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I 10 migliori film di fantascienza del decennio

Si, l’anno è iniziato da un po’ di tempo e siamo decisamente in ritardo. Eppure sembrava doveroso stilare una lista di quelle pellicole appartenenti a uno dei generi più gettonati dalla storia del cinema: la fantascienza.

Che sia per fare politica, spettacolo, o semplicemente per prevedere quello che potrebbe essere un contesto futuristico (un po’ come I Simpson che prevedono le cose), i film sci-fi rientrano da sempre fra le categorie più amate dagli appassionati di cinema e dai nerd.

Come ogni mito che si rispetti, le origini del cinema fantascientifico sono ovviamente antiche, antichissime. Quasi a coincidere con la nascita stessa della settima arte. Stiamo infatti parlando di più di 100 anni fa: era il 1902 quando Melies diede vita a “Viaggio nella Luna, immaginando con estrema fantasia e vivacità l’allunaggio (anticipando di gran lunga i tempi).

Insomma, a decade conclusa è arrivato il momento di voltare la testa indietro e fare un resoconto. Da subito possiamo dire che negli ultimi 10 anni il cinema di fantascienza è rinato in grande stile. Perché rinato? Perché il genere subì un arresto non indifferente con l’arrivo dei ‘2000. Non che non siano stati partoriti grandiosi film anche durante quegli anni, semplicemente si esaurì quella spinta creativa che faceva presagire l’arrivo delle macchine volanti allo scoccare dell’ultimo minuto del 1999. Il 2000 forse si rivelò da subito una grande fregatura, il millenium bug era una cazzata colossale e al posto dei viaggi spaziali arrivò la mucca pazza (tanto per cercare un appiglio coi nostri tempi).

Non è un caso se i veri cult della fantascienza individuabili fra il 2000 e il 2010 arrivarono solo verso la fine di quegli anni: WALL-E (2008), Avatar (2009), Moon (2009) e District 9 (2009) . Ci mettiamo anche quel capolavoro de I figli degli uomini di Cuaròn che arrivò però un po’ prematuro nel 2006

Ed ora bando alle ciance, ecco quella che secondo noi è la migliore fantascienza degli ultimi 10 anni:

10. Interstellar, Christopher Nolan (2014)

La fantascienza più pop di sempre: dopo Il Cavaliere Oscuro, il nome di Christopher Nolan viene immediatamente ricollegato a Interstellar. Forse uno dei suoi lavori più intimi, che prende a pieni mani dal capolavoro di Kubrick del ’68, 2001: Odissea nello Spazio. Rappresentato da una ricerca scientifica e tecnica senza paragoni, è forse nel terzo atto, sul finale, che Intestellar si lascia tramortire dalla necessità di portare forti emozioni a tutti i costi.

9. Ex Machina, Alex Garland (2014)

Un uomo che gioca a fare dio, un’intelligenza artificiale più umana dell’umano e una guerra di dialoghi e menzogne. Dopo l’esperienza come sceneggiatore per Danny Boyle, Alex Garland torna alla regia per la seconda volta affrontando uno dei temi più affascinanti e gettonati della fantascienza. Il rapporto uomo macchina e la capacità per quest’ultima di provare emozioni.

Da citare anche il suo ultimo film prodotto da Netflix, Annientamento.

8. Gravity, Alfonso Cuarón (2013)

Vuoi la sua poca attendibilità scientifica o la sua apparente semplicità in termini narrativi, senza apparente motivo viene da molti considerato l’acerrimo nemico di Interstellar. Gravity non si cimenta però mai nell’impresa di esercitare studi scientifici. Insieme al suo fidato direttore della fotografia, Cuarón non solo mette in atto una ricerca visiva mozzafiato, ma riesce persino a far recitare Sandra Bullock.

Sia lodata la coppia Lubezki Cuarón.

7. Guardiani della Galassia, James Gunn (2014)

Prendi una delle bande di super eroi meno conosciute e più sgangherate di sempre. Affida il progetto ad uno dei registi più esuberanti sulla piazza, figlio di un ambiente alieno alla filosofia Marvel/Disney. Il risultato è uno dei migliori se non il miglior film mai prodotto dalla Marvel.
A colpi di musica anni ’80 James Gunn non solo riscrive i canoni del cinecomic ma inscena una scanzonata space opera come non se ne vedevano da tempo.

6 Snowpiercer, Bong Joon-ho (2013)

Reduci dallo smarrimento provocatovi dal recente Parasite? Non vi resta che approfondire tutti i film dell’ormai famosissimo regista sud coreano. Da amanti della fantascienza poi non potrete proprio fare a meno di Snowpiercer. 

È poi proprio Snowpiercer il film concettualmente più vicino a Parasite: la povertà, i problemi sociali e la lotta di classe. Il tutto portato però attraverso una perspicacia incredibile, una rappresentazione grafica e visiva della piramide sociale: un treno in continuo movimento, i poveri alla fine e i ricchi ai vertici.

Godetevi uno speciale Chris Evans come non l’avevate mai visto.

5. Looper, Rian Johnson (2012)

Come dite? Rian Johnson non sa ne scrivere ne girare e avete firmato la petizione per il remake di Episodio 8? Beh… molto probabilmente vi siete persi il suo ultimo gioiellino, Knives Out, o quel capolavoro della fantascienza di Looper.

Siamo in un futuro prossimo, esistono i viaggi del tempo ma sono banditi per legge. Una ghiotta occasione per le organizzazioni criminali che se ne serviranno per far sparire gente scomoda senza tracce. Sotto un certo aspetto precursore di quelle tecnologie per gli effetti speciali che hanno fatto tanto discutere in The Irishiman, dal doppio fino ai tanto amati paradossi temporali, Looper è una sorpresa assoluta di un regista che ha tanto ancora da dire.

4 Her, Spike Jonze (2013)

letteratura, poesia, arte e cinema: forse non c’è stato argomento più trattato dell’amore nella storia umana. Spike Jonze non è ovviamente da meno e si è chiesto cosa potrebbe significare l’amore in un distopico futuro popolato da intelligenze artificiali avanzatissime, in grado addirittura di sedurre e sviluppare rapporti con le persone in carne e ossa.

La visione inglese qui è estremamente consigliata, notevole la performance vocale di Scarlet Johansson e di un Joaquin Phoenix ancor prima di vestire i panni del Joker. Attenti, la delusione è dietro l’angolo.

3 Arrival, Denis Villeneuve (2016)

Si entra nel podio e lo si fa in grande stile: Arrival, di Denis Villeneuve.
Ancora una volta un film che paga il debito a 2001: Odissea nello Spazio. Con una premessa alla Independence Day e delle minacciose quanto impenetrabili astronavi monolitiche (qui si torna sempre al capolavoro di Kubrick), Arrival esplora però universi completamente differenti.
Un film che fa il punto della situazione mondiale, un Ultimatum alla terra dei giorni nostri. Ora più attuale che mai, basti dare un occhiata ai tempi difficili che stiamo vivendo.
Altrettanto interessante il paradosso temporale nonché la concezione di tempo come entità a 360 gradi.

Klatuu barada nikto

2 Blade Runner 2049, Denis Villeneuve (2017)

Replicanti e umani. Vita e morte. Sembrava impossibile, eppure Villeneuve (ancora lui) ce l’ha fatta. Il seguito di Blade Runner non solo rispetta le sue origini (il capolavoro di Ridley Scott), ma estende quelle tematiche, partendo da uno stimolo diametralmente opposto.

Se la matrice e causa scatenante del precedente capitolo era l’esasperante condizione dei replicanti, destinati a morte prematura, è proprio la vita ad avviare l’incipit del secondo capitolo. Un replicante insieme ad un umano hanno generato la vita, intuizione semplicemente incredibile che darà il via ad un viaggio di esistenzialismo e identità senza paragoni.

All the best memories are hers.

Obbligatorio anche per gli appassionati di fotografia. La mente dietro questo spettacolo è Roger Deakins, fresco di Oscar per il recente 1917. 

Inspiegabile il flop al botteghino, forse Villeneuve non ce lo meritiamo proprio.

1 Mad Max: Fury Road, George Miller (2015)

Eccoci sulla vetta. Dopo una breve escursione di 30 anni fra Babe va in città e Happy Feet, George Miller torna ad esplorare lo scenario di Mad Max, reebottando completamente la saga.

Il risultato? Il miglior film di fantascienza non solo degli ultimi anni, ma dell’ultimo ventennio. In grado di riscrivere con forza i criteri dell’action contemporaneo mettendo la parola fine al massiccio utilizzo della computer grafica negli effetti speciali. Uno spettacolo visivo frenetico e inesauribile che travolge lo spettatore inerme per la durata intera della pellicola. Da amare persino nella gloriosa versione in bianco e nero, un vero e proprio capolavoro che è persino riuscito a surclassare i suoi predecessori.

Oh, what a day, what a lovely day!

Menzioni d’onore

Nello stilare questa classifica, a malincuore molte pellicole dal valore notevole non hanno trovato un posto nella fatidica top 10. Eppure, sembrava alquanto doveroso se non necessario citare qualche film che meriterebbe comunque di essere menzionato.

The World’s End, Edgar Wright (2013)

Non mentirò, per me questo film andava in prima posizione. Edgar Wright, il Tarantino inglese, un regista pop in grado di capire e assorbire i generi per poi usarli e mescolarli fra loro. La trilogia del Cornetto, semplicemente il meglio che sia mai stato offerto al cinema parodistico. Ebbene, dopo l’horror con Shaun of the Dead e il poliziesco con Hot Fuzz, arriva il momento della fantascienza con The World’s End.

Da vedere e rivedere, colmo di english humor e momenti da annali del cinema. L’inaspettato la fa da padrona, se ancora non l’avete visto, NON VEDETE IL TRAILER.

5 amici e 12 pinte di birra ciascuno, cosa potrà mai andare storto?

Sorry to Bother you, Boots Riley (2018)

Come ogni cosa leggermente underground che si rispetti, in Italia non è mai arrivato. Ne al cinema ne in home video, eppure stiamo parlando di una delle distopie più avvincenti e fuori di testa degli ultimi anni.

Il film è semplicemente folle e geniale, non basta la sinossi del regista per fare chiarezza sul tema e il come:

“Il film è un’assurda commedia oscura con aspetti di realismo magico e fantascienza, ispirati al mondo del telemarketing”

Forse l’opera più anti-capitalista che il cinema abbia mai prodotto in generale, imperdibile.

Già percepisco le tastiere di qualche furibondo che proprio non accetta questo o tale film in suddetta posizione. Dunque, arriva la classica domanda di rito: siete d’accordo con la lista o avreste preferito vedere altri film? Si accettano classici commenti furiosi da cerimonia.

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Lorenzo Marcoaldi

Cinefilo e videogiocatore incallito, non perdo mai l'occasione di andare al cinema.
Appassionato del cinema riflessivo di Villeneuve e quello parodistico di Edgar Wright, considero la trilogia del cornetto un monito da contemplare saltuariamente.

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