Dr Commodore
LIVE

Destiny 2: Oltre la Luce, la recensione: l’inconsistenza del bene

Ecco la nostra recensione di Oltre la Luce, il nuovo DLC di Destiny 2!

Il progetto targato Bungie, rilasciato per la prima volta nell’ormai lontano 2014, accompagna da anni e anni ogni appassionato, nonostante i numerosi alti e bassi che purtroppo lo caratterizzano.
Il mondo di gioco che ci fu presentato durante i primi tempi, seppur interessante e già molto espanso, non si avvicinava nemmeno lontanamente a ciò che il team di sviluppo ha messo in pratica lungo tutto il periodo di vita del gioco. Agli inizi i giocatori si son ritrovati davanti a quella che, seppur intrigante e divertente all’atto pratico, somigliava in tutto e per tutto alla già vista e rivista formula del bene contro il male con elementi che strizzavano di gran lunga l’occhio alla famosa saga di Star Wars. Se per differente tempo Bungie ha portato avanti tale formula, introducendo però elementi di lore innovativi che la mettevano fortemente in dubbio e la stravolgevano, ad oggi, 6 anni dopo i primi passi fatti sulle varie destinazioni di gioco, Destiny si ritrova ad un punto di rottura di forte spessore e che non permetterà mai più ai guardiani di poter tornare sui propri passi. Se la storiella del Viaggiatore come Salvatore ci ha istruiti fin dall’inizio, con l’avvento di chi fa le veci dell’oscurità, seppur non si sia ancora palesato, e più concretamente con l’arrivo nel sistema solare delle piramidi abbiamo completamente messo in discussione la natura maligna dell’oscurità. Ed è proprio su questo che Beyond Light, la nuova espansione di Destiny 2, getta le basi per quello che sarà un punto di non ritorno. Dopo un intero anno di transito in cui finalmente abbiamo visto per la prima volta ciò che più si avvicina ad una rappresentazione concreta dell’oscurità, è ora di fare i conti con essa e carpirne gli obiettivi che riserva per noi guardiani. Ci ha promesso salvezza, vita, ma sarà seriamente così? E soprattutto, sarà riuscita Bungie a realizzare un DLC degno di nota dopo un anno fin troppo altalenante? Scopritelo insieme a noi di DrCommodore in questa recensione di Destiny 2: Oltre La Luce! 

Attenzione: prima di continuare la lettura del seguente articolo, bisogna fare una premessa. Questa è una recensione di ciò che è stato rilasciato fino all’uscita del raid, quindi dopo pochi giorni di gioco. Inoltre, l’articolo conterrà ovviamente spoiler sulla campagna di Oltre la Luce. Se non avete quindi concluso la campagna e preferite non avere nessun tipo di anticipazione, vi consigliamo vivamente di ritornare solo in un secondo momento. Per i restanti, invece, buona lettura! 

L’inizio della fine

Nel mondo di gioco da sempre abbiamo associato l’oscurità alle varie razze nemiche, ma da un anno a questa parte abbiamo capito che non è così – nonostante la linea sottile che divide l’alveare dall’oscurità non è ancora stata ben definita. Con Shadowkeep, quarto DLC di Destiy 2, siamo entrati in contatto con le Piramidi, flotta di navi spaziali intrise di oscurità che ancora oggi ci nascondono fin troppi segreti e che, con la Stagione degli Arrivi, hanno invaso l’intero sistema solare costringendo addirittura l’evacuazione da alcune destinazioni, per l’esattezza da Marte, Io, Titano e Mercurio. Nonostante a livello puramente di sviluppo la scelta dietro tale rimozione è data dalla pesantezza che il gioco ha raggiunto, Bungie ha saputo giostrarsi egregiamente nel mondo di Destiny. Infatti, l’eliminazione dei vari pianeti non risulta per alcun motivo forzata e anzi dà maggiore spessore all’invasione delle Piramidi che incombe, facendoci capire ancora di più la gravità della situazione.   

Con la fine della Stagione degli Arrivi, mediante un evento live in gioco abbiamo potuto vedere come, a seguito dell’arrivo delle Piramidi, si sia rigenerato il Viaggiatore uscendo dalla fase fratturata e debole che ci ha accompagnati per tutto Destiny 2. È qui che subentra Oltre la Luce, il nuovo DLC che mescola tutte le carte in tavolo e che funge da punto di inizio per una nuova – e forse ultima – era di Destiny.  

Stagione degli arrivi

“Uno a uno, sorgeremo di nuovo”

Beyond Light si apre con un discorso motivazionale da parte di Zavala che, spiegando il quadro della situazione, rassicura gli umani privi del potere della luce che i guardiani ma soprattutto il Viaggiatore faranno di tutto per proteggerli e respingere le forze dell’oscurità. Poco dopo veniamo subito catapultati nel vivo della storia, introducendo il villain della campagna di questo quinto DLC: Eramis. La storia di questo personaggio risale a quando gli Eliksni, più comunemente conosciuti come Caduti, attingevano ai poteri della Luce e del Viaggiatore. Essi infatti, proprio come noi, per anni vissero un’era di enorme prosperità, cessata a seguito della fuga del Viaggiatore. Tale evento scatenò l’ira e la collera di diversi eliksni che giurarono vendetta contro chi li lasciò nella disperazione e nella miseria. Per anni e anni i caduti vissero con l’unico scopo di razziare ed eliminare altre popolazioni per tutto l’universo, nutrendo un profondo odio verso i guardiani che “rubarono” il potere della Luce alla loro razza. Fra i tanti Eliksni spiccava proprio Eramis, facente parte del Casato dei Diavoli, che bramava più di tutti di vendicarsi contro il Viaggiatore. A seguito di numerose battaglie contro gli umani, per sua sfortuna fu catturata e gettata nella Prigione degli Anziani. In questo luogo, che ormai conosciamo fin troppo bene, La Ladra di Navi, appellativo con cui viene ricordata Eramis, fronteggiò ed uccise numerose figure di spicco della prigione, dimostrando la sua innata abilità sul campo.  

È proprio nella prigione degli anziani che Beyond Light affonda le sue radici. Infatti, elemento importantissimo di questa espansione è proprio una remota conoscenza per i giocatori più anziani di DestinyVariks il Fedele, vecchia alleanza dei guardiani, artefice dell’evasione della Prigione degli Anziani e, di conseguenza, principale effetto scatenante della morte di Cayde. Il Casato del Giudizio, al quale apparteneva l’ex guardiano della prigione, aveva lo scopo di mettere in contatto i vari casati dei caduti mantenendo la pace tra essi. Sfortunatamente, stando alle conoscenze attuali, Variks è l’ultimo Eliksni in vita appartenente a tale casato. Nonostante ciò, egli non si schierò mai dalla parte di altri casati, anzi, rimase sempre legato alle sue origini e il suo scopo rimase sempre quello di riunificare tutti i casati instaurando un rapporto di pace con i guardiani. Chi giocò al primo Destiny ricorda benissimo la fedeltà che Variks dimostrò verso Mara Sov, la regina degli insonni, e verso noi guardiani. Proprio per questa sua natura venne disprezzato e umiliato dai suoi simili, subendo un’amputazione degli arti superiori, punizione riservata di norma ai Reietti, la classe sociale più bassa dei caduti. 

Mi chiamano traditore. Pensano che non capisca loro parole. “Scarafaggio.” “Insetto.” “Caduto.”
Li sento. Casato di Giudizio sente tutto. Non avevo altra scelta. Deve farlo. Per tenere uniti Casati. Doveva farlo.

Destiny 2

Nonostante ciò, Variks non abbandonò mai il suo principale obiettivo e liberò i prigionieri proprio per cercare di unificare sotto un solo casato i Caduti.  Ad essere liberati dalla prigionia non furono ovviamente solo i baroni capitanati da Uldren Sov, artefici della morte di Cayde. Uno dei prigionieri più importanti e temuti era proprio Eramis che approfittò della situazione per fuggire. La Ladra di Navi continuò il suo cammino vogliosa di vendetta e tormentata da impetuosi incubi. Ma una notte tutto cambiò: durante la visione di un sogno una voce a lei sconosciuta la indirizzò verso la luna. Lì l’eliksni avrebbe trovato le risposte che cercava. Fattasi strada tra il lerciume dell’alveare, alla fine del suo viaggio capì che era solo l’inizio. Si trovò dinnanzi alla maestosa nave piramidale che le ricordò i giorni del crollo dei caduti, quando il Viaggiatore li abbandonò. Una funesta visione la proiettò in una terra gelida e desolata. È lì che Eramis si sarebbe dovuta recare, in Europa, il quarto satellite naturale di Giove. In questo freddo luogo avvenne qualcosa di completamente nuovo ed Eramis, accompagnata da alcuni suoi fidati amici, tra cui troviamo Variks, entra finalmente in contatto con un nuovo potere che sarà la nuova speranza dei Caduti: la Stasi. Qui nacque un nuovo casato, il Casato della Salvezza, con a capo Eramis stessa guidata dai nuovi poteri oscuri. Lo scopo di tale casato è proprio quello di unificare ogni altro casato per ampliare il potere dei caduti e vendicarsi della Grande Macchina. Un piano molto simile a quello pattuito da Variks ma che si basa su delle ideologie e delle finalità ben diverse. Proprio per questo il Fedele tradì il Kell della Salvezza abbandonandola e chiedendo ai guardiani soccorso per frenare l’ira vendicativa di Eramis ma soprattutto i suoi nuovi poteri che preannunciano solo morte e distruzione. 

Bisogna dare a Cesare quello che è di Cesare, la lore dietro a tale espansione è indubbiamente tra le più interessanti introdotte per quanto concerne un cattivo il quale è finalmente spinto da delle motivazioni più che valide e comprensibili ed è caratterizzato in modo impeccabile. Purtroppo la campagna risulta estremamente corta, interamente incentrata sulla figura di Eramis e che dà poco spazio ai suoi scagnozzi, privandoli di una vera e propria caratterizzazione se non a livello visivo. Nonostante ciò, una lancia a favore bisogna spezzarla: il DLC è privo di punti morti e, basando l’intero endgame sul grinding per la prosecuzione della liberazione di Europa da parte dei caduti, risulta longevo al punto giusto, grazie anche all’appoggio della Stagione della Caccia. 

Eramis

Vecchie conoscenze e non solo

Fin dagli albori Destiny è sempre stato presentato come un mondo vivo e in continua espansione. Ogni evento causa degli avvenimenti più o meno rilevanti e con Oltre la Luce questa caratteristica viene ancora più affermata. Basti pensare al fatto che per la costruzione della trama Bungie ha attinto non solo ai Rinnegati ma ad elementi appartenenti addirittura al primo anno di gioco come il cuore del Giardino Nero. A tal proposito, con questa nuova espansione oltre a Variks torna la tanto attesa ed enigmatica Ignota Exo. Elisabeth Bray, sorella di Ana Bray, fu un personaggio apparso nella campagna principale di Destiny e successivamente scomparso nel nulla. Dopo anni di teorie e domande senza alcuna risposta, Bungie ha deciso finalmente di reintrodurla in questo nuovo capitolo spiegandoci a grandi linee dove sia stata per tutto questo tempo. Infatti, l’Ignota proviene da una differente linea temporale dove, in seguito all’acquisizione della stasi da parte di Eramis e ad altri venti concatenati fra loro, l’umanità ha subito un secondo crollo cadendo vittima dell’oscurità in un clima di terrore e morte. 

Destiny 2

L’ignota quindi, accompagnata dall’ormai più che riuscita coppia Ramingo-Eris Morn, seppur abbia avuto pochissimo spazio questa volta, svolge un’importantissimo ruolo nella campagna di Oltre la Luce. Se da una parte abbiamo Variks spaventato dal presente e soprattutto dal potere dell’oscurità, dall’altra parte abbiamo un’Elisabeth terrorizzata dal futuro e dalle conseguenze che può portare la Stasi. Nonostante ciò, è proprio lei ad aiutarci nell’ottenimento del nuovo elemento oscuro e nel potenziamento di quest’ultimo. A tal proposito, bisogna puntualizzare una piccola cosa: durante la campagna di Oltre la Luce la Stasi viene introdotta egregiamente contestualizzandola in modo consono col mondo di gioco. Avremmo preferito però si vedesse di più il dualismo Luce/Oscurità con magari delle conseguenze reali sul proprio guardiano. Purtroppo nulla di tutto ciò avviene. Anche gli stessi NPC di gioco, fatta eccezione per pochissime linee di dialogo ad inizio campagna, non tentano di fermare la nostra acquisizione del potere oscuro. Insomma, sulla contestualizzazione dei nuovi poteri c’è poco da criticare ma all’atto pratico si poteva fare molto di più, soprattutto dopo tutti questi anni a combatterla e temerla. 

Europa

Verso Europa ed oltre!

A fare da cornice ad una campagna che, seppur fin troppo corta, regala diverse emozioni, troviamo un’ambientazione degna di nota. Infatti Beyond Light, nonostante ci abbia strappato via differenti pianeti, ha introdotto due diversi luoghi esplorabili: Il Cosmodromo ed Europa. Sul primo c’è poco da dire, vecchia gloria del primo Destiny che finalmente torna dirompente facendo rivivere vecchie emozioni ai veterani ma soprattutto pronto a stupire i nuovi giocatori. Ciò su cui invece è importante soffermarsi è la nuova ambientazione che fa da sfondo per tutta la nuova campagna. Europa, quarto satellite naturale del pianeta Giove, è caratterizzata da un clima principalmente ghiacciato nella quale non mancano di certo suggestive tempeste di neve. Bungie, a fronte delle attività e dei pianeti che avrebbe eliminato dal gioco, aveva promesso un’ambientazione curata nei minimi dettagli e che sarebbe stata tra le più vaste nel mondo di gioco e così è stato. Certo, non ci troviamo davanti all’ambientazione definitiva ma, senza cadere nel mero gusto personale, il team artistico ha fatto un lavoro degno di nota. Bisogna pure considerare che è il primo vero pianeta che Bungie crea e sviluppa da indipendente, senza quindi avere il supporto da altri studi che invece ricevette per ambientazioni come quelle della riva contorta o della città sognante. Europa è vasta, incantevole, ricca di segreti legati alla lore dei vex e della corporazione di Clovis Bray. Le sinergie visive che si riescono a creare utilizzando la stasi sulle lande ghiacciate di Europa sono puro godimento per gli occhi.

Destiny 2

La Stasi, ovvero il punto di incontro tra Luce ed Oscurità

L’elemento più innovativo e interessante introdotto con Oltre la Luce è indubbiamente la Stasi. Tralasciando per un attimo la sua importanza a livello di storia, il nuovo elemento che possiamo finalmente brandire apporta numerose modifiche a livello di gameplay. Stregoni, cacciatori e titani grazie ai poteri oscuri hanno la possibilità di congelare e distruggere nemici, innalzare muri di ghiaccio, creare bolle contenenti tempeste di ghiaccio e molto altro. Differentemente dalle sottoclassi della Luce, la Stasi presenta una progressione molto più complessa rendendo il gameplay più vario. Oltre alla possibilità di cambiare tipologia di granate, corpo a corpo e abilità, sono state introdotte le nature e i frammenti per permettere una maggiore personalizzazione. I primi sono oggetti del mondo di gioco che permetteranno ai giocatori, una volta applicati, di sbloccare nuove abilità mentre i secondi permetteranno di applicare un bonus alle statistiche.

Stasi

Per quanto da una parte ci possiamo ritenere soddisfatti della cura riposta nella progressione dell’ottenimento di tutte le abilità legate alla stasi, d’altra parte il completamento di quest’ultima richiede un impiego di tempo non indifferente, tanto da costringere i giocatori a dover scegliere come mai prima d’ora quale delle tre classi portare avanti per stare in pari con gli aggiornamenti.

Stasi

Un endgame come parte integrante della campagna

Chi gioca a Destiny da anni è ormai cosciente del fatto che la vera esperienza inizia quando si conclude la campagna principale e con Beyond Light questa scelta di gioco risulta ben più marcata. Infatti, nonostante la campagna non risulti troppo articolata e longeva, ci troviamo davanti ad un endgame ricco di contenuti che ci terrà incollati per diverse ore di gioco.

Finita la campagna principale avremo una serie di imprese direttamente collegate alla storyline di Eramis. Infatti, a conferma di quanto vivo sia il mondo di Destiny, l’operato del Kell della Salvezza ha scatenato una serie di conseguenze che i nostri guardiani dovranno tenere a bada. Bisogna ammettere che, nonostante non spicchino di certo per narrativa, le missioni risultano numerose e molto varie tra loro, con alcune linee di dialogo interessanti.

Anche le missioni incentrate sulla Stasi e sul diario di Clovis Bray risultano molto valide, accompagnandoci per diverse ore di gioco e introducendo stralci di lore non indifferente. Insomma, se Shadowkeep fu criticato aspramente per la carenza di contenuti, qui non possiamo dire lo stesso anche se non siamo ancora a dei livelli esaustivi su ogni fronte.

Eramis

In conclusione…

Destiny 2: Oltre la Luce si presenta come un’espansione dalle troppe pretese, soprattutto per chi ha seguito assiduamente l’arco evolutivo riguardante l’oscurità. Siamo di fronte ad un lavoro che indubbiamente presenta diversi punti di forza ma che non si avvicina assolutamente a DLC rivoluzionari come I Rinnegati o Il Re dei Corrotti. Nonostante ciò, può vantare di un villain degno di nota che sicuramente ricorderemo per molto tempo, pur non essendo d’impatto come un Oryx.

Aver accorciato notevolmente la durata della campagna principale non è di certo stata apprezzata come mossa da parte dei fan, ma se guardiamo oltre il nostro naso e consideriamo tutti i trionfi introdotti non possiamo non apprezzare ancora una volta tutta la lore che ciclicamente Bungie ci propone.

Inoltre, l’introduzione della Stasi e della sua personalizzazione ha permesso finalmente al gioco di variare ulteriormente il gameplay, oltre ad aver aperto nuove porte che potranno condurre ad ulteriori elementi collegati all’oscurità.

Insomma, Oltre la Luce è senza ombra di dubbio un DLC valido, da non farsi scappare se si è amanti della saga ma che risulta anche godevole come – probabilmente ultimo – punto di inizio per nuovi guardiani. Ovviamente la strada è ancora lunga e la Stagione della Caccia è appena iniziata, ma siamo fiduciosi sull’operato della Bungie e speriamo che il proseguimento di questo nuovo capitolo sia tutto in salita.

VOTO: 8

Per rimanere informati sul mondo nerd, continuate a seguirci sul nostro sito DrCommodore.it e su FacebookInstagramTelegramYouTubeDiscordSteam e Twitch.

Articoli correlati

Alberto Scuderi

Alberto Scuderi

Nato il 30 Marzo 2001, son cresciuto a pane e computer. Adesso sfrutto le mie conoscenze videoludiche per fingermi un giornalista sperando un giorno di poterne fare un lavoro.

Condividi