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Balan Wonderworld, le nostre impressioni sulla demo

Ecco cosa pensiamo di Balan Wonderworld, il nuovo gioco dei creatori di Sonic

Da qualche giorno è disponibile su diverse piattaforme la demo di Balan Wonderworld. A un primo sguardo questo titolo sembra un platform come tanti dall’estetica eccentrica. Ma sono i nomi che si nascondono dietro il progetto a destare l’interesse. Infatti, il game director e l’art director del titolo sono rispettivamente Yuji Naka Naoto Ohshima, creatori di Sonic the Hedgehog. La coppia ha da poco fondato Balan Company, un nuovo studio interno a Square Enix e le aspettative attorno al titolo non possono che essere alte. Non ci resta che parlare di questo Balan Wonderworld.

Un mondo da favola

Appena abbiamo avviato una nuova partita in questa demo di Balan Wonderworld, non abbiamo potuto che rimanere folgorati dall’estetica della messa in scena. I colori estremamente vivi, le forme esagerate e i paesaggi pieni di dettagli. La sensazione che viene data al giocatore muovendosi in tutti e quattro i livelli disponibili nella demo, è quella di trovarsi all’interno di una favola. Come ad esempio l’ambientazione del primo livello, che ci ha ricordato fortemente i paesaggi visti nel classico Il mago di Oz.

Il tutto si sposa perfettamente con Balan, il misterioso personaggio che dà il nome al titolo, con il suo stile sgargiante e fiabesco.
Sul suo conto possiamo dirvi davvero poco, poiché la demo ci fornisce veramente poche scene di trama, permettendoci solamente di intuire l’obiettivo che porterà il giocatore a seguire Balan in questa folle avventura. Giocatore che prenderà il controllo di un bambino o di una bambina, chiaramente scontenti della loro vita e alla ricerca di una luce di speranza. O forse più semplicemente di gioia.

A completare la direzione artistica del titolo troviamo le musiche, capaci di catturarci anche più della parte visiva del titolo. Le poche tracce che abbiamo potuto sentire si sposano perfettamente con il gioco, creando sempre l’atmosfera giusta per il momento o il luogo visitato dal giocatore.

Nel complesso quindi, siamo rimasti pienamente convinti dalla direzione artistica di Balan Wonderworld, lasciandoci con il desiderio di giocare il gioco completo per poter esplorare altri ambienti di questo mondo. 
Dall’altro lato, però, non possiamo dire altrettanto dell’offerta ludica.

Il gameplay? Ci siamo già visti…

Dopo aver esplorato i quattro livelli offerti dalla demo infatti, ci siamo ritrovati ad avere diversi dubbi per quanto riguarda l’esperienza di gioco offerta. 
Se da un lato abbiamo apprezzato il level design ciò che ci ha fatto storcere il naso è la realizzazione complessiva delle meccaniche di gioco. La sensazione è quella di tante buone idee solamente abbozzate. A partire dalla meccanica principale del gioco, relativa ai costumi che il nostro protagonista potrà indossare per ottenere diversi poteri.

Se l’idea di base ci convince assolutamente, ci preoccupa la varietà di questi poteri. Se in un ambiente ristretto come una demo ci siamo ritrovati ad usare due costumi molti simili tra loro nelle meccaniche, il rischio che nel gioco completo la varietà venga a mancare in modo ancora maggiore c’è
Ma chiaramente potrebbe essere solamente un caso fortuito e la meccanica troverà il suo massimo splendore nel gioco completo. Del resto nella demo stessa, alcuni dei costumi disponibili li abbiamo trovati estremamente interessanti, essendo capaci di cambiare anche radicalmente il gameplay, sia dell’esplorazione che del combattimento.

Ma i costumi sono solo un aspetto del gameplay di Balan Wonderworld. Il nostro obiettivo sarà quello di completare i livelli di gioco recuperando principalmente due elementi. Il primo sono le “statuette di Balan“. Questi oggetti da quanto abbiamo potuto evincere dalla demo, saranno fondamentali per proseguire nel gioco. Esse infatti andranno raccolte in una determinata quantità per poter accedere a nuovi livelli di gioco. 

Per ottenerle sarà sufficiente esplorare con attenzione i livelli, oppure, completare in modo perfetto la “Battaglia di Balan”Queste non sono altro che un piccolo quick time event che affronteremo con Balan, grazie al quale potremo ottenere oltre la statua anche delle gemme.

Queste gemme ci saranno utili a nutrire i Tim. Lo scopo di queste piccole creature non risulta molto chiaro da questa demo. Sappiamo solo che l’hub centrale di gioco, l’Isola dei Tim, è la loro casa. Da qui potremo nutrirli proprio con quelle gemme raccolte lungo i livelli esplorati. A seconda del colore della gemma, i Tim cambieranno a loro volta colore aiutandoci durante l’avventura con diversi poteri. Ma anche in questo caso, attendiamo il gioco completo per esplorare più affondo queste creature.

In generale però, la sensazione è che Balan Wonderwold non sia capace di offrire ai giocatori una vera e propria novità. Il titolo sembra troppo legato ad alcuni archetipi passati del genere senza osare in alcun modo. E una tale sensazione non è frutto di una demo ristretta, ma dell’effettiva natura del titolo.

Vogliamo chiudere questo resoconto sulle nostre prime impressioni parlando un po’ del lato tecnico del titolo, ben consci che a due mesi dall’uscita c’è tempo per sistemare alcuni difetti.

Nella versione PS5 da noi provata, il frame rate dell’opera risulta abbastanza stabile, con pochi cali di frame. Per quanto riguarda la parte grafica invece, i problemi sono evidenti. Durante la nostra partita abbiamo riscontrato diverse volte pop-up su tutto lo scenario e, soprattutto, la qualità grafica generale del titolo non è assolutamente al passo con altri titoli del momento.

Ultima nota stonata di un comparto tecnico da rivedere prima dell’uscita, la sensazione di pesantezza che si prova controllando il nostro protagonista. Il personaggio risulta pesante da comandare, dando la sensazione quasi di muoversi come con dei pesi alle caviglie. Certamente non una sensazione piacevole mentre si sta affrontando un platform.

Conclusioni

Balan Wonderworld non sembra essere un ritorno in grande stile per i creatori di Sonic, il famoso porcospino blu. Per quanto il titolo offra una direzione artistica davvero lodevole e i costumi (che nel gioco completo saranno più di 80) abbiano un ottimo potenziale, la carica del titolo sembra concludersi qui. Troppo poco innovativo nelle meccaniche per non dare una forte sensazione di “già visto” al giocatore e con diversi problemi tecnici a minare ulteriormente l’esperienza. All’uscita mancano due mesi ormai. Se per alcuni difetti tecnici si può ancora fare qualcosa, l’anima del titolo è decisamente definita. E potrebbe non bastare per giustificare l’acquisto a prezzo pieno, visto il costo quasi da Tripla A.

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Samuel Bianchi

Samuel Bianchi

Videogiocatore svezzato dalle sapienti mani della prima Playstation e dal Sega Mega Drive, nel tempo ha sviluppato un interesse particolare per i giochi di ruolo. Cresciuto vivendo il videogioco in solitaria, ora ha un forte desiderio di analizzare il mondo videoludico con gli altri appassionati, approfondendone le capacità aggregative e comunicative, tipiche della grande arte.

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