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Hacker attaccano le più grandi compagnie aeree del mondo: esposti i dati di 580.000 passeggeri

Aerei Star Alliance Lufthansa Hacker
Un attacco informatico ha colpito i server di SITA, società che lavora con le maggiori compagnie aeree di tutto il mondo: a rischio i dati di circa 580.000 persone.

Continuano gli attacchi informatici da parte di diversi gruppi di hacker: dopo avere visto il caso di Microsoft Exchange, che interessa prettamente compagnie statunitensi, ora è il momento di parlare di un problema più di nostro interesse, ovvero l’hack ai danni dei server di SITA Passenger Service System.

Questa azienda ha annunciato, infatti, di essere stata vittima di un “attacco altamente sofisticato” che avrebbe potenzialmente compromesso alcune informazioni riguardanti centinaia di migliaia di passeggeri di compagnie aeree come Air Canada, Air New Zealand, ma anche Lufthansa e United Airlines e altre 23 società del settore membri della Star Alliance, la più grande alleanza globale di compagnie aeree del mondo.

SITA attacco hacker

Gli hacker stanno volando, per davvero

Tale attacco è avvenuto a febbraio e riguarda principalmente i dati relativi alla memorizzazione delle informazioni relative alle transazioni tra società e clienti. I portavoce di Singapore Airlines hanno rilasciato una dichiarazione che permetterebbe di tirare un sospiro di sollievo riguardo la natura di tali dati, dato che gli hacker non avrebbero ottenuto elementi come itinerari, password o carte di credito utilizzate:

“Circa 580.000 membri KrisFlyer e PPS sono stati colpiti dalla violazione dei server SITA PSS. Le informazioni in questione sono limitate al numero di iscrizione e al livello del cliente e, in alcuni casi, al nome dell’iscritto al servizio, poiché questa è l’intera portata dei dati che Singapore Airlines condivide con altre compagnie aeree membri di Star Alliance.”

Anche Air New Zealand ha comunicato ai clienti che “alcuni dei dati, così come quelli di molte altre compagnie aeree Star Alliance, sono stati esposti” a causa dell’attacco da parte degli hacker del caso, ma fortunatamente quest’ultimo sembrerebbe essere più ampio che profondo, ovverosia tratterebbe poche informazioni ma di moltissimi utenti. Su ciò, però, non c’è effettiva certezza dato che le parti interessate stanno ancora svolgendo le indagini del caso per comprendere la vera natura dell’hack.

FONTE

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L'autore

Francesco Santin

Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche, ex telecronista di Esports, giocatore semi-professionista e amministratore di diversi siti e community per i quali ho svolto anche l'attività di editor e redattore.

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