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Sequestrati 1.700 Bitcoin, ma manca la password

Truffatore pizzicato, ma non rivela la password

La vicenda ha luogo a Kempten, in Baviera, dove le autorità hanno incastrato un truffatore: l’uomo aveva installato installato software su altri computer e aveva rubato potenza per poter Bitcoin. All’arresto, infatti, è stato sequestrato un hard disk contenente circa 1.700 Bitcoin.

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1.700 Bitcoin bloccati nell’hard disk

Di norma, quei soldi entrerebbero nelle casse dello Stato ma c’è un ostacolo: l’uomo non vuole rivelare la password. Il procuratore di Kampten, Sebastian Murer, ha dichiarato:

“Glielo abbiamo chiesto ma non ce l’ha detta. Forse non la conosce“.

È sicuramente più probabile che la conosca molto bene, ma non la voglia comunicare alle autorità. Questo significa che quei Bitcoin si aggiungono all’immensa montagna di criptovalute “in sospeso”, magari contenute in wallet andati persi oppure protetti da password smarrite. Secondo il New York Times, per il circuito dei Bitcoin questa quantità corrisponde al 20% di tutti quelli emessi.

A quanto ammonta la cripto-fortuna

Quando l’uomo è stato rinchiuso, il Bitcoin non corrispondeva nemmeno alla metà del valore attuale. Poi è giunto il 2020, un anno particolarmente “fortunato” per il mercato finanziario, e la criptovaluta ha visto un rally che l’ha accompagnata alla quota record di 42 mila dollari (circa 35 mila euro) questo gennaio. Risultato? Stando alla conversione del sito Coindesk, i 1.700 Bitcoin contenuti nell’hard disk valgono attualmente quasi 56 milioni di euro.

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Non si può recuperare la password?

In breve, no. I Bitcoin sono conservati in un “digital wallet”, un software protetto da crittografia. L’unica chiave per accedervi è la password e quando questa viene persa o dimenticata, non c’è nulla da fare. Neppure le autorità giudiziarie possono entrare in possesso del contenuto e il sequestro si rivela in realtà fittizio. In più, in questo caso probabilmente non si tratta nemmeno di sbadataggine o di amnesia temporanea e, per quanto i poliziotti abbiano insistito, l’uomo ha religiosamente mantenuto il silenzio. Chissà se durante i suoi due anni di prigionia, l’uomo si arrenderà alla giustizia e finirà per svelare la password.

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