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Run with the Wind | Cosa vuol dire correre? [Contiene Spoiler]

Il significato della Corsa

Se dovessimo iniziare a dibattere su quale sia il più grande pregio di Run with the Wind, ci sarebbe sicuramente molta carne da mettere al fuoco. Qualcuno però deve pur iniziare, e quindi eccovi quest’articolo.

Il più grande pregio di Run with the Wind è la naturalezza e l’efficacia con cui integra l’essenza dello sport di cui tratta con la narrazione. Lo vediamo banalmente quando il vento spinge i personaggi a compiere una decisione fondamentale nei momenti cruciali, e ce lo ricordiamo ogni singola volta che i personaggi si domandano qual è il significato dietro ciò che stanno facendo.

Eppure, obiettivamente, il piano di coinvolgimento di questi due elementi è ben più profondo di quanto possa sembrarlo a prima vista. Perché magari può sembrare un po’ crudele dirlo, ma la Aotake è prima di qualunque altra cosa un covo di falliti; una sorta di dimensione alternativa nella quale il tempo sembra essersi fermato.

Le persone che condividono le loro esperienze dentro quelle mura, in effetti, non stanno abbracciando le gioie della vita, piuttosto si stanno limitando a sopravvivere. Tentano disperatamente di concludere qualcosa, ma la maggior parte di loro è ferma, intrappolata in un Limbo dal quale non riescono ad uscire in nessun modo. 

Run with the Wind corsa al tramonto

Poi, però, arriva quell’opportunità che bussa alla porta soltanto una volta nella vita. È chiaro che alla prima visione le premesse alla base degli sviluppi narrativi possano sembrare abbastanza forzate, in quanto vediamo letteralmente dei personaggi che non fanno nulla o quasi per ribellarsi dall’inganno di cui sono stati vittima, ma col senno di poi capire la motivazione che li ha spinti ad agire in un certo modo risulta incredibilmente più semplice.

Perché vedete, King, Nico-chan Senpai, Prince, e tutti gli altri stavano aspettando soltanto un’occasione per potersi mettere in gioco, per dimostrare che la loro continua lotta per l’apatia, per la sopravvivenza, può effettivamente concludersi con una schiacciante vittoria.

Correre però è incredibilmente faticoso. Richiede il rispetto di orari improponibili, di diete improbabili e di programmi d’allenamento estenuanti, nel migliore dei casi. E allora ne è valsa veramente la pena? Perché fare tutta questa fatica? Perché correre quando sopravvivere è così conveniente?

Ecco, è sino a questo livello di profondità che si un concetto banale come quello della corsa riesce a permeare la narrazione. Sopravvivere vuol dire andare avanti ma senza mai progredire. Significa quindi camminare, forse anche correre, ma al contempo rimanere dannatamente fermi. Questa è la natura della famosa domanda che ci viene posta indirettamente durante tutto l’arco della storia di Run with the Wind. Cosa vuol dire correre? Cosa vuol dire andare avanti per davvero.

Ed è nella risposta a questa domanda che comprendiamo qualcosa in più sulla storia della bravissima Shion Miura. Affermando chiaramente che quello che conta non è né la velocità né il talento, che in determinate circostanze anche la più plateale delle vittorie può rappresentare una sonora sconfitta, Run with the Wind urla con estrema chiarezza che non siamo di fronte alla storia di un gruppo di ragazzi che diventano dei maratoneti, quanto piuttosto a delle persone che tentano con tutte le loro forze di lottare contro la loro condizione. 

Definire quest’anime come meramente relazionato allo sport di cui tratta sarebbe sbagliato perché il fulcro stesso del messaggio che vuole condividere non esiste soltanto in funzione di un mero risultato. Run with the Wind ci parla prima della nostra esistenza, e ci dice che correre non significa vincere, significa uscire dalla propria comfort zone, abbandonare dei vizi nocivi per la propria salute, tentare di trovare un posto nel mondo, infrangere le catene del nostro passato, inseguire a tutti costi anche il più ridicolo degli obiettivi.

Correre vuol dire essere come Haiji. Significa osare, guardare oltre, non arrendersi mai. Significa vivere, per davvero.

Run with the wind - vittoria

Quella compiuta dal nostro meraviglioso gruppetto è un’impresa enorme, ma non è che hanno vinto per davvero. Si potrebbe dire che, nonostante gli sforzi, alcuni non abbiano neanche ottenuto un risultato particolarmente tangibile, però non è quello che conta.

Ponendosi un obiettivo e tentando di inseguirlo genuinamente, tutti i membri della Aotake hanno finalmente percepito di nuovo quell’impulso capace da solo di farli alzare al mattino pieni (o forse no, dati gli allenamenti) di energie; di decretare la fine del loro stato di sopravvivenza. I nostri ragazzi sono tornati finalmente a vivere, e non c’è cosa più bella che aver avuto il privilegio di assistere alla loro storia.

Quindi, per l’ultima volta:

LE MONTAGNE DI HAKONE SONO…?

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L'autore

Matteo Mellino

Matteo Mellino, sul web Mr. Gozaemon.
Tormenta continuamente amici e familiari parlando dell'argomento che più lo affascina e al quale dedica tutto il suo tempo libero: l'animazione giapponese.
Più pigro di Spike, testardo quanto Naruto ma sempre positivo come Gon.

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