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Film/Serie Tv Recensione

Tiger King: quando i redneck non hanno bisogno di sceneggiatori

Tiger King è la nuova docu-serie di Netflix che segue le vicende di redneck possessori di zoo privati di tigri ed è qualcosa di totalmente assurdo

In un periodo come questo in cui assistiamo ad un’invasione di serie tv, Netflix ci porta Tiger King che ci ricorda che la realtà è la cosa più assurda che esista e che nessuno sceneggiatore può pensare a quello che può succedere tra redneck totalmente fuori di testa.

Joe Exotic è il protagonista della serie e non è semplicemente un redneck, ma il capo dei capi dei redneck. Un personaggio come questo non è immaginabile neanche minimamente da qualcuno che ha un foglio bianco per inventare. Omosessuale, poligamo e sposato con due eterosessuali. Una star dei poveri che usa le tigri per alimentare il suo smisurato ego.

I comprimari non sono certo da meno. Tra un guru tutto sfasato che circuisce giovani donne con il suo fascino da hippie e i collaboratori di Joe che sembrano uscire direttamente da un episodio di Paradise Police PD. Tanti mullet, pochi denti e parecchi arti mancanti. In più non mancano un’esagerazione di armi da fuoco ed esplosivo, spesso usati combinatamente.

Quella che sembra una docu-serie che parla di un tema come l’animalismo e della problematica se avere zoo privati o meno sia giusto diviene una spirale in cui gli animali passano in secondo piano. L’ossessione di Joe Exotic per Carole Baskin di Big Cat Rescue, porterà le vicende narrate in un turbinio di intrighi e situazioni ai limiti del credibile degni della serie tv migliore che potete immaginare. Il discorso, però, è che è tutto vero! La spettacolarità che pervade la vita di Joe Exotic straborda con la presenza della telecamera che segue le sue gesta.

John Finlay
Uno dei mariti di Joe Exotic

La stessa Carole Baskin, l’antagonista di questa storia, è una figura che definire contorta è riduttivo. Una miliardaria divenuta tale in seguito alla scomparsa del marito di cui non si è mai trovato il corpo. In tantissimi, chiaramente sospettano di lei e delle sue tigri. La contro-parte animalista della storia che però ha tigri e leoni in gabbia da esibire ai visitatori del suo parco a pagamento.

Perchè guardarla?

Tiger King va vista se vi siete stancati della patinatura che spesso pervade le serie. Riesce a portarti in un posto diverso e mai neanche lontanamente immaginato che in realtà, altro non è che l’Oklahoma. Nessun filtro, nessuna morale di fondo, solo tanto disagio. L’epigolo delle storie è altrettanto surreale e nulla che posso immaginarsi lo spettatore guardando il tema e le prime puntate della serie.

Guardarla significa immergersi completamente in quell’America di cui si è sentito parlare ma di cui non abbiamo misura. Un ritratto della popolazione rurale americana tanto deviato quanto reale.  Un prodotto pasoliniano senza niente della poesia e dell’amore di Pasolini per i ceti più bassi. Intrighi d’amore e di affari che vanno a finire come, in realtà, vanno a finire certe cose nate e cresciute in quel tipo di società.

Allo spettatore vanno poi le conclusioni sulla morale di quello che si è guardato e che, sicuramente, non lascia indifferente.

Commodoriani avete visto questa serie? Fateceli sapere la vostra nei commenti.

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L'autore

Alessandro Mezzolla

Alessandro Mezzolla è di San Pancrazio Salentino in provincia di Brindisi. Un genio. miliardario, playboy, filantropo non è sicuramente una descrizione calzante. Ha la passione per il cinema, la musica e le magliette macabre. Il suo motto è "Perchè anche oggi mi sono svegliato?"

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