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Taika Waititi è il regista perfetto per Star Wars, ed è arrivato il momento di accettarlo

taika waititi

Taika Waititi e Star Wars, un’accoppiata vincente?

La notizia è arrivata un po’ inaspettata durante lo Star Wars Day ed è stata accolta in modo decisamente non unanime dai fan della galassia lontana lontana: Taika Waititi scriverà e dirigerà un prossimo film di Star Wars.

In molti si sono subito scagliati contro Disney e il regista neozelandese, definendo la prima come la vera artefice del declino della saga e il secondo come un regista non all’altezza del brand.

Il problema Thor: Ragnarok

Quella di Waititi è una personalità particolare del mondo del cinema: sconosciuto ai più, è salito agli onori della cronaca per aver avuto l’infausto compito di dirigere Thor: Ragnarok.

Il terzo lungometraggio dedicato al Dio del Tuono è innegabilmente un film con molti problemi. Non è un brutto film, ci teniamo a dirlo, ma discostandosi completamente dai due capitoli precedenti e introducendo una componente comica in stile “Natale ad Asgard” ha fatto storcere il naso a molti.

Chiariamoci, l’allontanarsi dai due film precedenti non è stato necessariamente un male, The Dark World resta ancora oggi, a parare di chi scrive, il film più dimenticabile del Marvel Cinematic Universe. Ben venga quindi un cambio di toni, di personaggi e di ambientazioni. Il vero problema è stato lo snaturamento di Thor, che sembra caratterialmente del tutto diverso rispetto a quello dei primi due film.

Sarebbe però sbagliato dare la colpa di questa “crisi d’identità” a Waititi. Lui infatti ha solo diretto il film, non ha curato la sceneggiatura.

Lo script è opera di Eric Pearson (un veterano dei Marvel Studios che ha curato, spesso senza credits, molte sceneggiature del MCU) assieme ad altri due sceneggiatori navigati del mondo Marvel, Craig KyleChristopher Yost.

I tre sceneggiatori hanno sicuramente preso delle scelte di trama discutibili, tra cui senz’altro il voler introdurre parti di storia relativa a Hulk per farne un buddy movie nello spazio.

Immaginate quindi di vedervi al timone di un film del quale non si è curata la sceneggiatura, senza una vera identità e che rischia di spaccare la fanbase. In molti si sarebbero scoraggiati e probabilmente avrebbero abbandonato la nave prima ancora di salpare.

Waititi ha invece realizzato un film sicuramente non esente da difetti ma che, col senno di poi, poteva venir fuori anche molto peggio.

Taika Waititi da infatti il meglio di se quando cura lui stesso le sue sceneggiature. Lo ha dimostrato nel corso della sua carriera con molti film tra cui ricordiamo Vita da Vampiro e Jojo Rabbit (per il quale ha vinto un Oscar e un BAFTA per la miglior sceneggiatura non originale, deve pur significare qualcosa, no?)

taika waititi ragnarok

Il suo lavoro per Star Wars

A questo punto qualcuno si potrebbe chiedere “Ok, è un bravo regista, ma cosa c’azzecca con Star Wars?

Molti di voi resteranno stupiti nel sapere che Waititi ha già lavorato per Star Wars, non solo prestando la voce al droide IG-11 nella prima stagione di The Mandalorian, ma anche dirigendo l’ottavo spettacolare episodio della serie.

In molti hanno espresso però delle perplessità a riguardo, ritenendo molto diverso il lavoro relativo a una serie tv rispetto a quello da affrontare per un film.

Generalmente saremmo d’accordo con voi, ma nel caso specifico vi invitiamo a dare uno sguardo alla docu-serie Disney Gallery: The Mandalorian, disponibile su Disney+.

Si tratta di un documentario (molto ben fatto, ndr) sulla realizzazione dello show e il primo episodio è proprio incentrato sulla regia: una tavola rotonda tra l’ideatore Jon Favreau e i registi Dave Filoni, Rick Famuyiwa, Deborah Chow, Bryce Dallas Howard e Taika Waititi offre uno spaccato genuino della vita del set e di come è stata pensata e realizzata la serie.

La cosa che salta subito all’occhio è che ogni episodio di The Mandalorian è stato realizzato da un regista diverso che ha lasciato la sua personalissima impronta e la sua idea di Star Wars. Proprio per questo motivo e anche grazie a un lento avanzamento della trama orizzontale, ogni episodio può essere considerato un film a se stante.

Uno spettatore attento si sarà sicuramente reso conto di questo cambio stilistico, talvolta anche esagerato, che in più di qualche caso ha causato un senso di straniamento. Addirittura c’è un episodio che può essere tranquillamente tolto e non cambierebbe nulla ai fini della trama, ma non per questo è un episodio più brutto degli altri.

Questa prova registica da parte di Taika Waititi, alle prese con un episodio di una serie tv ma ideato e girato come se fosse una pellicola stand-alone deve aver convinto i piani alti di Disney a dargli in mano un film vero e proprio di cui sarà sceneggiatore e regista.

E da quello che abbiamo visto fin’ora, noi siamo decisamente d’accordo.

taika waititi mandalorian

Cosa ne pensate di Taika Waititi alle prese con un film di Star Wars? Ditecelo nei commenti.

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L'autore

Gabriele Pati

Cresciuto con libri di cibernetica, insalate di matematica e una massiccia dose di cinema e tv, nel tempo libero studia ingegneria, pratica sport e cerca nuovi modi per conquistare il mondo.

Vanta il poco invidiabile record di essere stato uno dei primi con un account Netflix attivo alla mezzanotte del 22 ottobre 2015.

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