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Captain Tsubasa Rise of New Champions, la recensione: l’audace ritorno di Holly e Benji

Captain Tsubasa Rise of New Champions recensione

Captain Tsubasa Rise of New Champions ci riporta in campo con i nostri beniamini

Se si parla di animazione giapponese e calcio è impossibile non pensare Holly e Benji, il capostipite del genere che ha segnato la cultura pop in più di una generazione. Dopo decenni dal suo esordio attraverso il manga e le varie serie animate, l’opera di Yōichi Takahashi è pronta a tornare in formato videoludico con Captain Tsubasa Rise of New Champions su PlayStation 4, Nintendo Switch e PC.

L’eredità del calcio videoludico arcade formato anime non ha mai raggiunto una piena maturità, e forse questo 2020 potrebbe rappresentare un punto di svolta in tale frangente sotto l’etichetta Bandai Namco. Noi ci siamo messi nei panni di Tsubasa, rivivendo la sua ascesa come calciatore professionista, tra rivalità storiche e tiri in porta fantascientifici, e questa è la nostra recensione del nuovo titolo calcistico dedicato alla storica coppia che ha accompagnato la nostra infanzia.

Campioni si diventa

Da buon titolo calcistico, il menù che ci si presenta in prima battuta appare piuttosto classico, non prima di aver preso parte ad un flashforward della saga di Tsubasa in cui impareremo le basi del gameplay e le regole durante una porzione narrativa, capace di farci familiarizzare con la proposta ludica del titolo. La sfida è lanciata, e dopo aver terminato la breve parentesi narrata avremo un intero menù a nostra disposizione che richiama quelle modalità che non possono mancare all’appello. Dopo aver vissuto uno degli attimi più interessanti della storia del prodigio giapponese, siamo invitati a procedere nella narrazione, grazie alla modalità che a tutti gli effetti rappresenta il piatto forte della prova di Tamsoft, ovvero la modalità Il Viaggio, in cui potremo scegliere di rivivere la storia di Tsubasa Ozora attraverso le tappe fondamentali della sua giovane carriera, grazie a Episodio Tsubasa, oppure buttarci a capofitto nell’Episodio New Hero, in cui dovremo creare da zero il nostro avatar e scalare le vette del calcio partendo da zero.

Captain Tsubasa Rise of New Champions menu

All’inizio è consigliabile dedicarsi alla storia del protagonista dell’opera, che partita dopo partita ci allenerà in tutte le funzioni di gameplay che il titolo può offrire, grazie all’arco narrativo dedicato al Torneo delle Medie in cui, nei panni dell’entusiasta Tsubasa e la Nankatsu, squadra di cui saremo leader, dovremo farci strada in ben 7 capitoli, conquistando il titolo di campioni. Assente dunque, l’arco dedicato al torneo delle elementari, che rappresenta il vero inizio del percorso del giovane centrocampista, dove ha avuto i primi contatti anche con l’altra icona della serie, il fenomenale portiere Genzo Wakabayashi (conosciuto da noi come Benji), che ha deciso di continuare la sua carriera calcistica in Germania. In una manciata di ore, rivivremo i momenti più avvincenti e critici dell’arco delle medie, grazie anche a intermezzi (perfino animati) ed eventi di gameplay che ricalcano fedelmente le gesta dell’anime se alcune condizioni in gioco saranno incontrate. Le rivalità più accese del capitano della Nankatsu saranno più vive che mai, grazie anche a personalità importanti come Hyuga Kojiro (Mark Lenders da noi), famoso per il suo Tiro della Tigre, all’insegna della spettacolarità visiva.

Captain Tsubasa mark lenders

Una volta completata l’epopea di Tsubasa, potremo dedicarci alla ben più longeva campagna dedicata al nostro calciatore, partendo da un editor alquanto ampio di contenuti personalizzabili con il quale plasmare il nostro giocatore definitivo, tra corporatura, tratti somatici e scarpini. Una volta conclusa la fase di creazione, saremo chiamati a scegliere l’istituto da cui partire, non precludendo la possibilità di interazione con gli altri personaggi, esterni dalla scuola scelta. Sarà infatti possibile creare affinità con i personaggi locali e internazionali che compongono l’universo di Captain Tsubasa per apprenderne le abilità peculiari con le quali personalizzare il kit del nostro giocatore. L’obiettivo del nostro percorso, sarà quello di partecipare alle competizioni mondiali giovanili, scontrandoci con le nazionali di tutto il mondo. Per far questo dovremo vincere ogni competizione del torneo New Hero, dimostrando di meritare la maglia della nazionale giapponese. Prenderemo parte in prima persona agli eventi narrativi su schermo, in cui avremo anche un parziale controllo delle situazioni, come poter scegliere delle risposte in alcuni dialoghi a scelta multipla che influenzeranno leggermente la trama e aumenteranno le affinità con i relativi giocatori.

Captain Tsubasa tackle

Come è intuibile, sarà possibile sviluppare il nostro personaggio, grazie anche alle affinità sopracitate che possiamo creare nella nostra carriera. Già in prima battuta, sarà possibile selezionare 5 amicizie da cui partire, grazie a un sistema di carte. Completando alcune sfide sarà possibile aprire le porte ad altri personaggi e di conseguenza ottenere le loro carte, visualizzabili per osservare quali abilità potremo sbloccare con il loro potenziamento, contribuendo alla crescita individuale e di squadra, creando altresì sinergia con gli altri giocatori. Giocando le partite, sarà possibile accrescere le statistiche del nostro giocatore, grazie a un sistema di valutazione delle prestazioni in campo che genererà punti giocatore con cui incrementare le statistiche tra le cinque disponibili: attacco, difesa, potenza, velocità e tecnica. Insomma, New Hero saprà tenervi impegnati per circa 20 ore tra dialoghi e partite, creando nel complesso un’esperienza avvincente e godibile, soprattutto per i fan della serie.

Captain Tsubasa pass

Il calcio-spettacolo più arcade

Focalizzandoci sull’effettivo impianto ludico di Captain Tsubasa Rise of New Champions, troviamo un arcade che non ha competitor diretti, con una formula tutta sua e lontano da una qualsivoglia simulazione calcistica. Ciò che tuttavia il titolo riprende dai titoli sportivi più blasonati, è la gestione della squadra pre-partita, con tattiche impostabili (richiamabili attivamente poi in gioco), modulo selezionabile e scelta dei membri per lo schieramento di partenza. Meccaniche che fanno la loro figura, ma come vedremo, nell’effettivo saranno fine a se stessi, lasciando spazio alla spettacolarità più pura al netto del bilanciamento generale, tra dribbling a catena, colpi acrobatici e tiri letali dalla lunga distanza.

Ogni giocatore ha un proprio kit di abilità e specifiche che possono tornare utili in base al ruolo e ad alcune azioni, I giocatori più abili avranno a disposizione dei tiri peculiari e dribbling dedicati con tanto di zoom sulla scena e coreografie ispirate alle produzioni animate. I comandi non si discostano molto da quelli di un qualsiasi titolo calcistico, tra passaggi, filtranti, tiri, passaggi alti e scivolate. Proprio i dribbling avranno un ruolo cruciale nell’avanzamento in campo dei giocatori, poiché l’intelligenza artificiale, che abbiamo trovato abbastanza schematica, altalenante e complessa da gestire soprattutto nelle prime fasi, ci sarà addosso non appena toccheremo palla. Grazie ai grilletti destri del controller attiveremo le meccaniche di dribbling che se utilizzate al momento giusto ci permetteranno di saltare gli avversari. Saltare più di un avversario di fila garantirà un bonus alla velocità di ricarica dell’indicatore di tiro e dello spirito, nonché diversi bonus statistici per un breve periodo. Quest’ultimo, rappresentato da un apposito indicatore giallo, è il fulcro del gameplay di Captain Tsubasa Rise of New Champions, grazie al quale sarà possibile gestire la resistenza dei giocatori nella corsa e nelle azioni, tra dribbling e tecniche.

Captain Tsubasa power dribbling

Qualsiasi azione in campo, come rubare un pallone in scivolata o effettuare un super tiro, consumerà lo spirito, che si ricaricherà automaticamente con il passare del tempo. L’estremo difensore sfrutterà la barra dello spirito per parare i tiri, e ciascuno di essi indebolirà maggiormente il valore, che una volta prossimo allo zero permetterà l’entrata dei palloni. Tuttavia i portieri riprenderanno un po’ di spirito dopo ogni gol subito e tra un tempo e l’altro. Tra le tante tecniche possibili con lo spirito troviamo i passaggi precisi ad effetto e i super tiri, effettuabili solo con un quantitativo minimo di spirito al momento del caricamento della relativa tecnica e che daranno il via a sequenze spettacolari che interesseranno scenicamente anche i portieri, intenti a intercettare i colpi più iconici dell’anime. I giocatori dotati di tecniche di blocco invece, possono attivarle consumando metà del loro spirito e posizionandosi davanti a un giocatore che ha effettuato una tecnica di tiro. Se il blocco riesce, la potenza del tiro si riduce, e se scende a zero la palla viene rubata. Vi sono poi dei momenti scenici di contrasto per il possesso palla durante un cross o scivolate che innescheranno la contesa per il pallone, risolvibile con la pressione ripetuta dei quattro tasti del quadrante destro del controller.

Le intere squadre saranno in grado di sfruttare l’indicatore “Zona V”, che cresce dopo ogni azione individuale andata a buon fine e che con la pressione di un tasto garantirà un determinato periodo di tempo in cui la carica dello spirito e dei tiri/passaggi di tutti componenti sarà estremamente ridotta. Grazie a questo status, oltre che ad essere fulminei nell’esecuzione di ogni tipo di azione, ci dimostreremo più letali del previsto, andando praticamente a raddoppiare il numero di azioni nel breve periodo e innescando, se disponibili, degli effetti peculiari dati dal capitano della relativa squadra. Se la stessa barra dedicata non è ancora stata attivata, saremo in grado di utilizzarla tutta per far effettuare una parata speciale al nostro portiere che indipendentemente dal proprio spirito, fermerà il colpo.

Captain Tsubasa kick

Il tutto si è dimostrato piuttosto divertente e all’insegna della spettacolarità visiva, facendo emergere però una buona dose di ripetitività di fondo, in cui alterneremo sezioni di attacco e difesa (dove il fallo non è contemplato) continue con l’intento di sfiancare il portiere avversario per trovare finalmente la rete. Tuttavia, il coinvolgimento mirato ai fan che riesce a generare il titolo è invidiabile, a fronte della poca profondità, precisione e qualsivoglia strategia.

Ad ogni modo, il livello contenutistico della produzione si è dimostrato di ottimo livello, grazie anche alle modalità più classiche, come versus, in cui è possibile affrontarsi in cooperativa locale fino a 4 giocatori e versus online, in cui sarà possibile competere in stanze multigiocatore con la possibilità di scalare la classifica mondiale grazie agli Incontri di Lega o dilettarsi semplicemente in incontri singoli. In Captain Tsubasa Rise of New Champions avremo anche la possibilità di creare le nostre personalissime squadre in Modifica definitiva, che potremo impiegare nelle modalità versus dando libero sfogo alla nostra creatività calcistica, andando a definire un vero e proprio dream team.

Captain Tsubasa benji

Dribbling alla tecnica

Captain Tsubasa Rise of New Champions è una gioia per gli occhi e la sua forte natura di tie-in richiama molto da vicino la serie animata di appartenenza, grazie ad un cel shading pulito che rende giustizia all’opera d’origine e una costruzione poligonale semplice, esprimendosi al meglio nelle scene d’intermezzo di gameplay durante le fasi di tiro e di parata. Purtroppo, proprio nelle fasi di gioco vere e proprie, ci duole constatare la poca cura riposta nelle animazioni, sia di corsa che dei tiri classici, dove tutto sembra ingessato e davvero poco appagante alla vista. Un frame rate ballerino su Ps4 standard dai 30 in giù e per nulla piacevole all’occhio, contribuisce a rovinare i momenti meno scenici, dall’entrata dei giocatori sul campo fino alla partita vera e propria. I momenti migliori, a conti fatti, restano quelli spettacolarizzati, che non risentono minimamente di una costruzione tecnica superficiale e della pochezza dell’ottimizzazione generale. La colonna sonora invece, si è rivelata di ottimo livello, accompagnando ogni momento, dai menù fino alla scesa in campo, con cognizione e imponenza, rendendo avvincente ogni momento. La traduzione in italiano dei testi, con audio giapponese, è come da tradizione azzeccata e mai scomposta, andando a comporre un costrutto audiovisivo che favorisce l’immersione nell’immaginario del mangaka.

Captain Tsubasa field

Conclusioni

Captain Tsubasa Rise of New Champions è un inno alla nostalgia, un tie-in pieno di amore che mira dritto ai cuori dei fan che da tempo aspettavano un gioco ultra fedele dedicato al prodigio giapponese del calcio, e che oggi possono ritenersi in parte fortunati, trovandosi di fronte all’iterazione videoludica più concreta e completa in circolazione. Tuttavia la grande longevità, l’energia e l’estetica strabordante non bastano per nascondere alcune imperfezioni strutturali di gameplay e la poca profondità, permeata da un discreto tasso di ripetitività, di una produzione che nonostante la buona volontà non riesce ad imporsi come arcade calcistico appetibile anche per chi non vive di soli Holly e Benji.

Ad ogni modo, il titolo riesce ad intrattenere e divertire, grazie anche alla curiosità di testare e sperimentare ogni super tiro o colpo combinato all’interno del gioco, tipico del manga di Takahashi, che saprà accontentare chi cerca lo sport del calcio più fantasy da poter controllare e condividere in compagnia, finalmente tra ore di contenuti di buona qualità che indubbiamente faranno la felicità di tutti gli appassionati.

Pro

  • Scenico ed esagerato come vuole la tradizione
  • Fruito in compagnia sa divertire e intrattenere
  • Contenutisticamente appagante

Contro

  • Macchinoso e talvolta impreciso
  • Tecnicamente debole
  • Spettacolarità a discapito del bilanciamento

VOTO: 7.5

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L'autore

Mirko Proietti

Videogiocatore dal 1999, all'età di 3 anni la prima esperienza con Mega Drive e PlayStation in contemporanea. Predilige il genere Platform, ma da sempre mantiene una visione a 360 gradi del panorama videoludico. Laureato in comunicazione e orientato allo sviluppo tecnologico, cerca la completezza nella produzione del videogioco, che tende a considerare un'arte vera e propria.

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