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Recensioni Videogames

Chronos Before the Ashes, la recensione: prepare to aging!

Chronos Before the Ashes

Prima delle ceneri della distruzione in un viaggio nel passato ormai dimenticato. Ecco la recensione di Chronos Before the Ashes

Prima che il Drago distruggesse i mondi e la sua corruzione invadesse i mondi trasformando quasi tutti gli esseri viventi in abomini spaventosi, prima delle armi da fuoco, un prescelto giunse per compiere il suo destino. Tentativo dopo tentativo, anno dopo anno. Chronos Before the Ashes è un viaggio nel passato di un’epoca ormai dimenticata, la storia di un potere troppo grande per essere sconfitto, prima degli eventi oscuri di Remnant From the Ashes. Riuscirà questo prequel ad essere all’altezza del suo predecessore? Scopritelo con noi!

Un viaggio tra mondi

Come il giocatore viene introdotto nel mondo di gioco e nella lore è molto interessante: nessuna cutscene, nessun tipo di filmato alcuno. Solo il protagonista, di cui scegliamo il sesso nel menù principale, davanti un falò dove una donna anziana ci narra la caduta dell’umanità per mano del Drago e quella che sarà la nostra missione da prescelto. Eliminare questa enorme minaccia. Chronos non si perde in chiacchiere per quanto riguarda la narrazione della storia, verremo subito catapultati nel mondo di gioco in maniera molto simile al prologo di Remnant. Naufragati su una spiaggia ci ritroviamo ad esplorare un’installazione militare abbandonata e decadente in cui scopriremo che si svolgevano esperimenti sulle pietre dei mondi. Dopo averne riattivata una, ecco che ci ritroveremo in un mondo diverso da quello in cui siamo nati e cresciuti.

Chronos Before the Ashes

Nonostante la sua durata, Chronos Before the Ashes offre un’esperienza di gioco immersiva e variegata, in cui ogni mondo che esploreremo sarà differente dal precedente in ogni aspetto. Dal tipo di nemici da affrontare alle atmosfere che fanno da sfondo alla nostra disperata impresa. Fin da subito, troviamo sicuramente un cambio di rotta da Remnant: le ambientazioni da survival horror, vengono sostituite dai tipici canovacci del dark fantasy. Quindi castelli in rovina cui ora dimorano banditi, per esempio. nonostante questo, sono comunque presenti dei riferimenti al “sequel” come il santuario dei fauni(i Pan) prima che venisse distrutto.

Ognuno di questi mondi sarà colmo di enigmi, necessari per l’avanzamento della nostra quest, non troppo complessi ma legati da un pattern molto simile che ci costringerà a un back tracking obbligatorio delle varie aree di gioco per trovare l’oggetto chiave. Ci muoveremo attraverso tre mondi, principalmente: il nostro, quello dei Krell e i Pan. Il nostro scopo sarà quello di affrontare il guardiano di ognuno di questi per poter poi sconfiggere il nostro subdolo avversario.

Dal punto di vista estetico, nonostante sia un gioco low budget e molto breve, Chronos è abbastanza curato nonostante l’anonimità del design di alcuni boss e creature, spiccano su tutti però i Pan e il loro mondo che ricorda vagamente una mescolatura della “Foresta Radiceoscura” di Dark Souls e il pianeta dei Wookie di Star Wars, Kashyyyk, presente anche nell’action Jedi Fallen Order.

Magia e armi bianche

Chronos Before the Ashes

Remnant From the Ashes, si poneva come una svolta nel mare di souls like presenti nel mondo videoludico, in quanto dava spazio all’utilizzo delle armi da fuoco come armi principali soffrendo però di un grave problema legato al combattimento corpo a corpo con armi bianche(Spade, lance, etc.), poiché macchinose e lente. Con Chronos Before the Ashes, Gunfire games ha voluto fare un passo indietro, dando spazio esclusivamente alle armi bianche, rendendo il gioco un action gdr puro e vecchio stampo, non senza conseguenze. Infatti il gameplay soffre dal punto di vista del combat system, sicuramente meno legnoso del capitolo precedente ma con delle lacune molto gravi.

Molti scontri si riducono quasi sempre all’utilizzo dell’attacco pesante caricato, che data l’assenza di un equilibrio, potrà essere interrotto dai mob che ci colpiscono durante la posa. Ovviamente, queste problematiche sono dovute all’esiguo budget del gioco e che purtroppo, minano l’esperienza di gioco che Chronos offre. Le armi potranno essere potenziate tramite determinati oggetti che verranno droppati dai nemici morti, o semplicemente trovate esplorando.

Vi abbiamo detto, che l’utilizzo della armi da fuoco è stato rimosso, rendendo il gioco più “classico”, non vi abbiamo però parlato però delle due aggiunte fatte al gameplay che sono una vera chicca. In Chronos è presente la magia, non come solitamente viene utilizzata dai giochi simili a questo con mana, bastoni da incantamento e chi più ne ha più ne metta, ma sottoforma di buff. Infatti, dopo aver affrontato un certo evento, il nostro braccio sinistro subirà un cambiamento diventando il catalizzatore di questa magia. Premendo un tasto specifico, subiremo un buff temporaneo che aumenterà la velocità e i danni dei nostri attacchi che potremmo utilizzare ogni volta che ricaricheremo un’apposita barra uccidendo i nemici. Esplorando ogni mondo di gioco, troveremo le pietre del drago, ognuna delle quali cambierà il potenziamento temporaneo che subiremo, oltre che i colore del nostro braccio.

Morire in Chronos, non vuol dire perdere una qualche valuta che può essere recuperata una volta raggiunto il luogo della morte. No, in Chronos Before the Ashes, ogni volta che verremo uccisi, invecchieremo di un anno. il nostro personaggio inizia la sua avventura con 18 anni e può raggiungere la veneranda età di 80 anni se verrà sconfitto numerose volte. Noi di DrCommodore.it non sappiamo cosa accade dopo gli 80 anni, poiché il gioco è stato terminato a 46 anni. Cosa comporta questa meccanica innovativa? Che più avanzano gli anni, più il nostro personaggio diventa affine alla magia, aumentando la durata del buff della pietra del drago e riducendo il cap con cui questo può essere attivato. Questa meccanica dunque, richiede un modo giocare più difensivo. Ma inoltre, ogni volta che raggiungeremo un’età specifica, avremmo la possibilità di scegliere un bonus a scelta delle nostre caratteristiche.

La nostra strategia verrà messa a dura prova da un altro fattore: la cura. Infatti curarsi con le “pietre di cuore di drago” che potranno essere trovate anch’esse esplorando, è sconsigliato. Infatti, una volta utilizzata, la pietra non potrà essere riutilizzata fino a quando non moriremo. Fortunatamente l’aumento di livello viene in nostro soccorso: ogni volta che saliremo di livello infatti la nostra vita verrà ripristinata.

Galeotta fu la bossfight e l’inquadratura

Chronos Before the Ashes

Ecco altre due note dolenti, le bossfight e la dannata inquadratura. Purtroppo nella sua brevità Chronos Before the Ashes soffre di una grandissima mancanza di bossfight seriamente impegnative e divertenti da affrontare, nonostante il design dei boss sia così semplice quanto una gioia per gli occhi. Molte di queste, se non quasi tutte, si riducono a un incessante girotondo intorno il boss, colpo e schivata quasi esclusivamente in questo ordine. Una monotonia che non giustifica il percorso fatto per arrivare lì. L’unica cosa che potrebbe compromettere la giocabilità e la bossfight stessa è  l’inquadratura e il movimento di camera, molte volte la zona in cui affrontiamo l’avversario è ristretta tanto da c0stringere il giocatore a girare in tondo per trovare un’angolatura che non ostacoli la vista.

In conclusione…

Chronos Before the Ashes è un videogioco che riesce ad affascinare per le sue atmosfere, ambientazioni e lore, con un comparto tecnico nella media ma che in generale soffre di grandi lacune, dovute al poco budget utilizzato. Ciononostante rimane godibile da giocare e offre una buona rigiocabilità.

Voto: 7.5

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