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Sindacato per gli influencer: conviene, ma a chi?

In questi giorni è notizia che Mafalda De Simone, influencer da 180mila follower, abbia richiesto un sindacato che riconosca la categoria. Non sono mancate diverse critiche, anche da chi lavora nel settore.

Il comunicato di Ilaria Borgonovo

Ilaria Borgonovo, è un’influencer che ha deciso di affidarsi a un comunicato stampa sulla questione del sindacato della sua professione. Nel comunicato stampa pone un dubbio che molti si sono chiesti:

“ chi tutela queste aziende dai finti influencer? E soprattutto come si riesce a capire se un influencer sia vero o meno?”


Nel comunicato risponde chiaramente a questa domanda:

“ Purtroppo Instagram è pieno di profili aventi centinaia di migliaia di followers ma i quali contenuti vengono visti da una percentuale davvero molto bassa del seguito di quel determinato profilo. Il rischio reale è che un’azienda faccia un investimento con profili che promettono visibilità e pubblicità stratosferiche quando in realtà non è così.”

Ovviamente questo ha delle conseguenze come la sfiducia da parte delle aziende che vogliono investire:

“… Si allontanano delle realtà come anche piccoli artigiani che potrebbero affidarsi ai social per farsi conoscere. Tutto questo avviene a causa di chi, illegittimamente, si spaccia per influencer, mentre in realtà non lo è.”

Ma chi è Ilaria Borgonovo?

Ilaria Borgonovo è una ventiquattrenne campana, laureanda in giurisprudenza, milanese di origine ed è seguita su instagram da ben 140mila followers. Potete vedere il suo profilo qui.

La critica tecnica nel comunicato

Nel comunicato non viene solo richiesta la tutela dei piccoli influencer, i quali vengono definiti “piccoli artigiani”

“…D’altro canto si penalizzano anche tutti quei profili che sono davvero degli influencer, che davvero hanno un seguito di persone reali e interessate ai loro contenuti in quanto l’azienda, diffidente, non si rivolgerà neanche a loro per promuovere il prodotto…”

Ilaria Borgonuovo nel suo comunicato snocciola chiaramente con dati e diagrammi la critica a quegli influencer che hanno “strani picchi” di follower.

Grazie a siti come Not Just Analytics si possono analizzare gli andamenti dei vari account, ma soprattutto quanto effettivamente renda a livello e di risposta il proprio account.

Nel comunicato analizza il profilo di Mafalda De Simone, la promotrice del sindacato.

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Come si vede dalle immagini si pone una critica giusta

“Come si può ben vedere il numero di followers è aumentato in un giorno, ma in realtà in poche ore, di circa 6000 utenti. In più se si fa una verifica su questi utenti che hanno iniziato a seguire la De Simone… bè qualche dubbio sulla loro autenticità sorge.”

Il comunicato chiude con una riflessione sia sugli influencer che su chi investe su di loro:

“Voglio ricordare che nel momento in cui si avvia una collaborazione, l’azienda diventa tua cliente. Non sta bene il compenso? Bene! O si contratta, o si rifiuta!…Credo che prima di tutelare gli influencer sia necessario informare chi si affida ai social per sponsorizzare i propri su come trovare i profili idonei alle proprie esigenze.”

Una voce non sola

Borgonuovo non è l’unica a criticare spesso gli influencer per la probabile aggiunta di follower fittizi.

Un altro influencer a farlo è Stefano Musazzi, in arte “il Musazzi”, il quale in maniera più o meno ironica pone una luce su tutti quei microinfluencer che oltre a fare storie al limite dell’analfabetismo, hanno il “vizietto” di comprare i vari followers.

Vi lasciamo qua il suo video di IGTV in cui parla del sindacato degli influencer criticando aspramente la sua promotrice. A voi i commenti.

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