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Bill Gates dice addio a Microsoft per dedicarsi alla beneficenza

La decisione è arrivata in questi ultimi giorni: Bill Gates non farà più parte del consiglio di amministrazione di Microsoft. La difficile situazione che il mondo intero sta vivendo per fronteggiare il Coronavirus non è una semplice coincidenza. Gates, infatti, desidera occuparsi a pieno regime dei progetti filantropi che segue da anni. Ora più che mai, ha sentito la necessità di dedicarsi completamente per dare un aiuto concreto.

Un addio a sorpresa che non sorprende

Hanno bisogno di poche presentazioni Microsoft e Bill Gates, uniti da un filo invisibile fin dal 4 aprile del 1975. Da una parte abbiamo una delle aziende più imponenti del settore, dall’altra un uomo di 64 anni che l’ha portata alla luce insieme a Paul Allen. Ora, però, si trovano ai saluti. Una separazione graduale, considerando che già nel 2008 aveva rinunciato al suo ruolo full-time di amministratore delegato all’interno della società. Con motivazioni simili, ha deciso di lasciare anche il posto all’interno del consiglio di amministrazione. La notizia arriva forse a sorpresa, ma non è poi così imprevedibile. Mentre continua a “contendersi” il premio come “uomo più ricco del pianeta” di anno in anno, Gates ha dimostrato negli ultimi decenni come le sue priorità si fossero spostate verso i progetti umanitari avviati con la moglie Melinda. Nel 2000, infatti, fondarono la Gates Foundation: una tra le più importanti organizzazioni benefiche per combattere le problematiche sanitarie, di istruzione e di povertà nel mondo.

Non solo i computer hanno bisogno di Bill Gates

Bisogna specificare che non si tratti di un addio definitivo. Gates ha comunicato nel suo blog che sarà sempre disponibile per consulenza tecnica. Un compromesso che, però, non copre il sapore di addio. Oltre a Microsoft, ha deciso di dimettersi anche dal suo ruolo all’interno della Berkshire Hathaway, tra le più grandi holding mondiali. Gates vuole rivolgere tempo e risorse esclusivamente alle cause umanitarie, in un periodo storico in cui le difficoltà sono parecchie, dalla povertà ai cambiamenti climatici, passando per il più recente COVID-19. Le sue intenzioni sono chiare, così come le preoccupazioni. Era il 2015 quando in un’intervista dichiarava di temere che la prossima grande crisi mondiale, sanitaria ed economica, sarebbe potuta derivare da una pandemia. Timore che giustifica un impegno nella filantropia durato vent’anni.

Di Bill Gates si possono avere opinioni diverse, ma l’unico dato di fatto è che con Microsoft ha indubbiamente rivoluzionato la vita di ciascuno di noi. Se adesso con i computer ha preferito dire basta, lo stesso non si può dire con chi si trova dietro quegli schermi.

FONTE:Il Fatto Quotidiano

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