Curiosità

Streamer russo condannato a 6 anni. Uccise la fidanzata in diretta

streamer russo condannato uccide fidanzata

Stas ReeFlay, lo streamer russo che tempo fa ha ucciso la sua fidanzata in diretta streaming, è stato condannato a 6 anni di reclusione.

Tempo fa abbiamo portato alla luce un orribile avvenimento accaduto in Russia: Uno streamer di nome Stanislav Reshetnikov (Stas ReeFlay) ha ucciso la sua ragazza in live.

La storia agghiacciante, rende noto che lo streamer russo ha dapprima picchiato la sua fidanzata, e poi a seguito di donazioni e richieste del pubblico l’abbia chiusa all’esterno della casa “vestita” solo in intimo.

streamer russo uccide fidanzata incinta condannato

La prima supposizione vedeva l’assideramento come causa della morte della ragazza (Valentina ‘Valya’ Grigoryeva), ma a seguito di accertamenti, si è scoperto che il suo cadavere aveva traumi craniocerebrali e lividi multipli sul viso.
I primi report che raccontavano che la ragazza fosse incinta sono stati poi smentiti.

È stato addirittura interpellato il senatore Aleksey Pushkov, il quale ha richiesto punizioni specifiche per le Trash stream, evidenziandone la crudeltà.
La condanna per lo streamer russo sarà di sei anni di prigione e sanzioni economiche punitive.

Il fenomeno sta diventando sempre più diffuso, quindi è necessario rispondere legislativamente a questa forma di attività. Naturalmente, se stiamo parlando di partecipazione diretta o complicità in omicidio, allora il periodo di reclusione può essere più lungo

Utente russo spiega il fenomeno delle trash stream

Già all’epoca dei fatti ci furono diversi commenti da parte della community russa, che condannava le “Trash Stream”, e chiedeva aiuto a YouTube per combattere questo fenomeno.

Non è normale, è disgustoso. Abbiamo un gruppo di persone che provano a combattere questo fenomeno, ma YouTube non ascolta le nostre richieste di bandire questi tipi di canali. YouTube ci ignora.

Commenta l’utente, aggiungendo inoltre che che:

Non vogliamo nuove situazioni come questa. Non vogliamo nuove morti, nuove lotte e altri tipi di violenza contro una persona per motivi di soldi e popolarità. Se YouTube ci avesse sentito prima, questa ragazza sarebbe ancora viva.

Speriamo vivamente che la situazione venga presa in considerazione dalle piattaforme di streaming di tutto il mondo, escogitando una soluzione che riesca a limitare i casi di maltrattamenti e decessi causati dalla voglia di fama.

 

L'autore

Gennaro Lazzizzera

Nato (quasi) con la prima xbox in mano. il mio primo videogame è stato The Getaway per PS2 ed è stato letteralmente amore a prima vista (mai vista una alfa romeo in un videogioco prima di allora). Appassionato di videogiochi ma anche di Informatica, Tecnologia e Meccanica

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