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Alibaba, maxi-multa da 3 miliardi ma il titolo vola in Borsa

alibaba jack ma

La Cina multa Alibaba per monopolio, ma l’azienda non ha timori e le conseguenze sono inaspettate.

Attriti tra la Cina e Alibaba

La sanzione giunta da Pechino non è indifferente. I 18,2 miliardi di yuan di multa (corrispondenti a 2,8 miliardi di dollari) corrispondono a circa il 4% delle entrate della società per il 2019 e al 12% del reddito fiscale netto dell’anno 2020.

L’importo è però commisurato al reato. Secondo le autorità cinesi, la società di Jack Ma ha costretto i commercianti a scegliere solo una delle piattaforme su cui operare, piuttosto che appoggiarsi anche a quelle rivali. Questo costituisce un’enorme violazione delle regole della concorrenza e da tempo era in corso un’indagine.

In data 10 aprile l’Amministrazione Statale Cinese per la Regolamentazione del Mercato (SAMR) ha confermato la realtà di questa pratica illegale, che “viola le attività dei commercianti sulle piattaforme e i diritti e gli interessi legittimi dei consumatori”.

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Cosa succederà nei prossimi anni?

Oltre alla maxi-multa, Alibaba dovrà presentare al SAMR dei rapporti di autoesame e conformità per i prossimi 3 anni. L’azienda si è dimostrata collaborativa: ha agevolato le indagini, accettato la sanzione e assicura che soddisferà le richieste dei regolatori. Dichiara inoltre di aver già implementato dei miglioramenti interni.

Il titolo vola in Borsa

Nonostante l’indagine e la conseguente maxi-multa abbiano portato alla luce una pratica scorretta, Alibaba minimizza l’accaduto. Tant’è che il titolo ha spiccato il volo nella Borsa di Hong Kong sfiorando il +9% (237,60 dollari) e ora procede a +8,07%.

alibaba stock

È il CEO stesso Daniel Zhang a rassicurare gli analisti, sostenendo che la multa “non avrà un impatto negativo” sul business di Alibaba. Anzi, Zhang sembra promette addirittura di abbassare i costi operativi per i commercianti, mentre il vicepresidente Joe Tsai sembra ringraziare dei controlli:

“Abbiamo avuto una buona guida (da parte dei regolatori) su alcune delle questioni specifiche della legge anti-monopolio e direi che siamo lieti di essere in grado di lasciarci questa questione alle spalle“.

Altre società nel mirino

Questo scandalo sarà l’inizio di una serie di controlli sulle grandi società basate in Cina, in particolare quelle che operano nei settori dell’e-commerce e del fintech.

Potremmo quindi sentire parlare nuovamente del fondatore di Alibaba, Jack Ma: si dice che la Cina stia esaminando altre parti del suo enorme impero affaristico, che include anche diverse attività di prestito al consumo.

Fonti: AGI, La Repubblica.

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