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Tech Approfondimento

Le conseguenze di un successo: l’incredibile lascito della missione Crew Dragon Demo-2

lancio crew dragon

Il lancio della Crew Dragon Demo-2 è stato un successo. Analizziamo insieme le conseguenze

Finalmente, alle 21.22 del 30 maggio, il Falcon 9 di SpaceX ha portato in orbita la Dragon 2 con a bordo i due astronauti statunitensi protagonisti di questo ennesimo piccolo passo per l’uomo ma, mai come oggi, grande passo per l’umanità.

Vediamo insieme perché il lancio della missione Crew Dragon Demo-2 resterà nei libri di storia e sarà sicuramente considerato come il punto di partenza per i prossimi e futuri successi spaziali.

Il definitivo sconfessamento di terrapiattisti e complottisti

Probabilmente trattare questo punto sarebbe superfluo, ma è ugualmente importante partire dalle conseguenze più ovvie ma non per questo da considerate scontate.

Là fuori, mentre un nutrito gruppo di uomini di scienza perde quotidianamente il sonno per permetterci di raggiungere risultati sempre più strabilianti, alcune persone continuano a portare avanti alcune battaglie dalla dubbia utilità.

I terrapiattisti continuano ad affermare che la Terra non sia tonda. In effetti hanno ragione. La forma della Terra può essere approssimata infatti con quella di uno sferoide oblato. Si tratta di una figura particolare, assimilabile a una sfera ma schiacciata ai poli e rigonfia all’equatore.

É questa la forma che vedono gli astronauti quando raggiungono l’orbita bassa terrestre, ad un’altitudine compresa tra i 160 e i 2000 km. Ed è la forma che abbiamo potuto ammirare anche noi, per l’ennesima volta, come se ce ne fosse ulteriormente bisogno, dalle telecamere che riprendevano in diretta i vari momenti del lancio, fino a quando la capsula Dragon non si è staccata dal primo e dal secondo stadio e ha iniziato a viaggiare verso la ISS.

E a proposito del primo stadio, il lancio in questione (e il successivo recupero) ha permesso anche di zittire nuovamente i complottisti che credono sia tutta finzione e computer grafica.

Diciamo che, nel caso specifico, l’assist per l’ennesimo complotto è stato fornito da Musk stesso. La piattaforma drone Of Course I Still Love You, (destinata al recupero del primo stadio riutilizzabile del Falcon) ha infatti perso la connessione con la sala di controllo proprio mentre il razzo stava atterrando, per poi riprendere a trasmettere, pochi secondi dopo, con il primo stadio perfettamente parcheggiato.

Le polemiche e i dubbi non sono tardati ad arrivare, con tante persone che hanno sollevato dubbi sulla veridicità del recupero. Secondo le tesi più “accreditate”, il Falcon sarebbe caduto nell’oceano e in pochi secondi avrebbero sostituito il live feed della piattaforma con un video creato ad hoc per simulare la riuscita.

La cosa potrebbe anche avere senso, se non fosse che negli ultimi anni SpaceX non ha mai nascosto non solo i successi più eclatanti ma anche i fallimenti più spettacolari, tra razzi che esplodono al decollo (l’ultimo solo pochi giorni fa, con un prototipo di Starship in fiamme) e stadi non recuperati e finiti in mare.

C’è da dire inoltre che la piattaforma ha solo perso il collegamento in diretta (a causa delle forti vibrazioni del Falcon in avvicinamento) ma, appena andranno a recuperare il razzo, potranno accedere alla registrazione completa del recupero.

La conferma che il sodalizio tra pubblico e privato funziona

In tanti avevano dubbi a riguardo, non fidandosi di un eccentrico imprenditore come Elon Musk che fa della spettacolarità e dell’eccesso il suo business. É un privato, le sue sono società per azioni, è normale quindi pensare che il suo interesse primario sia il guadagno.

Questo discorso, applicabile a qualsiasi altro imprenditore presente sulla faccia della Terra, cade, parzialmente, quando si tratta di Elon Musk.

I soldi sembrano essere per lui un accessorio, con le azioni di Tesla e SpaceX che fanno le montagne russe ogni volta che Musk fa un’uscita pubblica controversa. E c’è da dire che di controversie riguardo l’imprenditore sudafricano ce ne sono state tante di recente. Tra il fumare marijuana in diretta e il dare un nome poco convenzionale al suo ultimo figlio, si capisce bene la natura di Elon Musk.

La verità è che, forse anche grazie a questa sua natura particolare, il connubio funzione, anche meglio di quanto entrambe le parti in gioco sperassero.

Non era ovviamente la prima volta che la NASA faceva affidamento alle capsule Dragon per le sue missioni.

Fino ad ora c’erano state diverse missioni senza equipaggio, con finalità di test o di rifornimento per la ISS, ma mai un vettore privato aveva portato in orbita due esseri umani.

Le possibilità adesso sono infinite. Non solo per NASA, ESA, RKA, JAXA e CSA che adesso hanno un vettore alternativo alle Soyuz per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale, ma anche per i privati che vogliono provare l’ebrezza di un volo orbitale.

Necessità scientifiche e finalità di guadagno si incrociano a doppio filo in quello che sarà il tema dominante dei prossimi decenni di esplorazione spaziale.

Prossima fermata? Marte.

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L'autore

Gabriele Pati

Cresciuto con libri di cibernetica, insalate di matematica e una massiccia dose di cinema e tv, nel tempo libero studia ingegneria, pratica sport e cerca nuovi modi per conquistare il mondo.

Vanta il poco invidiabile record di essere stato uno dei primi con un account Netflix attivo alla mezzanotte del 22 ottobre 2015.

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