosse davvero normale quello che ci accadeva o quello che facevamo, ma perché avevamo la necessità di definirlo tale.

“Non è sbagliato se lo fanno tutte” “Non grida nessuno allora perché mi sento così”.

Continuiamo a ripeterci “va bene” anche quando le cose non vanno bene. Come i protagonisti di queste storie continuiamo a farci andare bene le cose che ci succedono con la promessa vana che una volta raggiunto un particolare momento nella nostra vita allora queste cambieranno davvero in meglio. È la ricompensa che ci promettiamo, è ciò che ci auguriamo, per trovare il senso a tutta questa sofferenza. È un po’ come inseguire l’arcobaleno. Gli adolescenti non sono altro che bambini che cercano vanamente di raggiungerlo, ma i bambini hanno più forza. I bambini non sono già rimasti delusi dalla scoperta di aver corso invano. Gli adolescenti hanno dimenticato a loro volta cosa vuol dire essere bambini. Gli adolescenti continuano a cercare di raggiungere quel tesoro che sembra l’età adulta. Ci ripetiamo che tutto questo dolore passerà. E forse diventare adulti è proprio raggiungere questa consapevolezza. Probabilmente oltre l’arcobaleno c’è davvero quel tesoro che abbiamo cercato. Quello che non ci hanno detto è che i nostri vestiti, anche una volta che lo abbiamo raggiunto, restano bagnati dalla pioggia che lo ha anticipato, e per la stessa ragione, reso possibile.

Voi non siete come me

Il disagio e il senso di inadeguatezza spesso trovano riparo nel “lo fanno tutti alla tua età“. Fare cose da grandi per non rimanere indietro, è come camminare su di un equilibrio precario e arrivare alla fine senza cadere. Senza che gli altri si accorgano che sei inciampata o che sei caduto; che hai rischiato di farti davvero male, o che forse te lo sei fatto.

Magari un giorno capisci che tutto ciò che hai passato non era davvero normale, magari lo hai sempre saputo, ma arriva il punto in cui ne prendi consapevolezza.

Oltre l’arcobaleno e altre storie è una lettera aperta a se stessi con tutto ciò che abbiamo rinnegato, è un grido con dentro i nostri sussurri, urla tutto ciò che volevamo che gli altri non sentissero. È un ricordo che torna a trovarti dopo che lo avevi provato a seppellire, sotto gli anni che hai lasciato passare.

“Quel dolore che hai rinchiuso lì dentro, a forza, non è assolutamente lì per te. Staccalo con delicatezza, lascialo qui. 

Io non posso salvarti. 
Dunque io salvo me stessa. 
Noi possiamo salvare noi stesse. 

Infine, quando il corpo non ti farà più male, vola leggera. 
La strada continua. Avanti, e avanti ancora.”

Akane Torikai 2018

Avrei voluto usare parole più dirette e più semplici proprio come quelle dell’autrice per recensirlo, dopotutto sono otto storie brevi con altrettante brevi trame, ma la forza di questo manga sta nell’esperienza di lettura, nell’ascoltare queste voci e scoprirsi colpiti o meno. È la nostra storia. È una storia che fa male, ma è anche una storia che fa bene.

Oltre l’arcobaleno e altre storie

Specifiche tecniche

Oltre l’arcobaleno e altre storie

Oltre l’arcobaleno e altre storie
Storia: Akane Torikai
Disegni: Akane Torikai
Volume autoconclusivo
Bross. Con sovracc.
Pagine – 160, b/n + colore
Prezzo – € 15,90
Disponibilità: Dynit Manga| Amazon

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Chiara Porru

Chiara Porru

Eterna nostalgica degli anni ‘90, cresciuta immaginando un futuro lontano forse 1000 anni e che probabilmente non vedrò mai se non grazie ad anime, film e videogiochi. Qui su DrCommodore scrivo di anime e manga, dando finalmente voce a quella parte di me cresciuta leggendo Kappa Magazine e guardando anime su MTV.

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