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Crash Bandicoot 4: It’s About Time, il provato della demo

Crash Bandicoot 4: It's About Time anteprima

Il nostro provato della demo di Crash Bandicoot 4: It’s About Time

Il peramele più famoso del mondo videoludico si prepara a tornare grazie ad un nuovo capitolo canonico che erediterà tutti gli eventi dei primi tre Crash Bandicoot che debuttarono sulla prima PlayStation.

Un retaggio indubbiamente pesante quello lasciato da Naughty Dog, che Toys for Bob e Activision si preparano a rilanciare dopo più di vent’anni con un simbolico ‘4‘ dopo l’omonimo titolo. I recenti remake dedicati al marsupiale, sempre sotto l’ala del publisher statunitense, hanno ridato una vita convincente al brand, dapprima con i primi tre storici capitoli platform, e a seguire con il capitolo motorizzato più apprezzato del franchise, che ha ricevuto un costante supporto gratuito fino a quest’anno con tanto di eventi e nuovi contenuti.

Crash Bandicoot 4: It’s About Time è dunque la nuova iterazione che molti si aspettavano, e grazie ad una demo accessibile con i preordini del gioco, in arrivo il 2 ottobre 2020, sarà possibile accedere a 3 livelli che mostrano le qualità di questa nuova avventura in compagnia di Crash e Coco. Volete sapere come è andata? Ve lo raccontiamo nella nostra prova ufficiale della demo.

Un Bandicoot tra passato e presente

Messi davanti ai 3 livelli disponibili, intitolati “Isolati dalla neve”, “Scatto del dinosauro” e “Un naufragio capita a tutti”, decidiamo di procedere con ordine, addentrandoci in un livello dal clima tipicamente invernale, nei panni di Crash, che lo vede protagonista di una cutscene insieme a Coco e Lani-Loli, una delle nuove maschere quantiche del titolo che il nostro protagonista potrà sfruttare per superare alcune peculiari sezioni platform.

Cogliendo anche una certa ironia relativa al passato della serie dal dialogo nato dal trio, è il momento di prendere il controllo della situazione, con un Bandicoot visibilmente in forma, forte della nuova estetica adottata dalla produzione e di un kit di mosse che rievoca tanti ricordi.

Il livello innevato sarà il nostro primo terreno di prova e dopo aver constatato che il feeling è rimasto intatto, siamo entrati in contatto con una maschera quantica: Kupuna-Wa, che ci permette di bloccare il tempo intorno a noi per un breve periodo grazie alla pressione di un tasto. Una volta ottenuta durante il percorso, potremo sfruttarla fino ad un determinato punto del livello, per poi scomparire e riapparire quando nuovamente necessaria al proseguimento.

Equipaggiare una delle maschere quantiche farà mutare l’aspetto di Crash, che a tutti gli effetti le indosserà come costumi completi. Quella in questione è tornata utile durante alcune sezioni platform in cui delle piattaforme cadevano a gran velocità o per evitare degli attacchi rapidi sequenziali di alcuni nemici che bloccavano il passaggio.

crash bandicoot 4 its about time livello 1

Tra trottole, doppi salti e scivolate, questo primo livello della demo di Crash Bandicoot 4: It’s About Time ci ha convinto, sia per la sua buona longevità che per la sua complessità.

Assumendo che siano tre dei primi livelli della nuova avventura del marsupiale, abbiamo trovato un gradevole senso di sfida che nei vecchi capitoli del brand iniziava a palesarsi solo verso la metà delle avventure, e ci siamo accorti di quanto la precisione nello sfruttamento delle nuove meccaniche sia essenziale per non rimetterci le penne. In tale frangente, proprio il sistema di game over è stato rivisto, eliminando di fatto il contatore delle vite, ma aggiungendo quello delle morti che segnerà ogni fallimento da parte del giocatore.

Tuttavia, per i più nostalgici, è disponibile anche una modalità rétro selezionabile, dove oltre allo stesso contatore saranno presenti le canoniche vite, che una volta esaurite porteranno al vero e proprio game over, con tanto di restart del livello daccapo.

Questione di tempo

Nel secondo livello ci siamo trovati alle prese con la preistoria, con sezioni di livello molto familiari che richiamano da vicino Crash Bandicoot 3: Warped, in cui saremo inseguiti da un vero dinosauro pronto a mangiarci, mentre dovremo evitare buchi nel terreno e ostacoli rallentanti.

Qui potremo far uso di un’altra maschera quantica: Lani-Loli, che abbiamo potuto conoscere già nella cutscene del primo livello della stessa demo e che ci permetterà di invertire la realtà di alcuni oggetti nello scenario. Nello specifico, grazie a questa maschera saremo in grado di materializzare e smaterializzare elementi dei livelli e alcune casse designate.

Anche questo livello ha dato prova della sua complessità, marcando la vera natura del franchise, raccolto a piene mani da questa produzione che non si è risparmiata nella creazione di un level design classico e più articolato al tempo stesso. Da qualche tempo sappiamo che in Crash Bandicoot 4: It’s About Time sarà possibile utilizzare vari personaggi oltre al canonico peramele. Nella fattispecie troviamo il Dottor Neo Cortex, acerrimo nemico e scienziato creatore del protagonista, che sarà il personaggio giocabile del terzo livello incluso nella demo.

crash bandicoot 4 its about time livello 2

Il gameplay adottato dal malvagio scienziato è ben diverso da quello del Bandicoot, e possiamo notare come a livello narrativo, il contesto si ricolleghi al primo livello affrontato nella stessa demo, che fa presagire la presenza di molteplici spaccati di gioco convergenti tra i diversi personaggi.

Il malefico dottore ha a sua disposizione un’arma in grado di trasformare i nemici in solidi, utili da sfruttare come piattaforme, e oggetti gelatinosi, che garantiscono le stesse proprietà di un trampolino. Sparare a dei bersagli più volte invertirà i processi fino a quello desiderato e utile per la riuscita della sezione platform di turno.

Lo stesso villain ha a disposizione un dash aereo orizzontale di testa che sostituisce a tutti gli effetti il doppio salto e che permette allo scienziato di superare in lunghezza alcune zone senza terreno o pericolose. Si è rivelata dunque importante la differenziazione di gameplay tra i vari personaggi giocabili, che avranno i loro livelli e sezioni platform dedicate alle proprie meccaniche di gioco, in attesa di provare gli altri comprimari nella versione completa del gioco.

crash bandicoot 4 its about time livello 3

Conclusioni

I tre livelli ci hanno permesso di constatare la validità dell’operazione sul brand, grazie ad un nuovo capitolo in cui è molto più facile collezionare morti (ecco spiegato il nuovo contatore), ma soprattutto forte di un rispetto per l’opera originale firmata Naughty Dog, che i ragazzi di Toys for Bob stanno reinterpretando magistralmente.

Il contrasto che si viene a creare tra nuovo e originale, rinnovato da un inaspettato senso di sfida, non fa che confermare la bontà del ritorno di un Crash Bandicoot che parla a più generazioni di videogiocatori. I nostalgici ritroveranno un feeling immortale e immutato, mentre i nuovi arrivati si ritroveranno al cospetto di un ottimo lavoro di ringiovanimento del genere platform ed estetico, tra classicismi e novità interessanti.

La volontà di svecchiare il franchise si evince anche da alcuni elementi semplificativi dell’esperienza, come un cerchio sotto i nostri personaggi che segnala con precisione l’atterraggio quando in aria. Per godere al meglio della scena imbastita dallo studio di sviluppo sarà possibile anche nascondere e richiamare l’HUD su schermo con un tasto, soluzione certamente convincente ai fini della pulizia scenica durante il gameplay serrato.

L’aspetto tecnico, invece, avrà modo di convincerci in attesa della prova completa, aspettando trepidanti il 2 ottobre 2020, data in cui sapremo con certezza, se il marsupiale preferito del mondo videoludico ha meritato questo atteso sequel, facendosi apprezzare dalla vecchia guardia e dai nuovi fruitori dell’ineluttabile Crash.

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L'autore

Mirko Proietti

Videogiocatore dal 1999, all'età di 3 anni la prima esperienza con Mega Drive e PlayStation in contemporanea. Predilige il genere Platform, ma da sempre mantiene una visione a 360 gradi del panorama videoludico. Laureato in comunicazione e orientato allo sviluppo tecnologico, cerca la completezza nella produzione del videogioco, che tende a considerare un'arte vera e propria.

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