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Da Fossacesia al Giappone: intervista a Peppe, autore di Mingo

Peppe, l’autore del recente Mingo, ha risposto ad alcune delle nostre domande.

Quando si ha un sogno da voler realizzare, nessuna valigia è troppo grande o troppo piccola per contenerlo. Peppe, l’autore di Mingo, si è trasferito dall’Italia al Giappone per realizzare il suo obiettivo: diventare un mangaka.

Noi di DrCommodore, abbiamo recensito in anteprima il primo volume di Mingo (trovate qui la nostra opinione), e, colpiti da quello che avevamo letto, gli abbiamo fatto qualche domanda, che vi riportiamo qui insieme alle sue risposte.

Nell’intervista Peppe ha parlato di sé e delle sue passioni, di alcuni interessanti dettagli che si celano dietro la realizzazione del suo fumetto, e ha anche colto l’occasione per dare qualche consiglio a chi volesse tentare di imitare il suo percorso.

Peppe mingo intervista mangaka italiano

1. Da Fossacesia al Giappone la strada è decisamente lunga. Ci racconterebbe la storia di Peppe? Quando ha capito di voler diventare un fumettista? Cosa ha fatto per trasformare il sogno in realtà? E soprattutto, come ci è finito in Giappone, esattamente?

Avevo 16 anni ed immediatamente subito dopo averne letti alcuni (Naruto, Detective Conan, Sergente Keroro i primi) mi sono reso conto di essere entrato in contatto con qualcosa di molto speciale: ho sentito dentro di me nascere il desiderio di scrivere fumetti. La prima cosa che ho fatto è stata disegnare (copiando) tantissimi manga per imparare le tecniche, poi ho studiato la lingua giapponese all’Università Ca’ Foscari di Venezia ed infine ho acquistato un biglietto di sola andata per Tokyo. Dopo tre anni di avventure, fallimenti, errori, dolori, ma tanti miglioramenti, il sogno si è realizzato!

2. Come ha vissuto la scelta di trasferirsi in Giappone? E poi, una volta arrivato, si è integrato subito? Ha trovato immediatamente lavoro? 

Non vedevo l’ora di scappare dall’Italia, detto molto sinceramente, quindi l’ho vissuta con il massimo dell’euforia. Credo di essermi subito integrato per via del fatto che avevo passato tre anni a Venezia a studiare, non solo la lingua, ma la cultura, la letteratura, la storia, l’arte e tutto quello che riguarda il Giappone. Ho trovato subito molti lavori: mi giostravo tra il part-time nel ristorante di Armani a Ginza, facevo il modello freelance e davo anche lezioni private di italiano.

3. Spostiamoci su Mingo. Nel fumetto ha parlato di Otaku, presentando lo stereotipo di quel tipo di fan. Si sente rappresentato da quella descrizione, è qualcosa che ha visto attorno lei, oppure, più semplicemente, è appunto uno stereotipo di cui, però, non ha mai trovato riscontro nella realtà?

Sono sempre stato un ragazzo molto timido ed introverso in Italia, mi piaceva leggere fumetti, giocare ai videogiochi e guardare film standomene chiuso nella mia stanza. Non uscivo moltissimo, per sconforto dei miei genitori. Quindi direi che almeno per un periodo della mia vita, se proprio vogliamo etichettarmi, sono stato anche io un Otaku.

4. La ragazza che piace a Mingo è Giapponese, ma ha un nome italiano. Le è davvero capitato di incontrare Giapponesi con nomi italiani, oppure è stata un’idea partorita dalla sua mente? Nel caso, come mai? 

Mena in realtà è un nome giapponese, temo che nella versione italiana, non essendoci la descrizione in ideogrammi non sia semplice da capire. Gli ideogrammi sono questi 芽奈. La scelta di un nome che suonasse anche un po’ italiano è voluta e non casuale, un piccolo omaggio a mia madre che si chiama Filomena.

5. Il suo stile di disegno ci è sembrato davvero adatto a narrare una storia comica. Si è ispirato a qualche mangaka o fumettista in particolare?

Non mi sono ispirato a nessuno in particolare per i disegni di Mingo, sebbene indirettamente senta che l’influenza di Matsumoto Taiyo su di me sia ancora molto forte.

6. Abbiamo visto tante figures di Dragon Ball nel primo volume. È la sua opera preferita? Oppure l’ha semplicemente usato perché è uno dei manga/anime più famosi? Nel caso, qual è il suo anime o manga preferito?

Sì, Dragon Ball è una delle mie opere preferite perché legata indelebilmente ai ricordi della mia infanzia, ma anche ai miei ricordi degli anni di studio della lingua giapponese: è stato il primo manga che ho letto interamente in giapponese!

7. Ascolti, ma gli italiani hanno davvero così tanto successo con le donne in Giappone? Chiediamo per un amico, ovviamente. 

Sì. Diciamo che molte persone riescono ad approfittare dell’ottima reputazione che hanno la storia, la cucina, la moda e, più in generale, la cultura italiana in Giappone per fini diversi da quelli diplomatici o commerciali. Qualcuno è anche riuscito a tirarci fuori una carriera televisiva di successo.

8. In una delle sue storie ha utilizzato delle mosse di Wrestling per parodiare una discussione assurda. È un appassionato di Wrestling? Se sì, segue quello americano o quello giapponese?

Ero molto appassionato di Wrestling ai tempi delle scuole medie, durante il boom mediatico di Smack-Down. Ma le scene nel manga sono state, più che altro, un omaggio alla mia amica Hana.

9. Nel primo volume ha detto che gli Italiani hanno generalmente 4 tratti distintivi: la moda, le donne, la cucina, il calcio. Quale di questi la attrae di più?

Sicuramente la cucina, ma potrebbe essere la troppa nostalgia a parlare per me. Non torno da quasi due anni ormai.

10. Ha idee per nuovi manga? Le piacerebbe cambiare genere? Se sì, che tipo di manga vorrebbe realizzare?

Sì, e fortunatamente le idee non mancano mai. Mi piacerebbe sperimentare tanti altri generi. Al momento sono al lavoro su di un manga storico, basato su avvenimenti reali, che si svolge tra Italia e Giappone.

11. Ha intenzione di pubblicare qualcosa in Italia in futuro? Magari potrebbe portare nel nostro paese un po’ della mentalità delle case editrici giapponesi e avvicinare il nostro fumetto a quel tipo di cultura.

Mi piacerebbe moltissimo, e mi auguro che arriverà questa possibilità in futuro. Sicuramente ci sono cose da migliorare da entrambe le parti, ci proverò!

12. Che consigli darebbe a chi sogna di diventare un fumettista o un mangaka?

Scappate di casa, litigate con gli amici, lasciate il vostro partner, no scherzo: leggete tanto e disegnate tanto!

13. Che serie manga o anime sta seguendo ultimamente? Ne consiglierebbe qualcuna in particolare all’utenza di Dr Commodore?

Kujou no Taizai (Kujou’s Deadly Sins) di Manabe Shouhei. Temo non sia ancora uscito in Italia…

14. La ringraziamo tanto per il tempo che ci ha dedicato, e le auguriamo il meglio per il futuro!

Grazie mille a voi  per l’interesse!

Potete acquistare Mingo in fumetteria o sul Sito Ufficiale Dynit.

Profilo Instagram di Peppe | Link all’acquisto di Mingo

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Giovanni Parisi

Giovanni Parisi

Laureato in Ingegneria Chimica, aspirante professore alla Great Teacher Onizuka, esploratore di universi di fantasia, illuso sognatore, idealista, cinico a tratti. Ma ho anche dei pregi.

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