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Ma Berserk ha davvero bisogno di un finale?

Dopo la notizia della morte di Kentaro Miura numerosi fan hanno iniziato a chiedersi quale sarà il destino di Berserk, il suo capolavoro. Cerchiamo di capire cosa potrebbe succedere e, soprattutto, se la serie ha davvero bisogno di una conclusione. 

Kentaro Miura, purtroppo, ci ha lasciati all’età di 54 anni. La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno stamattina direttamente da Young Animal, rivista in cui la serie veniva pubblicata.

La stessa rivista si è detta incerta sul futuro di Berserk, scrivendo che decideranno in un secondo momento come (e se) la serie continuerà e che comunicheranno in un secondo momento la loro decisione.

Ma la domanda che dobbiamo porci è: a Berserk serve davvero un finale?

Berserk

Lo so, lo so, ci sono numerose questioni lasciate aperte. Gatsu abbandonerà il suo desiderio di vendetta e sceglierà di restare con Caska nell’isola? Caska riuscirà a superare i propri traumi, ora che ha recuperato la memoria? E come finiranno le vicende del regno di Grifis?

Questi sono solo tre dei molti interrogativi che i 363 capitoli di Berserk hanno lasciato aperti e a poche ore dalla tragica notizia i fan sono divisi tra coloro che rimpiangono che questa grande opera rimarrà incompiuta e soffrono per le tante domande senza risposta e chi, invece, ha messo in secondo piano il problema relativo all’interruzione.

Sembra scontato dirlo, ma a Berserk non serviva un finale per essere perfetto, non gli è mai servito. Berserk è un capolavoro e lo era già quando, trent’anni fa, ha creato i canoni che oggi definiscono il genere del dark fantasy.

Berserk è un capolavoro e lo sarà per sempre, a prescindere da se avrà una degna conclusione o meno. E, del resto, potrebbe mai essere una vera conclusione una disegnata e scritta da assistenti e non dal genio di Kentaro Miura? Vogliamo davvero un finale frutto del lavoro di qualcun altro? Riusciremo ad accontentarci?

Il destino dei personaggi

È vero, molte domande sono rimaste senza risposta, però il finale che il capitolo 355 potrebbe avere dato all’opera risulta quasi… Poetico, a ripensarci adesso.

Sì, è imperfetto, pieno di aperture e punti poco chiari, ma ora come ora viene da sorridere a rileggere quel capitolo in cui Gatsu e Caska, anche se per un attimo, si rivedono. Lì, in quel perfetto, prezioso momento possiamo immaginare un futuro felice per entrambi. Un futuro libero da tutto il dolore e la morte che hanno visto in vita.

Il capitolo non si chiude bene; Caska infatti non riesce ancora a fronteggiare Gatsu a causa dei traumi, ma se solo ciò non fosse accaduto potremo pensare ad un epilogo più o meno felice per questi personaggi.

Tutti hanno compiuto diversi passi avanti, sono maturati, hanno fatto degli errori, sono caduti e si sono rialzati. Gatsu, da sempre scisso tra il combattere per proteggere e il combattere per sentirsi vivo, alla vista di Caska finalmente tornata se stessa avrebbe potuto decidere di rinunciare ai suoi propositi di vendetta, di abbandonare tutto e rimanere lì sull’isola con lei per provare ad avere quella vita assieme dalla quale già una volta è scappato.

Caska, recuperando i propri ricordi, sarebbe riuscita a far pace coi fantasmi del proprio passato e coi traumi che Grifis le aveva lasciato e riguardo il Falco di Luce, ha finalmente ottenuto il suo regno, l’Impero del Falco Millenario, che si erge come roccaforte dell’umanità contro le bestie e i demoni e col tempo, chissà, sarebbe potuto riuscire a liberare il mondo da una minaccia che, almeno in parte, lui stesso ha provocato.

Anche i coprotagonisti in questi ultimi capitoli completano il loro percorso: Farnese, la più cresciuta tra di essi, ha superato il proprio fondamentalismo e ha iniziato a studiare la magia così da potere vedere il mondo sotto una luce diversa, allontanandosi dalla cieca fede che la caratterizzava quando l’abbiamo conosciuta.

I punti rimasti aperti

Certo, se da una parte il capitolo 355 di Berserk può rappresentare un epilogo per le vicende di molti personaggi basta proseguire di giusto un paio di capitoli per ritrovarsi sommersi dai dubbi e dalle domande che Miura, come suo solito, disseminava per la narrazione.

Il 358, ad esempio, torna brevemente ad occuparsi di Grifis dopo quelli dedicati al recuperare i ricordi di Caska. Vediamo Grifis parlare coi suoi consiglieri e Lady Charlotte di numerosi provvedimenti da prendere affinché Falconia possa prosperare e diventare un nuovo impero, secondo solo a quello di Gaisselick.

Il capitolo si conclude poi con un ambiguo Grifis che sussurra alla finestra “dunque stanotte sarà…”, mentre i suoi capelli si scuriscono.

Il capitolo 363 riporta in scena il Moonlight Boy, che incontra Gatsu sotto la luce della luna.

Sul Moonlight Boy i fan hanno formulato le più disparate teorie per anni. La più plausibile, avvalorata anche dal collegamento tra questi due avvenimenti, è quella secondo cui il bambino sarebbe il figlio di Gatsu e Caska, offerto in sacrificio per la resurrezione di Grifis e che però ne continua a condividere il corpo. Che Miura stesse ponendo le basi per il confronto finale tra i due protagonisti con quel capitolo?

Purtroppo è una delle grandi domande che per il momento rimarranno senza risposta.

Molti dubbi rimangono anche sul Cavaliere del Teschio: sappiamo che si trattava di Gaisselick, imperatore del precedente impero, ma cosa è successo esattamente durante quell’Eclissi che vediamo nel capitolo 362? Chi ha sacrificato chi, e perché?

Ancora, qual è la vera storia di Void della Mano di Dio? È davvero il Sapiente rinchiuso nella torre da Gaisselick o c’è di più? E la lotta tra il Cavaliere e la Mano come finirà?

Gli assistenti potrebbero continuare il manga?

Potrebbero essere gli assistenti di Miura a portare a termine l’opera del maestro? È possibile, ma non sappiamo se Miura avesse lasciato effettivamente loro delle disposizioni riguardo il finale pertanto preferirei rinunciare alla possibilità di vedere continuare le avventure dei protagonisti piuttosto che rischiare di vedere rovinato un capolavoro. 

Il fatto che Young Animal non abbia dichiarato ufficialmente il manga interrotto nonostante siano passate due settimane dalla morte del maestro può forse voler dire che vorrebbero trovare un modo di continuare l’opera anche adesso? Non lo sappiamo, ma ne sapremo di più prossimamente

In attesa di risposte non possiamo fare altro che rivolgere un ultimo saluto a Kentaro Miura e ringraziarlo per tutto ciò che ha fatto per la storia del fumetto mondiale in questi anni. Speriamo che il suo viaggio nella notte eterna sia più facile di quello di Gatsu.

La fine è parte del viaggio?

Un uomo molto saggio di nome Tony Stark una volta disse: “La fine è parte del viaggio”. È vero, inevitabilmente molte opere vengono valutate alla luce della loro conclusione, ma quando si parla di un’opera come Berserk che ha dato così tanto alla storia del fumetto ed è riuscita a toccare vette inarrivabili, un finale è davvero così necessario?

Perché non possiamo, piuttosto, immaginare che l’epilogo dei personaggi sia quello mostrato nel capitolo 355? O, se preferite, possiamo immaginare che Gatsu continui a viaggiare nella sua notte eterna e che un giorno riuscirà a scontrarsi con Grifis per avere la sua vendetta.  

È sbagliato considerare e valutare un’opera solo alla luce del suo finale. Non attribuiamo un significato ad una storia solo alla luce del suo finale, ma alla luce di tutte le emozioni e dei messaggi che ci ha lasciato, di ciò che è riuscita a comunicarci e Berserk, in questo, è un capolavoro come pochi.

Kentaro Miura, nonostante la cadenza irregolare degli ultimi dieci anni, è riuscito comunque a mantenere altissima la qualità della sua opera e a regalarci tantissimi momenti che porteremo per sempre nel cuore e al cui ricordo non possiamo non sorridere, soprattutto vista la notizia di oggi.

Ripensate al momento in cui Shilke e Farnese chiedono a Caska, che ha appena riacquistato i suoi ricordi, se si ricorda di Gatsu. Ripensate al modo in cui Caska risponde, sorridendo con le lacrime agli occhi al solo ricordo di tutto il tempo trascorso insieme.

Ripensate a tutti i momenti in cui Gatsu ha capito che c’era di più oltre all’odio e al desiderio di vendetta e in cui ha combattuto per proteggere, per salvare, un guerriero che prima di ogni cosa è sempre stato alla ricerca di se stesso, di un modo con cui sentirsi vivo e accettato da qualcuno.  

A Farnese e Serpico che, da alberi cresciuti storti e indissolubilmente legati tra loro, sono diventati due personaggi maturi e in grado di guardare il mondo in maniera diversa, senza farsi frenare dalla paura o dai preconcetti.

A Isidoro e Shilke che, nonostante i momenti comici non sempre graditi dei quali sono stati protagonisti, hanno saputo colpirci col loro genuino approccio al mondo, con l’affetto e il desiderio di aiutare con cui si sono sempre approcciati agli altri.

Pensate a tutti questi momenti e poi chiedetevi: Berserk ha davvero bisogno di una conclusione per essere definito un’opera perfetta?

La fine è parte del viaggio, ma come ha detto la stessa Farnese nel capitolo 345, “i giorni trascorsi insieme non sono stati inutili”.

Il viaggio di Gatsu e degli altri non è stato inutile solo perché privo di una definitiva conclusione. Sta a noi, adesso, attribuire il significato che preferiamo a quegli ultimi capitoli, agli interrogativi rimasti aperti e sognare la conclusione di quella storia che forse su Young Animal non vedremo mai, almeno non scritto e disegnato da Kentaro Miura.

Voi Commodoriani cosa preferireste? Vorreste vedere Berserk proseguire nelle mani di altri autori oppure preferite che rimanga così, un’opera perfetta nel suo essere incompiuta? Fatecelo sapere con un commento. 

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Daniela Reina

Daniela Reina

Studentessa, nel tempo libero viaggia attraverso tempo, spazio e mondi di fantasia in compagnia di qualche buona lettura o serie. Il suo manga preferito è Berserk, l'anime Neon Genesis Evangelion.

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