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Sword Art Online: Alicization Lycoris, la recensione – System Alert?

Sword Art Online: Alicization Lycoris

Sword Art Online: Alicization Lycoris ci catapulta ad Underworld insieme a Kirito ed Eugeo…e qualche sorpresa

Sin dalla sua uscita, la serie di Sword Art Online ha rappresentato un fenomeno a livello mondiale. L’uscita della serie animata contribuì ulteriormente (se non in buona parte) ad accrescerne la fama, innalzando l’opera di Reki Kawahara tra le più seguite degli ultimi anni. Non sorprende dunque che Bandai Namco abbia puntato sul brand per provare a regalare al pubblico dei videogiochi degni di nota. Sword Art Online: Alicization Lycoris è solo l’ultimo dei titoli pubblicati dalla casa giapponese e sviluppati da Aquria. Il titolo, che riprende l’arco narrativo ambientato ad Underworld, sarà riuscito a migliorare i precedenti capitoli? Scopriamolo insieme nella nostra recensione.

La storia che ricordavamo…più o meno

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Dopo un breve scontro con l’Administrator utile a familiarizzare con i primi comandi di gioco, la storia di Sword Art Online: Alicization Lycoris inizia sin da subito a ricalcare ciò che si era visto nell’opera animata. Kirito si risveglierà all’interno di una foresta senza ricordare come sia arrivato lì e con l’intento di comprendere in quale mondo virtuale sia finito. Per tutto il resto del gioco la storia ripercorre quella che abbiamo conosciuto, apportandovi però alcune importanti modifiche. Tra colpi di scena, un personaggio principale nuovoun arco narrativo inedito, la scoperta del titolo risulterà piacevole anche per coloro i quali hanno già vissuto l’esperienza animata.

Diverso il discorso per coloro che non hanno mai seguito la serie. Essendo l’arco narrativo del gioco il quinto in ordine cronologico, seguire la storia senza essere a conoscenza degli eventi pregressi è altamente sconsigliato, ma non impossibile. Gli eventi narrati rappresentano in un certo senso una storia a sé, permettendo comunque di seguire le vicende di Kirito e compagni. Ma ripetiamo, non è consigliabile.

Per quanto riguarda il come si è deciso di narrare la storia non ci siamo. Il team di sviluppo ha infatti deciso di adottare uno stile da visual novel, con i disegni (non i modelli) dei personaggi in primo piano, con uno sfondo dell’ambiente e i dialoghi. Uno stile che in un JRPG come questo, si incastra veramente male. Non sono pochi infatti i momenti in cui ci ritroveremo ad ascoltare una decina di minuti (o più) di dialoghi per far progredire la storia, senza dover compiere altra azione che non sia premere X. Avremmo decisamente preferito dei filmati realizzati con la grafica di gioco, i quali avrebbero garantito maggiore dinamicità alla narrazione.

System Alert

Se abbiamo deciso di citare il noto messaggio di errore che appare nell’occhio dei protagonisti dell’anime sia qui che nel titolo della nostra recensione, è per mettere in primo piano il grande problema di questo gioco. Il lato tecnico. Sword Art Online: Alicization Lycoris dobbiamo bocciarlo totalmente su questo piano. Passando dal dettaglio grafico più simile a quello della scorsa generazione di console, a un frame rate da mani tra i capelli, il titolo risulta tremendo.

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E se il colpo d’occhio grafico può anche non risultare un problema per alcuni, altre magagne tecniche sono decisamente più fastidiose. Il gioco soffre di alcuni problemi di compenetrazione tra i modelli. Ci siamo ad esempio ritrovati a rimanere incastrati in una parete mentre il nostro nemico ci uccideva senza problemi. O ancora, abbiamo trovato davvero legnose le animazioni di movimento dei nostri personaggi, caratteristica riscontrata anche nei combattimenti, rendendoli pesanti e per nulla soddisfacenti.

Grandissima nota dolente anche la gestione della telecamera, la quale risulta capace di confondere il giocatore anche durante un combattimento in campo aperto. Nei luoghi più stretti? Potreste giocare bendati, la differenza non ci sarebbe. La cosa è dovuta in parte alla grande dinamicità delle mosse utilizzate dai nostri protagonisti e la velocità dello scontro stesso. Ma questa non può certo essere una scusante.

Infine, il già citato frame rate. I cali, anche drastici, sono frequenti e avvengono in tutte le fasi di gioco. Se dei piccoli cali potrebbero essere giustificabili in fasi di combattimento con tre personaggi e un mostro medio-grande (i quali soffrono inoltre di hit box alquanto ballerine), non capiamo come siano possibili in normali fasi di esplorazione senza troppi elementi a schermo, anche considerando la qualità grafica del titolo.

Questo lato tecnico risulta pertanto un qualcosa sul quale difficilmente il giocatore riesce a sorvolare, in quanto va ad inficiare non poco l’esperienza di gioco. Cosa che dispiace ancora di più nel momento in cui si esplora la struttura del gameplay.

Varietà e profondità: le parole chiave del gameplay

Il lavoro svolto da Aquria sul versante del gameplay di Sword Art Online: Alicization Lycoris è lodevole. Al giocatore vengono offerte davvero tante possibilità, sia sul piano del combat system che sulle attività nei momenti di “pace”.

Durante quest’ultime avremo la possibilità di esplorare liberamente il mondo di gioco, potendo interagire con alcuni NPC, i quali ci forniranno delle missioni secondarie. Queste le abbiamo però trovate per nulla ispirate. La quasi totalità sono infatti la tipica missione che ci richiede di andare da punto A a punto B, a volte senza nemmeno dover combattere un nemico.

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Nelle nostre esplorazioni potremo anche raccogliere dei materiali e pescare. Entrambe le attività risulteranno utili a racimolare risorse da sfruttare nelle meccaniche della cucina o come materiali per gli artigiani. Con la prima funzionalità avremo la possibilità di creare risorse utili durante lo scontro (pozioni, trappole ecc.). Gli artigiani invece ci permetteranno di migliorare il nostro equipaggiamento. Portandogli più volte dei materiali inoltre, questi potrebbero decidere di regalarci una ricetta, che ci permetterà di fabbricarci da soli quel determinato oggetto.

Infine, nelle mappe al di fuori delle citta sarà possibile trovare dei forzieri di due tipi. Un tipo normale, il quale ci fornirà equipaggiamento, e i forzieri sigillati. Questi saranno difesi da un nemico da battere prima di poter accedere al contenuto. La peculiarità di questo tipo di forziere è insita oltre nei premi più ricchi, nella possibilità di riscattarli più volte.

Ma la vera varietà del gameplay esce fuori quando parliamo del combat system.

Il Combat System

Le possibilità offerte al giocatore su questo piano sono vermente molte e non dimenticano nessun aspetto del combattimento, rendendolo senza dubbio la parte migliore del titolo. A partire dalla gestione delle abilità. Il giocatore avrà infatti la possibilità di sviluppare le proprie abilità tramite i PA e modellare al proprio piacimento il suo stile. Sviluppabili tramite un classico skill tree, esse si dividono in:

  • Extra: vanno ad influenzare azioni base nello scontro
  • Spada: infliggono grandi danni ed effetti di stato
  • Battaglia: donano effetti temporanei al giocatore
  • Passive: quando impostate, donano effetti permanenti al giocatore

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Una volta ottenute queste abilità saranno personalizzabili. Spendendo altri PA potremo modificarne gli effetti. Ogni modifica comporterà dei bonus e dei malus rispetto l’effetto base, permettendo al giocatore una personalizzazione estrema della propria build.

Le varie abilità potranno essere assegnate a un determinato tasto in modo da poterle usare facilmente durante lo scontro e, inoltre, potremo selezionare un’abilità “fine combo”. Come dice il nome, questa si attiverà automaticamente ogni qualvolta porteremo a termine una combo.

Anche l’equipaggiamento contribuisce ad aumentare la profondità del combat system di Sword Art Online: Alicization Lycoris. Potremo infatti assegnare a ogni abilità un equipaggiamento specifico, il quale verrà equipaggiato in automatico ogni qual volta andremo ad usare l’abilità. La cosa ci permetterà di capitalizzare al meglio ogni attacco, sfruttando sempre l’arma migliore. Da segnalare la possibilità di potenziare gli equipaggiamenti stessi, attraverso l’inserimento negli spazi appositi dei complementi, i quali doneranno abilità ed effetti passivi.

Al fine di rendere al meglio la nostra build costruita con tanta cura, dovremo tenere conto della Competenza. Più useremo un determinato tipo di arma, più la nostra Competenza con essa aumenterà, facendoci sbloccare abilità e aumentando il nostro output di danni.

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Parlando delle possibilità nel vivo dello scontro, citiamo la meccanica del Rischio. Accanto alla nostra barra della vita, avremo altre due piccole linee. Una (in viola) è quella dei PA disponibili, per poter usare le abilità. L’altra, la barra arancione, è quella del Rischio. Colpendo il nemico caricheremo la sua barra, la quale una volta riempita lascierà l’avversario in uno stato di simil “stordimento”, permettendoci di infierire su di lui.

Altra barra da tenere in considerazione è quella delle Arti, la quale ci permetterà di sfoderare tre tipi di attacchi:

  • Arti super: rallentano il tempo mentre il giocatore continua a muoversi a velocità normale. In questa fase le abilità non costeranno PA, ma aumenteremo il nostro indicatore di Rischio.
  • Arti finali: sferrano un singolo attacco potentissimo, facendo aumentare l’indicatore Rischio del nemico.
  • Arti alleato: verremo aiutati da uno dei nostri compagni

Chiudiamo con gli ultimi due aspetti del combattimento. Il primo è la possibilità di inibire temporaneamente alcune parti dei nostri avversari. Attaccando ripetutamente il braccio di un nostro nemico ad esempio, potremo inibirlo impedendogli di usare determinate abilità e facendolo entrare in stato di Pericolo. Dopo un determinato periodo di tempo, quelle parti torneranno però in funzione.

Abbiamo poi le Arti Sacre. Per chi non fosse avvezzo al mondo di SAO, possiamo paragonarle alle magie. Ne esistono otto diversi tipi e tutte avranno effetti diversi. Ad esempio l’Arte Sacra del Vento, ci permetterà di muoverci più velocemente. O ancora, quella dell’Oscurità vi permetterà di essere meno visibili agli occhi dei nemici.

In conclusione, questa varietà e possibilità di personalizzazione nel combat system è ciò che permette a Sword Art Online: Alicization Lycoris di risultare quanto meno intrigante e godibile.

Un mondo fantastico dalle melodie soavi

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Concludiamo la nostra analisi del titolo parlando della direzione artistica di Sword Art Online: Alicization Lycoris. Parlando di un’opera derivativa ovviamente il materiale da cui attingere era ampio e preesitente. Ma il team di Aquria ha svolto un lavoro ottimo nel ricreare gli ambienti visti nella serie animata, fornendoci un mondo vivo e colorato. Anche il design dei nemici risulta particolarmente interessante e abbastanza vario sin dalle prime ore di gioco.

Menzione particolare per la colonna sonora del titolo. Ereditando molte tracce dalla versione animata, il risultato non poteva che essere eccellente. La colonna sonora della serie di Sword Art Online del resto, è sempre stata uno dei maggiori punti di forza. E questo capitolo videoludico non è da meno.

Sul versante della direzione artistica ci sentiamo quindi di promuovere ampiamente il lavoro svolto facendo solo un piccolo appunto. Il team di sviluppo ha deciso, giustamente, di riproporre gli effetti di luce tipici della serie nel momento in cui si vanno ad utilizzare le abilità di spada. La cosa risulta leggermente confusionaria in certe fasi dello scontro, andando ad aggiungere ulteriori effetti di luce a schermo. Come detto approviamo la scelta stilistica, semplicemente avremmo preferito una scelta di colori ed effetti più delicati.

In conclusione…

Sword Art Online: Alicization Lycoris è un titolo risucito a metà. Se da un lato troviamo un gameplay interessante, con un combat system molto profondo e altamente personalizzabile, dall’altro abbiamo un comparto tecnico per certi versi tragico. E sfortunatamente alcuni di questi problemi vanno inevitabilmente a inficiare la godibilità del gameplay. Non per questo però, ci sentiamo di bocciare il lavoro di Aquria. Questo titolo deve essere preso come uno spunto per il futuro. Deve costituire l’infrastruttura sulla quale costruire i futuri capitoli. Quando le mancanze di un titolo sono sul versante tecnico e non su quello prettamente ludico si può sempre sperare in un passo in avanti. Certo, parliamo di una serie di videogiochi che ha alle spalle già diversi passi falsi e che quindi sarà chiamata a un cambio di rotta immediato se vorrà mantenere la fiducia dei fan.

Pro

  • Combat system vario e altamente personalizzabile
  • Direzione artistica degna di nota
  • La storia aggiunge un intero arco arrativo inedito

Contro

  • Non molto accessibile per chi non segue la saga animata
  • Lato tecnico tragico sotto molti aspetti
  • Modalità di narrazione degli eventi non adatta al genere

VOTO: 7

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L'autore

Samuel Bianchi

Videogiocatore svezzato dalle sapienti mani della prima Playstation e dal Sega Mega Drive, nel tempo ha sviluppato un interesse particolare per i giochi di ruolo. Cresciuto vivendo il videogioco in solitaria, ora ha un forte desiderio di analizzare il mondo videoludico con gli altri appassionati, approfondendone le capacità aggregative e comunicative, tipiche della grande arte.

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