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Videogames Approfondimento

Outriders, l’anteprima: la sorpresa di Square Enix stupisce

Outriders Copertina

Ecco la nostra anteprima di Outriders! 

Square Enix è pronta ad affacciarsi alla prossima generazione di console, ed è pronta a farlo con un titolo ingiustamente passato in sordina, che tuttavia avrà sicuramente tantissimo da dire. Mesi fa è stato infatti annunciato Outriders, il nuovo titolo dei ragazzi di People Can Fly in uscita entro fine 2020 sia sulla current gen, sia su Xbox Series X e PlayStation 5. Diciamo “ingiustamente passato in sordina” essenzialmente per due motivi: il primo è quello relativo ai nomi in ballo per quanto riguarda la produzione, il secondo invece è relativo alla percezione, sbagliata ma comprensibile, che l’utenza ha avuto nei confronti del titolo.

Riguardo alla produzione, non possiamo assolutamente ignorare il fatto che i ragazzi di People Can Fly, già autori di Gears of War Judgment e dell’ottimo Bulletstorm, titolo recentemente rimasterizzato, abbiano sicuramente una grande esperienza e soprattutto grande inventiva. I due titoli in questione coniugavano infatti un ottimo sistema di shooting a delle discrete trovate che innovavano, seppur parzialmente, una struttura ludica non propriamente “originale”. È dunque lecito aspettarsi dalla software house, forte anche della collaborazione con Square Enix, un titolo ben strutturato e valido, che potrà sicuramente dire la sua in un genere, quello dei looter shooter, che negli ultimi anni ha visto un’enorme proliferazione.

Lo scetticismo dell’utenza nei confronti di Outriders invece probabilmente deriva dal fatto che i trailer di presentazione del titolo, per quanto spettacolari, mostravano un videogioco ispirato in maniera fin troppo netta a Destiny ed a Gears of War, mettendo in mostra una derivatività che i videogiocatori non amano né ameranno mai, se non in specifici casi.

Abbiamo avuto la fortuna di essere stati invitati da Square Enix a provare una piccola porzione di Outriders, e possiamo finalmente dire cosa ne pensiamo, in attesa dell’uscita definitiva del titolo, fissata come già detto per fine anno. Possiamo subito dirvi che il titolo ci ha stupito in positivo, e che potrà sicuramente rappresentare una delle sorprese di fine anno. Curiosi? Continuate pure nella lettura!

Gameplay e sistema di shooting

Outriders si presenta come un “classico” third person looter shooter da giocare sia da soli che in coop online con altri amici; un nuovo gioco che si innesta, pur non essendone uno, nel solco dei tanto vituperati game as a service, che sembra però, grazie ad alcune ottime trovate, capace già di dire la sua in una build molto lontana da quello che sarà poi il gioco completo. Una volta vestiti i panni del nostro personaggio, che sarà liberamente personalizzabile sia nell’aspetto sia, e soprattutto, nella classe scelta, ci ritroveremo in delle location enormi, disseminate sia di nemici, sia di elementi utili ad espandere la lore del titolo e di Enoch, il pianeta che ospita l’intera avventura, che a quanto pare avrà un ruolo tutt’altro che secondario all’interno del gioco.

Imbracciate le nostre armi, ci siamo subito ritrovati assaltati da esseri umanoidi pronti ad eliminarci con tutti i mezzi a loro disposizione. Durante i vari scontri, tutti estremamente difficili, abbiamo recuperato varie armi: fucili di precisione, mitragliatrici, fucili d’assalto e fucili da cecchino.  Lo shooting risulta essere abbastanza appagante, nonché estremamente frenetico e divertente; il feeling donato dalle armi in nostra dotazione, così come da quelle trovate tra i forzieri disseminati nella mappa è ottimo e particolarmente piacevole. Ogni arma restituisce infatti tutta l’intensità dei suoi colpi sia per quanto riguarda i danni, sia grazie agli ottimi effetti di smembramento dei vari mob, che ci hanno ricordato parecchio il reboot di Doom. Da rivedere invece il sistema di coperture, che ci è sembrato leggermente macchinoso e difficile da padroneggiare, quantomeno durante la nostra breve prova.

Le classi, le vere protagoniste di Outriders

Ma a farla da padrona in Outriders non sono le armi, che sono comunque una componente fondamentale del titolo, come è ovvio che sia, quanto piuttosto le abilità del nostro personaggio, che non risultano essere solo delle mosse speciali utili ad infliggere più danni, quanto piuttosto degli elementi essenziali e fondamentali del gameplay. Padroneggiare ed utilizzare correttamente le tante skills presenti risulterà essere particolarmente difficile, ma allo stesso tempo incredibilmente appagante, poiché grazie al corretto utilizzo di esse potremo uscire dagli scontri non illesi, ma quasi. I vari e spettacolari attacchi speciali saranno infatti capaci non solo di infliggere gravi danni ai mob, ma anche malus di ogni tipo. Si passa da tick di danni fissi a causa di una bruciatura a dei campi rallentanti, arrivando fino a colonne di fuoco o lame temporali capaci di accelerare l’invecchiamento dei nemici portandoli rapidamente alla morte. Tuttavia ogni personaggio potrà equipaggiare un massimo di tre abilità attive alla volta, intercambiabili in qualsiasi momento tramite un apposito menu. Ciò rende il gameplay di Outriders più profondo di quanto sembri, dato che un corretto setup può fare tutta la differenza del mondo.

Per il momento Outriders permette di scegliere tra tre diverse classi: Pyromancer, Trickster e Devastator. In questa nostra breve analisi ci soffermeremo in particolare sulle prime due classi, che abbiamo avuto modo di provare durante l’anteprima.

Il Pyromancer

Il Pyromancer, come facilmente intuibile, padroneggia l’elemento del fuoco. Grazie a colonne infuocate, a sfere incandescenti ed ondate di cenere, il Piromante risulta essere una classe estremamente versatile, equilibrata sia nel combattimento “melee” sia in quello a distanza, capace non solo di infliggere gravi danni ai nemici ma anche di immobilizzarli rendendoli vulnerabile cenere. Quest’ultima abilità è risultata particolarmente utile durante gli scontri contro le orde di nemici, che sono sicuramente più facili da ammaestrare se immobilizate. Nonostante delle meravigliose skills tuttavia, il Pyromancer ci è sembrato una classe piuttosto “classica” e standard da utilizzare, che garantisce sì un notevole equilibro ma anche un gameplay piuttosto “normale”.

Pyromancer di Outriders

Il Trickster

Il Trickster invece è, secondo noi, la classe più divertente dell’intera produzione. A differenza del Pyromancer infatti l’utilizzo del Trickster rende l’intero gameplay meno frenetico, ma estremamente tattico. Grazie alla manipolazione del tempo sarà infatti possibile rallentare nemici lontani, creare delle bolle temporali utili a schivare i lenti proiettili nemici, accelerare come già anticipato l’invecchiamento degli stessi per portarli ad una precoce morte, ed addirittura creare scompiglio nelle varie arene presenti su Enoch per poi tornare, grazie ad un varco temporale, ad un punto da voi scelto; quest’ultima abilità, per intenderci, ricorda le ulti di Tracer di Overwatch e Phoenix di Valorant.

Il sistema di cura

Da segnalare inoltre che la classe scelta influenza anche il sistema di cura del personaggio. Dimenticate le cure disseminate lungo la mappa, così come il riposarsi dietro una copertura per guadagnare HP; l’unico modo per recuperare vita in Outriders è uccidere, nella maniera più spettacolare possibile, i nemici presenti. Se però il Trickster riacquisterà vita dopo ogni uccisione, qualunque sia il modo in cui essa viene compiuta, il Pyromancer si potrà curare solo eseguendo degli headshot. Tale feature ci è sembrata ben implementata e molto interessante, e riesce a dare dimostrazione di tutto il talento dei ragazzi di People Can Fly.

Appare chiaro insomma come la scelta della classe influenzi, come già anticipato, non solo le abilità utilizzabili quanto piuttosto l’intero gameplay, che subirà sensibili modifiche in base al percorso che intraprenderemo con il nostro personaggio.

Trickster di Outriders

Difficoltà alta, qualità visiva pure!

Chiudiamo questa breve anteprima con due considerazioni: una riguardante la difficoltà, ed una riguardante il comparto tecnico. Riguardo la prima, bisogna segnalare la presenza di livelli di difficoltà cd. dinamici, denominati World Tiers, che aumenteranno o diminuiranno in base alle nostre prestazioni in game. Se infatti riusciremo agevolmente ad uccidere nemici, il World Tier aumenterà al fine di renderci le cose estremamente difficili. Già in World Tier 3 abbiamo riscontrato un livello di difficoltà particolarmente alto, a tratti frustrante, che ci ha obbligato ad abbassare il Tier (modificabile in qualunque momento) ad un più facile Tier 2. Altra scelta, questa, estremamente apprezzabile e molto, molto originale.

In merito al comparto tecnico invece, non possiamo non fare sin d’ora un plauso ai ragazzi di People Can Fly. Nonostante infatti abbiamo provato il gioco in remoto, e nonostante la build sia ben lontana dalla sua versione finale, il titolo risulta già essere estremamente ispirato dal punto di vista artistico nonché molto bello da vedere.

In conclusione..

Insomma, nonostante alcuni elementi siano effettivamente derivativi, non possiamo non promuovere quanto abbiamo avuto modo di vedere e giocare. Outriders ci ha infatti sorpreso grazie ad un gameplay divertente, appagante e studiato, che riesce a spiccare grazie ad un approfonditissimo sistema di abilità che non vediamo l’ora di studiare più a fondo, così come non vediamo l’ora di mettere le mani su una versione finale del titolo. Peccato non aver avuto la possibilità di giocare in multiplayer! Appuntamento a fine 2020 per la recensione completa!

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L'autore

Carlo D'Alise

Videogiocatore dagli indimenticabili tempi dello SNES. Praticante avvocato nel tempo libero, appassionato in particolare di Action, Soulslike ed RPG, ma in generale del videogioco in (quasi) tutte le sue declinazioni. Sono ad un panino dall'obesità.

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