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Mulan 2020 – La nostra recensione

Sulla piattaforma Disney+ è arrivato l’attesissimo Mulan. I pareri sono tanti e contrastanti e per toglierci ogni dubbio abbiamo deciso di dargli una possibilità anche noi

La storia di Mulan non è solamente una, le leggende cinesi sono tante e varie ma la versione più nota è certamente quella Disney, uscita nel 1998. Con il debutto nelle sale per la prima volta negli Stati Uniti il 19 giugno del 1998 e in Italia a novembre dello stesso anno, il film animato diretto da Tony Bancroft e Barry Cook ha avuto un incasso di $305 milioni, contro i $90 milioni che sono stati utilizzati per produrlo, insomma, un bel guadagno. 

Mulan (1998)

Siamo quindi nel 2020, anno di interruzioni cinematografiche, riprese e di nuovo interruzioni, uscite in ritardo e cinema chiusi: Mulan fa parte, insieme a Tenet e The New Mutans, ad essere un film che ha cambiato molte volte la sua data d’uscita, finchè hanno deciso di distribuirlo soltanto sulla piattaforma di Disney+, in Premium Access, al modico prezzo di €21,99, evitando la distribuzione al cinema almeno per il momento, convinti che avrebbero preso una buona fetta di guadagno. Ovviamente non è stato così, i costi di produzione hanno superato i $200 milioni e attualmente è il film più piratato dell’anno. Sorpresi? Noi no.

La leggenda cinese di Mulan

Mulan è il live action dell’omonimo film d’animazione del 1998 ma in realtà a parte il nome, del cartone non c’è rimasto molto.

Hua Mulan, secondo la leggenda cinese scritta dal filosofo Liang Tao, è stata una giovane eroina arruolatasi di nascosto nell’esercito per proteggere il suo paese dagli attacchi degli Unni. Nella leggenda cinese, Mulan, dopo dodici anni di combattimenti e incredibili gesta, fu nominata generale e successivamente comandante delle armate settentrionali, il tutto continuando a nascondere il fatto di essere una donna. 

La guerra finì proprio grazie a Mulan, che batté sul campo il generale unno. Al suo ritorno fu colmata di onori imperiali e le fu proposto il posto di alto funzionario, ma lei rifiutò per poter tornare a casa dal padre. La sua vera identità fu scoperta a causa delle diatribe con un comandante anziano, che cercò in ogni modo di offrire a Mulan sua figlia come sposa, con continui rifiuti da parte della donna. Alla fine il generale, indispettito, raggiunse Mulan a casa e fu lì che scoprì la vera identità della ragazza. 

La Leggenda di Mulan

Il cartone del 1998 e il “live action”

Il cartone d’animazione della Disney è chiaramente un film per bambini, con una colonna sonora che ancora oggi fa venire i brividi. I toni cupi che vengono adottati nella seconda parte del film quando gli Unni raggiungono il villaggio, i personaggi come Mushu (qui da noi doppiato da un apprezzatissimo Enrico Papi), Cre-kee il suo portafortuna e il personaggio fondamentale di Li Shang, il figlio del generale che si innamorerà di Mulan non sono presenti. Mushu diventa una fenice che compare due volte e Li Shang non è più colui che li addestra ma un semplice compagno.  

Nel live action – se cosi può definirsi – è tutto molto diverso. Il film è lento, noioso e a tratti confusionario. Personaggi mai visti e sentiti sono stati messi lì per un totale di dieci minuti dell’intero film. 

Ad esempio il falco di Bori Kahn, interpretato da Gong Li dovrebbe essere a libera interpretazione, una Mulan che non è riuscita a risalire in superficie. Presentata come “cattiva” si rivelerà sul punto di morte una donna che è stata sempre ingabbiata cui unico scopo nella sua vita era essere qualcuno ed essere ricordata per le sue gesta eroiche e non come il braccio destro di un uomo che voleva prendere il posto dell’imperatore.

Mulan non viene scoperta a causa di una ferita provocata da un’arma durante la battaglia sulle montagne innevate, no, Mulan decide dopo l’incontro con Xian Lang di rivelare la sua identità e combattere gli Unni da sola, sconfiggendoli.

Una volta scoperta e successivamente espulsa dall’esercito, prova a spiegare che gli Unni sono vicini all’Imperatore e che lo scontro sarà imminente. 

Qui la storia sembra prendere la piega del cartone, se non fosse per il combattimento infinito sui tetti e il rumore delle spade che cozzano tra di loro facendo innervosire chiunque.

Dettagli iconici, come il taglio dei capelli con la spada o la scena in cui Mulan indossa l’armatura del padre non esistono, probabilmente sono state tagliate o, peggio, non le hanno proprio girate. La figura della sorella di Mulan è inutile e senza senso. L’eroina non ha mai avuto sorelle, nella leggenda ha un fratello minore ma non viene neanche menzionato, nel cartone è figlia unica e nel live action ha una sorella che non ha il minimo senso. 

Le canzoni non sono presenti perchè a detta dei produttori “Volevamo dare un tono più serio al cartone e raccontare la vera storia di Mulan”, e fin qui tutto bene, se solo non fosse che la vera storia di Mulan non è comunque questa! Hanno fatto un taglia e cuci tra leggenda, cartone animato del 1998 e probabilmente altri dettagli di altre storie, tappezzando il film con varie versioni differenti, come se fosse una vecchia coperta sgualcita.

Non avevamo di sicuro aspettative alte, ma neanche così basse. Dire di aver perso quasi due ore della nostra vita è riduttivo. Mulan è sicuramente il live action di cui avremmo fatto a meno molto volentieri. 

Voto: 4

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L'autore

Cristina Nifosi

Cristina, 23 anni.
Vivo e studio in Calabria, frequento il secondo anno di Comunicazione e Dams.
Appassionata di film, serie tv e fotografia.
Ho una crush infinita per Chris Evans.

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