Anime & Manga Approfondimento

Le 5 madri più buone nella storia degli anime

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Buona festa della mamma! Oggi, per celebrare questa festa, vediamo quelle che secondo noi sono cinque delle mamme più buone degli anime!

Il rapporto con la madre è forse quello più significativo nella vita di una persona, e ciò è vero anche negli anime. Infatti, può essere determinante per raggiungere serenamente la maturità.

Nonostante spesso sembra essere più interessante parlare di madri negative, le serie d’animazione sono piene anche di mamme esemplari. Ma, quali sono le madri più positive degli anime?

Inko Midoriya (My Hero Academia)

Daniela: Accade spesso che gli shonen o gli anime in generale siano pieni di mamme che accettano come se nulla fosse che il proprio figlio rischi la vita in combattimenti all’ultimo sangue per il destino di questo o quel pianeta. Molti genitori, negli anime, in realtà, anche in maniera del tutto irrealistica e sconsiderata, sembrano non porsi neanche il problema di fronte al fatto che il loro bambino rischia la vita in uno scontro.

Ma non Inko Midoriya.

La madre di Deku, protagonista di My Hero Academia, non ha mai passivamente accettato ogni decisione del figlio, ma ha sempre cercato di ragionare di fronte alle sue decisioni, qualche volta anche opponendosi, perché ciò che conta per un genitore non è che il proprio figlio salvi il mondo, ma è che prima di tutto sia lui stesso salvo e al sicuro. E Inko questo tipo di priorità la conosce molto bene.

La conosceva quando i medici dissero a Deku che non sarebbe mai potuto diventare un eroe e la conosce adesso che il ragazzo ha ereditato il Quirk di All Might: Inko sarebbe disposta a mettere da parte qualsiasi altra cosa, se questo significasse tenere al sicuro il figlio e farlo tornare a casa sano e salvo.

Irisviel von Einzbern (Fate/Zero – Fate/Kaleid Liner Prisma Ilya)

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Daniela: Una delle mamme degli anime più note e amate degli ultimi anni, e sicuramente la più famosa del Nasuverse, è Irisviel von Einzbern.

In entrambi gli anime che la vedono coinvolta, Iri si mostra più volte disposta a fare qualsiasi cosa per proteggere la figlia, persino sacrificare se stessa e la propria felicità. In Fate/Zero per amore di Ilyasviel accetta di combattere e morire in una guerra che non comprende perfettamente al fianco di Kiritsugu per fare in modo che almeno la figlia non debba subire ciò che lei ha patito per tutta la vita.

Anche in Fate/Kaleid, anime ambientato in una timeline in cui lei e Kiritsugu sono scappati e non hanno combattuto nessuna guerra, per quel poco che si vede si dimostra sempre una donna forte e disposta a sacrificare tutto e tenere qualsiasi segreto, anche i peggiori, se significa garantire il bene e la felicità delle figlie, per quanto proprio quei segreti a lungo taciuti possano essere la causa di sofferenze e drammi ben più grandi.

Irisviel viene molto spesso scambiata per un personaggio debole che agisce solo perché mossa da motivazioni che non le appartengono come se fosse una bambola. Questa è in realtà una lettura estremamente superficiale di un personaggio: le azioni di Irisviel dipendono sempre dalla sua volontà.

Quella stessa volontà che ha fatto sì che lei prendesse la decisione di ribellarsi al destino degli Homunculus degli Einzbern: io non passerò mai il fardello degli Einzbern ad Ilya, è questa la sua risoluzione.

Come mamma tutto ciò che desidera è donare alla figlia tutto il bene del mondo, ed è per questo che accetta di affrontarne l’oscurità in prima linea, con la speranza che almeno Ilya si salvi dal destino della famiglia Einzbern.

Maquia (Maquia: When the Promised Flower Blooms)

Giovanni: Cosa significa essere una madre? Maquia lo sa davvero bene, pur non avendo davvero concepito Ariel. Se, all’inizio, la decisione di prendersi cura del piccolo poteva sembrare un puro atto egoistico dietro al quale si celava un grande bisogno di dare e ricevere amore, alla fine del film riusciamo ad entrare davvero in sintonia con i suoi sentimenti.

Dopo aver aiutato la moglie di Ariel a partorire, Maquia gli dice che non serba alcun rancore per lui. Alla ragazza non importa l’esser stata respinta dal figlio. Non le importa esser stata disprezzata proprio per la sua natura, non le importa il distacco a cui è stata costretta, suo malgrado. Se pensa al figlio, se ricorda i momenti felici passati insieme, allora il suo dolore si allevia. La decisione di lasciarlo, quando ormai è diventato padre, è un estremo atto di generosità: adesso che ha una persona da amare, come Maquia stessa ha potuto amare lui, adesso che qualcuno può alleviare il suo dolore, Ariel non ha più bisogno di lei. Ora può andare avanti senza dover soffrire per la loro diversità, così come alla fanciulla basterà il suo ricordo per sentirsi davvero felice.

Il rancore che qualsiasi altra madre avrebbe provato per esser stata rifiutata dal figlio, non ha mai trovato posto nel cuore di Maquia. Esiste forse un atteggiamento più materno del lasciar sbagliare il proprio figlio, senza odio e continuando a vegliare, da lontano?

Yuriko Tsumura (Smile Down the Runway)

Giovanni: Portare avanti una famiglia con 4 figli non è semplice, soprattutto se si è sole. Dato che il signor Tsumura è venuto a mancare quando i ragazzi erano ancora piccoli, Yuriko ha potuto contare soltanto sulle proprie forze. Si è sforzata talmente tanto, da finire in ospedale. E anche lì, ha continuato a svolgere lavoretti per assicurare ai suoi amati figli una vita migliore.

Nonostante ciò, non sono questi i motivi che rendono Yuriko una madre esemplare. Ciò che fa della signora Tsumura un esempio per tante donne è il suo sorriso. Qualunque cosa succeda, qualunque problema la affligga, non dimentica di sorridere ai propri figli per incoraggiarli. E non è un sorriso falso. No. È un sorriso caloroso, un sorriso che non nasconde senso di colpa o tristezza, piuttosto tanta forza e soprattutto fiducia nei propri figli. Yuriko non smetterà mai di credere in nessuno di loro. Anche quando Ikuto pensa di non poter inseguire i suoi sogni per badare alle sorelle, la madre sa, in cuor suo, che le cose andranno per il meglio e che la scelta del ragazzo sarà la migliore per se stesso.

L’amore con cui ha riempito le vite dei figli è talmente grande da esserle rimbalzato contro e aver creato un clima di serenità in mezzo alle mille avversità della vita.

Carla Jaeger (L’Attacco dei Giganti)

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Giovanni: Pur non essendo un personaggio centrale nell’anime e manga L’Attacco dei Giganti, Carla Jaeger ha di sicuro colpito gli spettatori. Infatti, quando si è opposta in modo deciso al desiderio di Eren di arruolarsi nel Corpo di Ricerca, la sua intenzione non era di certo quella di impedire al figlio di inseguire i suoi sogni.

Carla era animata dalla preoccupazione e da un istinto protettivo nei confronti di Eren, e il pensiero che fosse potuto accadergli qualcosa di terribile la tormentava. Anche in punto di morte, quando sta per essere mangiata dal gigante, tutto ciò che chiede al figlio è di mettersi in salvo.

Ma l’amore di Carla per Eren era già evidente molto prima di questi avvenimenti, e ce ne ha dato un grande esempio durante il suo scambio di battute con Keith Shadis, appena tornato da una missione del Corpo di ricerca. All’accusa di essere una persona priva di ambizione, la donna aveva risposto, con sincerità e innocenza che, per essere speciali, è sufficiente essere nati in questo mondo, proprio come il suo amato figlio Eren, speciale ai suoi occhi solo per il fatto di esistere.

Non bisogna dimenticare, infine, che ha accettato di prendersi cura di Mikasa e sembra provare un sincero affetto anche per lei, pur non essendo sua madre.

Che ne pensate voi Commodoriani? Quali sono secondo voi le mamme più buone e amorevoli degli anime? Fatecelo sapere con un commento!

Vi ricordiamo inoltre che in occasione della Festa del papà abbiamo dedicato un articolo alle figure genitoriali maschili!

L'autore

Daniela Reina

Studentessa, nel tempo libero viaggia attraverso tempo, spazio e mondi di fantasia in compagnia di qualche buona lettura o serie. Il suo manga preferito è Berserk.

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