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Trials of Mana, la recensione: la riscoperta di un classico

Artwork Trials

Trials of Mana arriva per la prima volta in occidente, ed ecco la nostra recensione

Il mondo dei JRPG è incredibilmente vasto. Proprio il fatto che esista un genere distaccato declinato da quello primario, dimostra la mole impressionante di titoli o saghe che il Giappone ha creato per questo genere. E in questo mare di titoli, la saga dei Mana rappresenta una delle vette più alte.

Nata come serie spin-off del ben più noto Final Fantasy, i vari giochi della saga fin da subito si distaccarono dagli “antenati” trovando una propria identità, arrivando ad avere tre titoli principali e diversi spin-off. Il gioco di cui andremo a parlare oggi è il remake di Trials of Mana, terzo titolo della serie principale, e sicuramente il più sconosciuto dell’intero lotto. Trials of Mana infatti non è mai uscito dal Giappone fino al 2017, quando Square Enix portò su Nintendo Switch la Collection of Mana. Ecco perché questo remake rappresenta l’occasione per mostrarsi al mondo degli action JRPG al meglio.

Grazie a Square Enix abbiamo avuto la possibilità di provare il titolo in anteprima e siamo qui per riportarvi le nostre impressioni. Tranquilli, non vi saranno spoiler sul titolo, salvo alcune immagini, tratte comunque dalle prime ore di gioco.

Il mondo sta appassendo

Trials of Mana World Map

In un tempo in cui il mondo rischiò di soccombere sotto le forze dell’oscurità, la Dea del Mana riuscì a sigillare i terribili Benevodons all’interno delle Mana Stones, salvando il mondo. A seguito della battaglia, la divinità si addormentò, mutando la propria forma in un gigantesco albero. Accanto ad esso, giace la Sword of Mana, arma della dea. Questo luogo, oggi conosciuto come Santuario del Mana, è in pericolo. A causa delle forze oscure, l’albero sta appassendo, portando ad un affievolirsi costante del Mana di cui è impregnato il mondo. Starà a noi recuperare la spada e sventare questa minaccia.

Questa è la storia principale che ci ritroveremo ad affrontare nella nostra avventura, indipendentemente dalle scelte fatte. Perché in Trials of Mana potremo scegliere tra 6 personaggi differenti per andare a formare il nostro party, composto da tre elementi. La scelta non cambierà in alcun modo il nostro obiettivo finale, ma andrà a mutare notevolmente le motivazioni e gli eventi che porteranno i nostri personaggi a mettersi in viaggio. Ciò garantisce  un’ottima rigiocabilità al titolo, della quale vi parleremo in maniera più approfondita in un articolo dedicato.

Una trama semplice, “scolastica” per il genere. Ma del resto Trials of Mana è il remake di un titolo del 1995 il quale, data l’età, ha contribuito a creare quelli che oggi sono considerati cliché. Ma tranquilli, l‘avventura non mancherà di alcune sorprese e cambi di passo della narrazione molto interessanti, che stimoleranno la curiosità di tutti i videogiocatori.

Ricordate però, che il gioco sfortunatamente non ha ricevuto un adattamento italiano. Perciò, durante questa recensione non andremo a tradurre i nomi dei vari elementi di gameplay, riportandoveli per come si presentano in gioco. Ma tranquilli, il livello non è alto, anzi. Quindi riuscirete a godervi il titolo con una conoscenza normale della lingua inglese.

Un combat system che cresce con noi

In un action JRPG come Trials of Mana l’aspetto più importante non può che essere il combat system offerto dal titolo. Senza troppi giri di parole, possiamo dirvi che ci riteniamo soddisfatti. Il combat system diverte e tanto. Affrontare gli scontri non risulta un elemento di fastidio che si frappone tra noi e i boss dell’area, i quali risultano ancora più studiati e appassionanti da battere, come è ovvio che sia.

Questo divertimento però, non è dovuto tanto alla quantità di combo che possiamo fare, quanto alla quantità di abilità apprese dal nostro party. Ciò comporta inevitabilmente che nelle prime ore di gioco ci ritroveremo con opzioni limitate. La cosa però, non deve essere vista necessariamente come un aspetto negativo. Ciò ci permetterà  infatti di familiarizzare bene con le nostre opzioni, non andando a saturare il giocatore fin da subito con troppe informazioni.

I combattimenti si svolgono “in tempo reale”. I nemici infatti si incontreranno direttamente sulla mappa, già visibili al giocatore. Una volta che gli saremo vicini partirà lo scontro, dal quale sarà possibile fuggire correndo verso il limite dell’area di scontro. Avremo a disposizione due tipi di attacchi. Uno più debole ma rapido e uno più potente ma lento. Il secondo, quando portato a segno, farà cadere dei nemici delle piccole sfere blu, le CS particles. Queste servono a ricaricare la barra di energia CS gauge, che ci permetterà di usare le potenti Class Strikes. Più avanti nella nostra avventura, potremo sviluppare delle abilità che ci permetteranno di ottenere queste sfere anche colpendo con il colpo leggero. Adesso vediamo come si sviluppano tutte le altre nostre possibilità di combattimento.

Tante possibilità per personalizzare al meglio il proprio party

Trials of Mana, Training Menu

Il punto cardine della nostra crescita saranno i Training Points. Questi punti si guadagneranno ogni volta che saliremo di livello e potranno essere distribuiti tra le cinque statistiche principali: Strenght, Stamina, Intellect, Spirit e Luck. Facendo salire le diverse statistiche andremo a sbloccare progressivamente le Abilities (ottenibili anche parlando con determinati personaggi) e le Moves.

Le Abilities sono capacità passive del nostro personaggio, le quali si attiveranno durante lo scontro dandoci bonus percentuali o ulteriori CS particles. Da notificare la presenza delle Chain Abilities. Queste si ottengono come le precedenti. La differenza è che il loro effetto influenzerà tutto il party e non solo l’eroe che la equipaggia. Dato che sarà possibile equipaggiare un numero limitato di Abilities, bisognerà valutare bene le nostre scelte, modificandole a seconda dello scontro. Più avanti nel gioco, otterremo la possibilità di resettare la distribuzione dei Training Points. In questo modo potremo cambiare radicalmente i nostri eroi ed il loro stile di gioco.

Le Moves sono invece le capacità del nostro personaggio che dovremo attivare noi e andranno a consumare in nostri Mana Points. Per farlo dovremo ricorrere al Ring Menu, selezionabile durante lo scontro premendo il tasto giù del nostro D-pad. Grazie a questo menu potremo selezionare le Moves non solo dell’eroe che stiamo controllando, ma anche dei nostri compagni, senza la necessità di prenderne il controllo. Andando avanti con l’avventura questa funzionalità diventerà fondamentale, soprattutto se come noi avrete creato un party che fa affidamento su un mago per aumentare le statistiche dei compagni.

Il Ring Menu offre anche un’altra funzione, premendo il tasto sù del vostro D-pad. In questo modo, si aprirà il menu degli oggetti utilizzabili durante lo scontro. Inoltre potremo creare degli shortcut per gli oggetti di uso più frequente, rendendoli utilizzabili tramite la pressione congiunta del tasto dorsale destro e uno dei quattro tasti d’azione.

Concludiamo parlando delle già citate Class Strikes. Esse non sono altro che potenti mosse finali, le quali, tramite il consumo di una o più CS gauge, infliggeranno notevoli danni al nemico. Esse sono attivabili tramite la pressione congiunta del dorsale sinistro e uno dei tasti d’azione.

Il Class Switch

Trials of Mana, Menu Stats/Gears

È arrivato il momento di parlare della meccanica che da sola, influenza maggiormente la crescita dei nostri eroi. Il Class Switch permetterà ai nostri eroi di acquisire nuove classi. Ciò comporta un aumento delle CS gauge disponibili, Class Strikes più potenti, più Abilities equipaggiabili e livello massimo dei Training Points in ogni statistica più elevato. Grazie a questa meccanica l’esperienza di gioco muterà notevolmente, portando a un’evoluzione del vostro modo di affrontare gli scontri.

Per effettuare il Class Switch sarà necessario soddisfare determinati requisiti e trovarsi accanto a una Mana Stones. Il primo Switch si potrà fare una volta raggiunto il livello 18. Il secondo, sarà necessario essere di livello 38 e possedere lo strumento associato alla classe. Come ottenere questi strumenti lo vedremo tra poco.

La difficoltà

Ora vogliamo affrontare il primo vero problema del titolo. Trials of Mana è un gioco facile. Il gioco dispone di quattro livelli di difficoltà: Beginner, Easy, Normal e Hard. Nella nostra prima run abbiamo deciso di affrontare l’avventura in Normal, essendo la difficoltà presumibilmente scelta dalla maggior parte dei giocatori. E purtroppo ci siamo trovati ad avanzare nell’avventura senza difficoltà. Se inizialmente abbiamo pensato a una curva di crescita un po’ lenta, ci siamo poi resi conto che la cosa non sarebbe migliorata. In difficoltà Normal il gioco non ti porta a sentire il bisogno di sfruttare tutto ciò che hai. Ad esempio, durante l’avventura otterrete davvero una gran quantità di oggetti, utili a portare le sorti del combattimento dalla vostra parte. Questi oggetti non sono mai stati usati durante la nostra avventura, salvo un paio di volte per studiarne il funzionamento.

Per riportarvi un esempio più concreto, vi raccontiamo l’esperienza contro un boss molto avanzato del titolo. Dato il dubbio su questa difficoltà, si è voluto osare e siamo andati ad affrontarlo con il nostro party di dieci livelli sotto al boss. Sfortunatamente, anche in questo modo non abbiamo trovato comunque alcuna difficoltà, battendo il boss al primo tentativo e senza mai dover rianimare un compagno.

In tutta la nostra partita non è mai capitato di perdere tutto il party e dover ripartire dal checkpoint. Il problema della difficoltà è dovuto però non a dei boss mal studiati. Anzi, il contrario. Square Enix ha fatto un lavoro egregio creando boss diversi tra loro e con modi di combattere originali. Il problema si riscontra a livello prettamente numerico. I boss infatti fanno poco danno in proporzione a quello inflitto dal giocatore. Sicuramente ci sarebbe piaciuto un livello di sfida più elevato nella nostra avventura. E proprio per questo vi porteremo un articolo dedicato per fare un confronto con l’esperienza di gioco offerta dal titolo a difficoltà Hard.

E quando non si combatte?

Ci si prepara al combattimento. In Trials of Mana tutto è focalizzato all’andare avanti nell’avventura e migliorarsi costantemente. Ciò è evidenziato dalla totale assenza di quest secondarie. Per un RPG la cosa è sicuramente singolare, soprattutto visto ciò a cui ci hanno abituato altri esponenti del genere negli ultimi anni. C’è da dire che alcune missioni della storia principale hanno l’aspetto di secondarie. Ci siamo infatti trovati a dover andare a recuperare un oggetto per un NPC, tipica missione secondaria. Trials of Mana però l’ha sfruttata per far comunque progredire la storia e farci conoscere alcune cose del mondo di gioco. In questo modo la missione non è risultata un rallentamento della storia. Una scelta dunque che abbiamo decisamente apprezzato.

L’unica forma di obiettivo secondario nel titolo sono i collezionabili, che saranno molto utili per ottenere premi di vario genere. Essi si chiamano Li’l Cactus e li troveremo durante le nostre esplorazioni. Ogni cinque Li’l Cactus otterremo un premio, il quale sarà sorprendentemente molto utile. Per farvi un esempio, il secondo premio ci garantisce uno sconto del 10% in tutti i negozi. Questa cosa, unita al loro numero non esagerato (50 in tutto il gioco), non rende la ricerca dei collezionabili una mera feature utile ad allungare il titolo. Anzi, il giocatore si ritrova motivato a farlo.

Altra meccanica fondamentale del titolo sono i semi. Durante l’avventura troveremo per la mappa (o ottenuti dai nemici sconfitti) diversi semi. Questi dovranno essere piantati nella Magic Pot, un vaso presente in tutte le taverne. Piantando questi semi otterremo oggetti utili al combattimento e soprattutto, piantando un Class Seed saremo ricompensati con gli oggetti necessari al Class Switch del livello 38.

Armeria poco fornita…

Andiamo a concludere l’analisi del gameplay di Trials of Mana con due cose che ci hanno fatto storcere il naso. Partiamo da quella che da amanti del genere ci ha fatto più male: l’assenza del Bestiario. La riteniamo sinceramente una mancanza importante per un titolo di questo genere. Per quanto chiaramente non vada a inficiare direttamente l’esperienza di gioco, la sua assenza porta via tutta la scoperta dei nemici che si affrontano. Scoprire di più su quello che sono, perché sono in quella zona, le loro debolezze è una cosa che ogni amante del genere adora fare. Anche il titolo originale aveva questa mancanza e sarebbe stato bello cogliere l’occasione del Remake per colmarla.

La seconda cosa che abbiamo trovato non all’altezza della qualità generale del titolo è la scarsa varietà degli equipaggiamenti. In ogni città ci siamo ritrovati a poter scegliere solo un nuovo tipo di arma per ogni membro del party. E lo stesso per tutti gli altri pezzi di equipaggiamento. Ciò comporta il non poter scegliere tra un equipaggiamento che alza una statistica a discapito di un altra e il suo opposto. A questa poca scelta sfuggono giusto gli anelli. Questi infatti, seppur pochi, offrono una maggiore scelta e diversi impatti sulle statistiche e gli effetti aggiuntivi.

Il lato tecnico

Parliamo del vero punto debole di questo Trials of Mana. Per quanto esso risulti molto stabile, almeno nella versione Playstation 4 PRO da noi provata, sul lato tecnico il titolo risulta decisamente datato. Alcuni modelli poligonali sono più vicini a quelli visti nella scorsa generazione di console che propri di quella attuale. Grafica che risulta dunque non al passo e che, per quanto il budget non fosse quello di un tripla A, non soddisfa ciò che ci si aspetta da una grande software house come Square Enix. Ma a questo lato tecnico zoppicante , troviamo contrapposta una direzione artistica da applauso.

Un mondo bellissimo in cui perdersi

Trials of Mana, screenshot in game

Perché non si può negare che muoversi nelle città e nei dungeon di Trials of Mana riesca a trasportare in un altro mondo. Tutte le ambientazioni sono realizzate con grande cura e la loro varietà è sorprendente. Ogni zona del mondo ci è rimasta impressa non solo per la qualità estetica, ma anche per la coerenza del level design. Le musiche sono egregie e, salvo un paio di eccezioni, si sposano con le ambientazioni alla perfezione regalando le sensazioni giuste per quel luogo. Altra nota di merito va alle armi. Per quanto come detto esse siano poche, sono realizzate con grandissima cura. Ogni arma ha il proprio modello e risulta anche molto diversa dalla precedente. Stesso discorso vale per i vestiti dei nostri personaggi, i quali con il Class Switch guadagneranno anche un re-style.

Anche i nemici si presentano in una buona varietà, con alcune trovate molto particolari. Certamente non mancano i “recolor” tipici del genere, ma la cosa non pesa affatto. Insomma, un lato artistico che assieme al combat system molto divertente traina il titolo su un ottimo livello.

Le nostre conclusioni

Trials of Mana era un progetto importante. Un remake che serviva per far conoscere anche al grande pubblico la serie dei Mana. E ci sentiamo di dire che Square Enix ci è riuscita. Il titolo non è un capolavoro, e soffre di alcuni difetti che lo condizionano senza dubbio. Ma l’opera di svecchiamento delle meccaniche, un combat system efficacie e divertente, uniti a una perfetta direzione artistica, rendono Trials of Mana un acquisto obbligato per gli amanti dei JRPG e una valida opzione per tutti gli altri.

Trials of Mana uscirà il 24 aprile 2020 su Playstation 4Nintendo Switch e PC tramite Steam.

VOTO: 8

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L'autore

Samuel Bianchi

Videogiocatore svezzato dalle sapienti mani della prima Playstation e dal Sega Mega Drive, nel tempo ha sviluppato un interesse particolare per i giochi di ruolo. Cresciuto vivendo il videogioco in solitaria, ora ha un forte desiderio di analizzare il mondo videoludico con gli altri appassionati, approfondendone le capacità aggregative e comunicative, tipiche della grande arte.

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