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Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning, la recensione di una giusta rinascita

 Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning copertina

Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning, la remastered di un grande titolo nella nostra recensione

Il mondo dei videogiochi è strano. A volte giochi dalla dubbia qualità riescono a prendersi i riflettori grazie a fattori esterni al gioco stesso. Che sia una campagna marketing eccezionale o la spinta del web, riescono a farsi notare. L’altro lato di questa medaglia racchiude invece tutti quei titoli che, nonostante avessero tutte le carte in regola per conquistare veramente tanti videogiocatori, sono rimasti nel buio e lontani da quella fama che forse avrebbero meritato. Anche in questo caso le cause possono essere molteplici. E sia chiaro che non stiamo cercando di attaccare la prima categoria per difendere alla stregua la seconda. Stiamo solo riportando una realtà del mercato videoludico che ha colpito fortemente il gioco di cui parleremo oggi.

Kingdoms of Amalur: Reckoning è un GDR fantasy uscito originariamente nel febbraio del 2012 per console e PC. Anticipando quello che solitamente si lascia per le conclusioni di una recensione, vi diciamo che il gioco è una perla del proprio genere. Una perla che all’epoca della prima uscita non poté brillare a dovere a causa dell’uscita poco prima di un gigante del genere: The Elder Scrools V – Skyrim. Una produzione a livello mediatico troppo superiore al titolo di casa THQ Nordic. All’epoca, non c’era posto per due fantasy gdr così simili in città, il quale background si lega fortemente nella persona di Ken Rolston, designer esecutivo del titolo il quale aveva lavorato come designer anche per Morrowind e Oblivion.

Ma gli sviluppatori di Big Huge Games consapevoli della qualità della propria opera sono voluti tornare e, assieme al team KAIKO, ci hanno portato Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning. Scopriamo insieme i punti di luce di ombra di questa produzione.

Una guerra senza fine

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Il titolo si apre con una cinematica grazie alla quale il giocatore viene istruito sugli eventi principali che caratterizzano il mondo di Amalur, i cui abitanti possono essere divisi tra le razze giovani e la razza dei Fae, a loro volta divisi nei due gruppi “Corte del Sole” e “Corte del Gelo”. Proprio il re di quest’ultimi, il malvagio Gadflow, stravolgerà l’equilibrio di Amalur, muovendo guerra a tutte le razze giovani assieme ai suoi seguaci, i tathua deohn. Una guerra destinata a un solo risultato, dato che gli assalitori risultano essere immortali. Ogni soldato caduto in battaglia sarà pronto a rinascere nell’arco di poco tempo.

Per questo motivo le razze giovani hanno incaricato lo studioso Fomorous Hugues di creare il Pozzo delle Anime, capace di riunire le anime dei defunti al corpo. Il progetto non è riuscito a dare risultati, fino al nostro arrivo. Dopo la creazione del nostro personaggio (un po’ limitata per il genere ma comunque di buona qualità) il nostro corpo verrà gettato assieme a tutti gli altri esperimenti falliti. Ma noi ci risveglieremo, proprio mentre la fortezza viene attaccata dai tuatha deohn.
Inizia così la nostra avventura nel mondo di Amalur, alla scoperta del perché noi siamo stati il primo successo del Pozzo delle Anime e su un’altra particolarità del nostro protagonista: l’essere senza destino.

La trama del gioco risulta essere molto interessante (anche se un po’ “scolastica” in alcuni suoi aspetti), spingendo il giocatore a voler proseguire velocemente nelle quest principali per scoprirne i colpi di scena e i risvolti. Cosa che sarebbe anche fattibile se non ci si mettessero le quest secondarie altrettanto interessanti. Seppur a livello di trama non rappresenteranno (salvo alcuni casi) capolavori di scrittura, sapranno ben premiare tutti quei giocatori desiderosi di conoscere nel profondo il mondo che li circonda. Perché quella popolazione si è insediata in quella zona? Cosa nasconde la storia di quel villaggio nella radura? Quest secondarie che dunque arricchiranno l’esperienza di gioco e, in certi casi, sapranno anche regalare piccole importanti informazioni utili per la trama principale.

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Il giocatore avrà a disposizione quattro tipi di quest. Le principaliutili a progredire nella trama. Le sottotrame, che corrispondono alle sopracitate quest secondarie. I compiti invece rappresentano le missioni un po’ più semplice e veloci del titolo. Infine, le quest fazioni permetteranno al giocatore di interagire con le diverse fazioni presenti ad Amalur e, a volte, unirsi ad esse.

Scegliere chi essere…e il proprio destino

Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning offre davvero una grande varietà di opzioni al giocatore sul piano del gameplay. Passando dal sistema di crescita delle capacità del personaggio, fino alle competenze acquisibili durante la vostra avventura.

Iniziamo parlando delle Abilità disponibili, dato che grazie ad esse potremo andare a sviscerare anche altre parti del gameplay. Ogni volta che saliremo di livello, avremo la possibilità di investire un punto in una di queste abilità, sbloccando nuove possibilità e vantaggi. Oltre che salendo di livello, sarà possibile acquisire un punto in più incontrando un addestratore. Questi NPC saranno specializzati in una delle abilità e condivideranno la loro conoscenza con voi dietro lauto compenso (difficile avere i fondi necessari nelle prime fasi di gioco). Andiamo adesso a vedere tutte le abilità nel dettaglio.

kingdoms-of-amalur-abilità

La prima della lista è l’Alchimia. Investendo punti in questa categoria potremo garantirci la possibilità di creare pozioni da usare durante l’avventura, sbloccando progressivamente la possibilità di creare pozioni sempre più complesse. Persino la raccolta degli ingredienti utili sarà influenzata da questa abilità. Ogni volta che ci approcceremo a un ingrediente sulla mappa di gioco infatti, non avremo la certezza di ottenerlo, rendendo la raccolta di alcuni elementi accessibile solo agli alchimisti più esperti.
Abbiamo trovato molto interessante il sistema per ottenere le ricette dei singoli composti. Se alcune saranno ottenibili grazie all’esplorazione o come ricompensa, per tutte le altre sarà necessario ricorrere al buon vecchio metodo scientifico: prendi ingrediente A, uniscilo con ingrediente B, vedi cosa ottieni. Questa scelta di gameplay l’abbiamo trovata decisamente azzeccata, dato che lascia libero sfogo all’immaginazione del giocatore. Ma per chi non avesse troppa voglia di sperimentare, tranquilli. Ogni ingrediente avrà una descrizione nella quale troverete evidenziata una parola come “salute”, oppure “mana”. Insomma, non sarà necessario andare totalmente alla ceca. E per i meno avvezzi alla chimica, potrete sempre acquistare le pozioni da un mercante. Per poter sfruttare le nostre capacità sarà necessario trovare una Officina alchemica.

Parliamo adesso della Fucina, grazie alla quale sarete in grado di forgiare da soli il vostro equipaggiamento. Una possibilità assolutamente da non sottovalutare dato il costo importante degli equipaggiamenti, soprattutto quelli d’alto livello. Ovviamente, anche in questo caso, la qualità delle armi e delle armature che potrete forgiare dipenderà da quanto avrete investito sull’abilità.
Per poter forgiare un nuovo componente avrete bisogno dei materiali, che saranno ottenibili durante l’esplorazione oppure smantellando altri equipaggiamenti in vostro possesso (cosa possibile solo con almeno un livello in Fucina). Aumentando il livello dell’abilità inoltre, saranno necessari meno Kit di riparazione per poter riparare gli oggetti. Per forgiare i vari oggetti sarà necessario trovare una Forgia.

kingdoms-of-amalur-forgia

L’abilità Scopri oggetti vi permetterà di fare molto più del solo trovare oggetti. Grazie ad essa potrete infatti vedere direttamente sulla mini-mappa i nemici e, salendo di livello, anche porte e tesori nascosti. Sarà inoltre incrementato il numero di monete ottenute esplorando.

Se invece deciderete di investire le vostre risorse sull’abilità Disincanta potrete portarvi a casa oggetti molto preziosi. Girando per la mappa sarà infatti possibile trovare oltre i bauli normali, anche dei contenitori protetti dalla magia. Per aprirli sarà necessario affrontare un piccolo minigioco. Se fallirete esso esploderà. Il vantaggio? Dentro questi contenitori tendono ad esserci oggetti molto più interessanti del solito, dunque tentare potrebbe essere interessante. In questo caso migliorare l’abilità sarà necessario per rendere più semplice il minigioco e per avere più tentativi  a disposizione prima dell’esplosione.

Poco da dire sull’abilità Scasso. Essa vi permetterà di aprire serrature con maggiore facilità evitando di sprecare grimaldelli. Ma considerando il basso costo di quest’ultimi, abbiamo trovato più utile farne rompere due o tre per trovare la posizione corretta, piuttosto che investire i nostri preziosi punti.
Ne approfittiamo però per parlare delle conseguenze dei furti (o i crimini in generale) che attuerete nella vostra avventura. Innanzitutto, tutti gli oggetti rubati avranno un’icona sopra di essi e non potranno essere rivenduti ai normali mercanti. Dovrete trovare un ricettatore per poterli vendere.
Inoltre dovrete stare attenti alle guardie. Se verrete colti in flagranza da una di esse, avrete tre possibilità. La prima e più rapida sarà pagare una “multa”. La seconda (e certamente quella con maggiori conseguenze) sarà resistere all’arresto e combattere fino alla morte. Infine, potrete “accettare” di andare in prigione. In questo caso basterà riposare nel vostro giaciglio per far passare il tempo, cosa che comporterà la perdita però di un po’ della vostra esperienza. Oppure…perché non tentare l’evasione? Volete fare i criminali? Fatelo per bene.

Se siete invece quel tipo di giocatore che vuole solo stare lontano dai guai, l’abilità

Ben più interessante, invece, l’abilità Commercio. Grazie ad essa potrete migliorare i prezzi di vendita e d’acquisto presso tutti i mercanti. E, salendo di livello, sarà anche possibile ricevere una percentuale monetaria da ogni oggetto distrutto.

Se siete invece quel tipo di giocatore che vuole solo stare lontano dai guai, l’abilità Persuasione è ciò che fa per voi. Diventando degli ottimi oratori, potrete infatti avere una possibilità maggiore di successo ogni volta che durante un dialogo proverete a convincere qualcuno a fare o accettare qualcosa. E se nei guai ci foste già finiti, grazie a questa abilità le “multe” delle guardie saranno meno salate.

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Se avete deciso di intraprendere la strada dei bravi fabbri investendo in Fucina, dovreste considerare di investire anche nell’abilità Arte savia. Uccidendo i nemici durante le vostre avventure vi capiterà in certi casi di ricevere come bottino delle gemme. Queste gemme potranno essere incastonate in alcune armi o armature, per donargli nuove caratteristiche. Investire nell’abilità non influenzerà tanto la possibilità di usare queste gemme, quanto quella di lavorarlo. Potendole trovare infatti di diversa qualità, un buon livello nell’Arte savia vi permetterà di unire frammenti simili e, inoltre, i nemici lasceranno più spesso frammenti di qualità. Per poter lavorare con le gemme sarò necessario un Altare dell’Arte savia.

L’ultima abilità non ha certo bisogno di presentazioni. Migliorando la vostra Furtività aumenterà il tempo che potrete rimanere nascosti prima di essere notati e ridurrà il campo visivo delle altre persone.

Combat system semplice ed efficace

Chiudiamo questa parte dedicata al gameplay di Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning analizzando il combat system del titolo. A livello di comandi risulta essere molto semplice. Avremo a disposizione un tasto per l’arma primaria, uno per la secondaria, uno per la schivata e i grilletti per utilizzare le nostre magie. Come detto molto semplice. Ciò che però risulta essere vario e articolato è l’albero di abilità disponibile per migliorare e personalizzare il proprio eroe. Diviso in tre categorie (Forza, Destrezza, Magia), permetterà al giocatore di sbloccare abilità e mosse da usare in battaglia.

Investire punti nelle diverse categorie sarà utile anche per migliorare la nostra capacità (o per dirla a livello matematico, i nostri danni) con determinati equipaggiamenti. Inoltre, alcune armature richiederanno un determinato numero di punti investiti in una delle tre categorie.
Tutto questo trasportato nel momento dello scontro vero e proprio si traduce in battaglie divertenti e possibilmente molto varie. Combattere con la magia o con un’arma piuttosto che un’altra (quasi tutte risultano essere molto diverse da usare) darà un’esperienza totalmente diversa.

Se durante l’avventura vi rendeste conto di aver sbagliato a costruire il vostro personaggio, o semplicemente vorrete provare altro, potrete andare da un Tessitore, il quale dietro compenso resetterà tutti gli investimenti di punti fatti, permettendovi di ridistribuire tutti i punti nuovamente.

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Ma non è finita qui. Nel paragrafo dedicato alla storia del gioco, vi abbiamo detto che il nostro protagonista è senza destino. Questo elemento oltre a essere importante nella trama ha risvolti anche nel gameplay. Ogni volta che saliremo di livello infatti, oltre a distribuire i diversi punti attributo, dovremo scegliere anche una carta del fato. Tali carte garantiranno al nostro personaggio dei bonus permanenti e potremo sbloccarne di nuove sia salendo di livello che completando missioni di gioco.

Inoltre, durante gli scontri bisognerà osservare oltre l’indicatore della salute e del mana, anche quello del Fato. Una volta che lo avremo fatto caricare al massimo, avremo la possibilità di entrare nella modalità Giudizio, grazie alla quale il tempo rallenterà tranne che per noi. Portando i nemici intorno a noi in prossimità della morte potremo infine eseguire un Mutafato, una mossa finale che ci permetterà di ottenere molta più esperienza del normale.

Parlando della difficoltà del titolo, possiamo dirvi che ci riteniamo assolutamente soddisfatti. Nella modalità normale il gioco offre un livello di sfida giusto, con un giusto equilibrio tra i danni inflitti dal nostro personaggio e quelli subiti. Molto gradita l’intelligenza artificiale dei nemici, i quali attaccheranno anche tutti insieme invece di fare la fila intorno al giocatore.

Tecnica al servizio di un mondo magico

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Se siete amanti dell’estetica fiabesca, quell’estetica in cui ogni oggetto e creatura del mondo richiama a qualcosa di magico, Kingdoms of Amlaur: Re-Reckoning vi conquisterà. Il mondo di gioco è veramente un piacere per gli occhi e, anche grazie alla colonna sonoro che si sposa perfettamente alle diverse situazioni, spinge il giocatore ad esplorare ogni angolo, in cerca di qualche nuovo oggetto o semplicemente di un nuovo scorcio. Anche l’estetica delle creature, dei nemici e degli equipaggiamenti soddisfa sempre per bellezza e varietà, dimostrando che avere una mano come quella di Todd McFarlane (creatore di Venom e Spawn ndr) può solo che essere un grande bonus.

Sul piano tecnico questa remastered svolge il suo lavoro, dando in mano al giocatore un gioco molto stabile nel frame-rate e senza problemi di sorta. Giusto la telecamera in un paio di occasioni ha deciso di compenetrarsi con il terreno durante degli scontri. Ma essendo appunto solo un paio di casi non ci sentiamo di riportarvelo come un problema che affligge il titolo.

A livello di grafica ovviamente non ci si doveva aspettare il miracolo trattandosi di una remastered e non un remake del titolo. In ogni caso si può notare un buon lavoro nella rifinitura delle texture e una cura maggiore nei colori.

Conclusioni…con un occhio al futuro

Vogliamo quindi concludere invitandovi a recuperare Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning (anche considerato che non verrà venduto a prezzo pieno), una vera perla del genere che all’epoca fu troppo sfortunata. Siamo sicuri che questo titolo sarà capace di farvi innamorare. Che sia per il suo mondo capace di apparire vivo e credibile. Che sia per l’ampia possibilità di personalizzazione del vostro eroe. O che sia per la direzione artistica del titolo, poco importa. Siamo pronti a scommettere che questo titolo sarà capace di conquistarvi. E recuperarlo potrebbe essere un’ottima idea anche in vista del 2021, quando uscirà la nuova espansione già annunciata dal team di sviluppo. Un viaggio che è rinato e adesso, è pronto a crescere.

VOTO: 9

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L'autore

Samuel Bianchi

Videogiocatore svezzato dalle sapienti mani della prima Playstation e dal Sega Mega Drive, nel tempo ha sviluppato un interesse particolare per i giochi di ruolo. Cresciuto vivendo il videogioco in solitaria, ora ha un forte desiderio di analizzare il mondo videoludico con gli altri appassionati, approfondendone le capacità aggregative e comunicative, tipiche della grande arte.

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