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L’intervista di Crunchyroll al regista di Dr. Stone

Questo 11 marzo Cayla Coats ha pubblicato su Crunchyroll un’intervista esclusiva a Shinya Iino, attuale regista di Dr. Stone e Dr. Stone: Stone Wars, anime che vengono trasmessi proprio sulla celebre piattaforma streaming.

Durante l’intervista Iino ha parlato di cosa vuol dire essere alla regia di un anime, dell’attuale situazione con il COVID-19, e, ovviamente, di tante delle scelte che ha compiuto nell’adattare il manga originale di Dr. Stone, a cura di Riichirou Inagaki e Boichi. Eccovela tradotta in italiano.

Dr. Stone 2 | Senku
Com’è la giornata tipo di un regista degli anime? C’è un qualcosa in particolare che vorrebbe condividere con tutti?

Shinya Iino: Be’, riguardo la giornata tipo da regista, il lavoro consiste principalmente nel disegnare gli storyboard, che è il compito più dispendioso in termini di tempo. Oltre a questo, il nostro lavoro comprende anche la revisione dei singoli episodi, controllando ad esempio i layout. Successivamente diamo uno sguardo alle versioni iniziali dei filmati e poi, a seconda del giorno, c’è l’editing o la fase di doppiaggio. Sembra di metter mano a diversi episodi ogni giorno. Oltre a questo non saprei cos’altro dire…cos’è che la maggior parte delle persone vorrebbe sapere?

Ad esempio, c’è un qualche compito che le persone credono sia di competenza del regista, ma che in realtà non lo è?

Bella domanda… quella del regista è vista come una posizione privilegiata dalla quale tutto quello che fai è dare ordini. In parte è anche vero, però in realtà ci sono molte situazioni in cui si scende in campo ad aiutare gli altri membri dello staff, laddove ce ne fosse bisogno.

Quindi in realtà il vostro è un ruolo creativo e amministrativo, ma anche una sorta di dipartimento delle risorse umane, che si assicura che tutti siano felici.

Direi di si. Il lavoro agli storyboard è sicuramente quello più legato all’aspetto creativo. Poi, episodio per episodio, c’è anche la parte di supervisione e controllo — che potremmo definire gestionale — dove aiutiamo ritoccando dove serva.

Quale aspetto del mondo di Dr. Stone e dei suoi personaggi le ha fatto più piacere tornare a vedere?

Ecco, parlando della seconda stagione, verranno introdotti nuovi personaggi facenti parte dell’Impero di Tsukasa. Molti sono già stati mostrati, e tre di loro si aggiungeranno regolarmente al cast. Non vedevo davvero l’ora di poterli disegnare. Inoltre — e questo è più un conto in sospeso con la prima stagione — c’è la fine del conflitto con Tsukasa. Poter trasporre la conclusione di questo arco narrativo mi ha reso molto felice. Volevo assolutamente riuscire a trasporlo tutto. La rappresentazione di Tsukasa, in generale, è uno degli aspetti che preferisco di tutta la serie e a cui mi sono dedicato con più attenzione.

Dr. Stone 2 | Tsukasa
La prima stagione di Dr. Stone è anche la stagione del suo debutto come regista. In cosa crede di esser migliorato in tutto questo tempo?

Ottima domanda! In cosa sono migliorato…hmm, vediamo. Una cosa divertente è che adesso non dormo più troppo! Con il passar del tempo sono riuscito ad essere puntuale alle riunioni e a diventare più responsabile. Scherzo, ovviamente!

Una cosa che è cambiata è il modo in cui mi vengono assegnati storyboard e sceneggiatura. Prima di diventare regista mi occupavo di un solo episodio alla volta, e quindi organizzavo il mio lavoro di conseguenza. Da quando però sono passato al timone di una serie di 24 episodi, tra l’altro lavorando a più puntate allo stesso tempo, ho iniziato a procedere a tentativi. Con questa metodologia tutti gli errori diventano evidenti in poco tempo. Il feedback che ricevevo provando a fare le cose diversamente era davvero tempestivo e arrivava episodio dopo episodio. Quindi alla fine, per quanto riguarda la sceneggiatura e gli storyboard, sono stato in grado di capire pian piano a quali aspetti dovessi fare più attenzione. Potremmo dire che, in un certo senso, la grande crescita che ho avuto grazie alla prima stagione di Dr. Stone è stata quella di abituarmi al ruolo del regista.

Qual è stata la parte più difficile del passare da un approccio “episodico” ad uno più olistico?

Riuscire a capire in che parti scendere a compromessi, direi. Quando lavori come episode director in un singolo episodio, è possibile imprimere il proprio stile in ogni singolo cut. Invece, quando sei a carico di una serie per intero, ciò non è più possibile. Bisogna farsene una ragione. Riflettere su quanto impegno ci si può permettere di dedicare dato il tempo a disposizione…è un po’ come cercare di spendere le proprie energie al meglio. O come individuare quali cambiamenti beneficino al meglio l’opera. Ho dovuto concentrarmi molto su questi aspetti.

Il manga di Dr. Stone è ancora in corso, come decidete quali parti della storia coprire in una stagione?

Be’, la pianificazione della seconda stagione è avvenuta in un momento in cui il manga, nel frattempo, era andato avanti. Dividere la storia in modo tale da ottenere un singolo cour era semplicemente la decisione più sensata. Sin da quando il progetto ci fu proposto, l’obiettivo era quello di coprire la parte sull’Impero di Tsukasa. Successivamente parlai con l’incaricato dello script della serie [Yuichiro Kido] e gli altri sceneggiatori, e insieme cercammo di capire come fare in modo che la qualità rimanesse alta in ogni episodio, come nella prima stagione. Abbiamo ragionato anche su come distribuire al meglio gli avvenimenti del manga e sulla quantità totale di episodi che avremmo potuto tirar fuori.

Dr. Stone 2 | Team scienza
Quella della scienza è sicuramente una tematica particolare da inserire in un anime, eppure lo show ha avuto parecchio successo. Secondo lei, cos’è che lega così tanto gli spettatori a Dr. Stone?

Credo che in parte sia proprio la particolarità del focus scientifico del manga. La scienza è un qualcosa di universale, in fondo. C’è quel qualcosa di riconoscibile da tutti indistintamente, e poi c’è anche il fatto che è una storia con un buon ritmo e piena di avvenimenti coinvolgenti ed emozionanti in ogni capitolo. Direi che uno dei fattori più importanti è il fascino di Senku come personaggio.

In Dr. Stone non ci sono grandi battaglie o sequenze d’azione. Come avete fatto a rendere la scienza così interessante?

Questo è un punto su cui mi sono soffermato durante la lettura del manga… il modo in cui riesce a far sembrare eccitante la scienza, invece che noiosa. Durante la produzione dell’anime, un aspetto su cui sono tornato spesso e il tempo della storia o il ritmo con cui viene raccontata. Utilizzare la musica per rendere le scene più divertenti o effettuare tanti tagli veloci per impostare un determinato ritmo. Tutto questo contribuisce a rendere la serie interessante.

Un altro elemento sono le scene in cui i personaggi usano la scienza per costruire nuove cose — la storia li mostra sempre appassionati a quello che fanno, e noi abbiam posto molta attenzione a questo aspetto. Abbiamo deciso di animare quelle parti con molta cura. Poi, abbiamo anche pensato di illustrare nel dettaglio i vari processi scientifici, così da preservare un certo grado di realisticità. Ma alla fine tutto questo è più un presupposto, non è il fulcro dell’intrattenimento. Il trucco è mostrare quanto i personaggi adorino interagire con la scienza, così poi gli stessi sentimenti vengono trasmessi al pubblico. Noi le chiamiamo sequenze di creazione, e di fatto tutto gira intorno all’eccitazione che i personaggi provano nel creare. Facciamo molta attenzione a questo aspetto nell’anime.

Nella prima stagione avete svolto un sacco di ricerche scientifiche sul campo. Avete fatto lo stesso anche per la seconda? E in quel caso, qual è stata la sua preferita?

Be’, durante la seconda stagione appare il motore ad oscillazione — essenzialmente il motore delle automobili. C’è chi vende miniature di queste motori, e noi ne abbiam presa una e studiata per bene. È stato questo il processo. Inoltre, nel primo episodio c’è stata una creazione originale dell’anime. Abbiamo fatto creare il ramen istantaneo ai personaggi, e per farlo hanno dovuto far essiccare del cibo, letteralmente. Siamo andati in una fabbrica in cui fanno queste cose per vedere quale tipo di materiali fossero coinvolti nel processo e per provare ad effettuarlo noi stessi, come nell’anime. Alla fine non abbiamo potuto inserire nell’episodio tutto quello che abbiamo visto lì, ma nonostante ciò l’esperienza ci ha sicuramente aiutato a familiarizzare con i vari processi scientifici. È stato davvero interessante.

Dr. Stone 2 | Ramen
Come vi siete adattati ai nuovi processi di produzione implementati a causa della pandemia di Coronavirus?

Il cambiamento più grande ha riguardato le modalità di registrazione del doppiaggio. Generalmente si riuniva l’intero cast, dalle 10 alle 20 persone, e si iniziava a registrare in un unico posto. Sin dall’arrivo della pandemia tutto ciò non è più possibile. Adesso invece il massimo è di 4 persone alla volta, ed ogni gruppo registra separatamente dagli altri.

Per quanto riguarda gli effetti che la pandemia ha avuto, fortunatamente Dr. Stone iniziò il doppiaggio durante l’estate, quindi mentre altre serie hanno dovuto interromperlo e trovare soluzioni al volo, noi siamo stati abbastanza fortunati da aver beneficiato sin da subito di questo nuovo tipo di organizzazione.

Il problema principale adesso è che, siccome i doppiatori registrano in gruppi più piccoli, è più difficile che riescano a connettere e ad adeguarsi l’uno alle emozioni dell’altro. Nel caso di Dr. Stone, comunque, siccome questa è già la seconda stagione, i doppiatori hanno già una buona idea di come gli altri lavoreranno. Per questo il doppiaggio è riuscito a procedere senza particolari problemi.

Dato che tutto il lavoro di animazione, dagli storyboard alle animazioni chiave, è svolto in digitale, è facile farlo anche da casa?

Per quanto riguarda gli storyboard, personalmente lavoravo in digitale già dalla prima stagione. E, si, spostarsi e lavorare da casa è molto semplice, non ci sono problemi.

Le animazioni chiave sono spesso realizzate su carta — ci sono molte persone che lavorano in questo modo — quindi per casi come questo c’è più lavoro da compensare. Anche il mio lavoro non è completamente in digitale, siccome spesso mi trovo a stampare alcune cose per poi lavorare su carta.

Qual è, secondo lei, la tematica o l’emozione più importante che gli spettatori dovrebbero cogliere guardando questa seconda stagione?

Domanda molto interessante. Dr. Stone: Stone Wars copre la battaglia tra Senku e Tsukasa e la sua conclusione. Questa è una cosa che ho capito durante la produzione di questa seconda stagione, ma Senku cerca sempre la soluzione ideale, indipendentemente da quanto difficile sia la situazione in cui si trova e senza mai arrendersi. Guardandolo sembra un personaggio manga molto cartoonesco, anche a causa del suo particolare taglio di capelli. Però nel momento in cui devi trasporlo su schermo riesci davvero a percepire chi è, i suoi sentimenti, e quanto autentici questi ultimi siano. Per questo è davvero difficile pensare ad un personaggio migliore.

Il modo in cui si aggrappa ai suoi valori nonostante le circostanze è un aspetto molto evidente sia dell’anime che del manga. Il fascino di Senku è proprio dato dal fatto che lui non abbandona mai la speranza, e credo tutti potremmo imparare, e forse anche farci ispirare, da questo suo atteggiamento.

La seconda stagione di Dr. Stone è composta dallo stesso staff della prima, e tutti hanno lavorando duramente per un intero anno per creare un anime ancora migliore del suo predecessore. Speriamo che voi apprezziate quello che abbiamo in serbo per voi. Saremmo felici se deste a Dr. Stone: Stone Wars una possibilità, guardandolo su Crunchyroll. Grazie mille.

Dr. Stone 2 | Senku cannocchiale

Guarda Dr. Stone: Stone Wars in streaming legalmente

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Matteo Mellino

Matteo Mellino

Matteo Mellino, sul web Mr. Gozaemon. Tormenta continuamente amici e familiari parlando dell'argomento che più lo affascina e al quale dedica tutto il suo tempo libero: l'animazione giapponese. Più pigro di Spike, testardo quanto Naruto ma sempre positivo come Goku.

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