Anime & Manga Recensione

Creamy Mami – La Principessa Capricciosa | Prime impressioni

Nel 1983 lo Studio Pierrot produceva Creamy Mami, arrivato in Italia con il titolo L’incantevole Creamy, un anime nato con l’obiettivo di fare pubblicità ad una giovane idol, ma che, nonostante i fini di marketing, ha ricevuto un grande apprezzamento sia in Giappone che al di fuori del Sol Levante. Un adattamento manga di ben 2 Tankobon è stato in seguito realizzato da Emi Mitsuki. La storia è incentrata su Yu Morisawa, una ragazzina che, grazie a speciali poteri magici, può trasformarsi in una affascinante idol: Creamy Mami. In seguito al casuale incontro con il presidente di un’agenzia, finisce ad incantare tutti sul palcoscenico tramite la dolcezza delle sue canzoni. Si tratta di un classico nel genere mahō shōjo.

Megumi finalmente al centro delle vicende

Nel 2018 viene stampato uno spin-off, disegnato sempre da Emi Mitsuki, che narra le vicende della principale rivale di Creamy Mami, Megumi Ayase: Creamy Mami – La Principessa Capricciosa. La storia copre lo stesso arco temporale descritto nell’opera originale, ma dal punto di vista di Megumi. In Italia lo spin-off è edito da Star Comics.

Creamy Mami - La principessa Capricciosa

Quando si parla di titoli un po’ datati, che hanno avuto molto successo nella loro epoca, riportarli in auge in modo dignitoso non è mai un’impresa semplice. I gusti dei fan si sono evoluti e continuano ad evolversi nel tempo, e proporre qualcosa di interessante sia ai vecchi appassionati che a chi non conosce il brand in questione rappresenta forse l’impresa più ardua. Se un anime o un manga era rivolto a ragazzi o bambini, e dopo molti anni si vuol proporre un reboot o uno spin-off, come si fa a impressionare quelli che hanno amato quel titolo in passato, ormai adulti, e anche le nuove generazioni?

La focalizzazione interna: un buon espediente?

Ebbene, con il primo volume di Creamy Mami – La Principessa Capricciosa, abbiamo una valida risposta alla domanda. Nelle opere di narrativa, osservare la storia dal punto di vista di un personaggio è una tecnica che prende il nome di Focalizzazione Interna. Giocare con la focalizzazione può rendere interessante anche ripercorrere le stesse vicende, perché consente di sottolineare dettagli che erano stati trascurati dal precedente punto di vista o fornisce chiavi di lettura differenti agli stessi eventi.

Nel caso in questione, negli anni ’80 la storia ci è stata narrata dal punto di vista di una ragazzina, che bene poteva incuriosire ed appassionare spettatrici e spettatori più piccoli. Nello spin-off, invece, il tutto è visto attraverso gli occhi di una giovane adulta, che vive l’accaduto con la maturità e le insicurezze che appartengono ai più solo dopo il periodo della fanciullezza. L’espediente funziona davvero bene, e rappresenta il giusto compromesso per interessare sia chi era già affezionato a Creamy Mami che chi vuole approcciarvisi per la prima volta.

Una caparbietà fuori dal comune

Megumi, pur sapendo di essere la migliore; pur allenandosi giorno dopo giorno per continuare a ricoprire il ruolo idol di punta della sua agenzia; sa che la sua carriera non potrà durare per sempre, e deve confrontarsi con l’aura di magia che circonda la nuova arrivata, avvolta dal mistero, che si fa chiamare Creamy Mami. Lo scenario è perfetto per mostrarci i dubbi e le insicurezze che albergano anche negli animi delle persone considerate forti.

L’ambiente in cui lavora la protagonista dello spin-off è crudele e freddo, e la costringe ogni giorno a impegnarsi oltre i propri limiti per poter conservare il suo status nell’industria dello spettacolo. Quelli che un giorno ti adorano e farebbero qualsiasi cosa per avere anche solo un minimo contatto con te, potrebbero dimenticarti il giorno successivo perché una nuova star ha rapito il loro cuore.

Megumi deve continuare a lottare per non farsi scavalcare da Creamy Mami, sapendo che la carriera di una idol è comunque destinata a finire in breve tempo, per quanto possa impegnarsi. Anche se la protagonista non si fa abbattere facilmente, l’autrice è abilissima nel trasmettere l’ansia di perdere fama e notorietà improvvisamente. Lo fa tramite i continui battibecchi tra Megumi e Shingo, il presidente dell’agenzia, e anche attraverso frecciatine di personaggi “di passaggio”, che sanno essere cattivi al punto giusto da far vivere quelle angoscianti sensazioni al lettore.

I disegni

La grande abilità della Mangaka nella rappresentazione delle espressioni dei personaggi aiuta a descrivere efficacemente tutte le insicurezze della protagonista, spesso nascoste dietro atteggiamenti orgogliosi, ma è anche capace di trasmettere quella stessa magia che l’opera originale ci ha regalato parecchi anni fa. L’accuratezza dei corpi e dell’abbigliamento dei personaggi ben si adatta ad una storia che parla di idol.

Conclusioni

Il primo volume di Creamy Mami – La Principessa Capricciosa è di sicuro un must per i fan della maghetta, delle idol in generale e dei mahō shōjo. Nonostante ciò, l’introspezione e la descrizione di una lotta contro un destino che sembra già scritto lo rendono adatto a tutti i tipi di lettori. Megumi rappresenta uno dei migliori esempi di caparbietà e tenacia, con cui si può comunque empatizzare a causa dei continui fallimenti.

Il mini-poster allegato al volume costituisce una chicca che i fan non possono assolutamente perdersi.

Creamy Mami – La Principessa Capricciosa è acquistabile a questo link

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