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Anime & Manga Recensione

Mirai – anatomia di un disgrazio

Mirai è un film d’animazione del 2018 diretto da Mamoru Hosoda, famoso per aver diretto film del calibro de “la ragazza che saltava nel tempo”, “wolf children” e tanti altri, e prodotto dallo Studio Chizu.

Il film è distribuito in Italia da Dynit in formato dvd/blu ray ed è visibile in streming su Amazon Prime Video.

Prima di iniziare la recensione metto le mani avanti dicendo che non sono un grandissimo appassionato delle opere del regista Mamoru Hosoda. Posso dire di aver apprezzato appieno solo “La ragazza che saltava nel tempo”, prodotto dalla Madhouse, fra i suoi vari film.

Bene, fatte queste premesse possiamo partire con la recensione vera e propria NON SPOILER.

Mirai

Lato Tecnico

Lo Studio Chizu riesce a convincere quasi completamente sotto il comparto tecnico, eccezion fatta per alcune scene con CGI alquanto prepotenti di cui avrei fatto volentieri a meno, regalando scorci da incorniciare e animazioni quasi sempre fluide e naturali.

Comparto sonoro promosso a pieni voti per quanto riguarda suoni ambientali e doppiaggio, anche se forse si sente la mancanza di una vera e propria colonna sonora ad accompagnare la visione, senza brani che risaltino particolarmente, restando nell’anonimato. Secondo me è una grave mancanza se si vuole fare un bel film d’animazione.

Per capirci si sente la mancanza di una di quelle musichette che quando si ha finito la visione ti metti a canticchiare o vorresti riascoltare. Una insert Song che definisce la pellicola, insomma.

Il character design non si è discostato di troppo rispetto a quello delle altre opere dirette da Mamoru targate Madhouse e Co. che comunque è sempre piacevole e originale del regista.

MiraiMirai

La Trama

Fin dalle prime battute e grazie a qualche immagine durante la sigla di apertura, riusciamo a catapultarci appieno nella vita di questa novella piccola famiglia, che dopo la prima scena va ad allargarsi con l’arrivo della sorellina del protagonista, Mirai, da cui prende il titolo l’opera.

Il fratello della piccola Mirai, Kun di soli quattro anni super viziato, inizialmente parte con la buona intenzione di proteggere e difendere la piccola sorellina, tutto questo prima di scoprire che quest’ultima gli sta portando via le attenzioni dei genitori. Da qui parte il delirio.

Il piccolo Kun inizia a fare di tutto pur di attirare l’attenzione dei due genitori, intenti a prendersi cura della piccola neonata e a far andare avanti la casa anche con l’aiuto dei familiari.

Il piccolo Kun, fra dispetti e litigi di cui un piccolo bambino potrebbe essere capace, inizia a incontrare figure appartenenti alla sua famiglia, fra cui la Mirai del futuro, che vediamo nella stessa locandina del film. Non mi addentrerò oltre per non fare spoiler.

Un film alla fin fine incentrato sul rapporto fra fratelli e sulla crescita e presa di coscienza del piccolo Kun di non poter monopolizzare i suoi genitori, imparando ad essere un fratello oltre che figlio, attraverso viaggi più o meno onirici.

Mirai

Dubbi e perplessità, su scelte non ben riuscite

Per quanto il film possa convincere nel rappresentare le giornate di una classica famiglia, non convincono altrettanto le reazioni di alcuni personaggi, sopratutto quelle della madre del piccolo Kun.

Se quest’ultimo risulta abbastanza credibile in quanto la sua natura di bambino, non si può dire lo stesso della madre, che fino a prova contraria dovrebbe avere le particelle grige più sviluppate del piccolo viziato di quattro anni.

Una madre che non sgrida mai il figlio, ma proprio mai! E quando lo fa, quelle poche volte, lo fa in maniera approssimativa, senza mai spiegare al bambino per bene le conseguenze delle sue azioni, e senza prendere mai precauzioni per far ciò che il fatto non riaccada.

Purtroppo per spiegarmi devo raccontare almeno una scena, altrimenti potrebbe essere frainteso quello che sto cercando di dire.

Se non volete alcun tipo di spoiler saltate il prossimo trafiletto, anche se vi avverto che è veramente una scena fra le tante dei capricci del piccolo e irritante Kun.

Mirai

Spoiler

Nella seguente scena Kun, che personalmente non sopporto, in preda ad un capriccio prende un suo piccolo treno giocattolo e sotto gli occhi della madre lo da in testa alla neonata!

Adesso… la madre è rimasta a guardare il bimbo che prende il giocattolo e che lo da in testa alla piccola, avendo tutto il tempo del mondo per FERMARE il piccolo disgrazio dal compiere un simile gesto, ma no… decide di prendersi un caffè e vedere il piccolo uccidere la propria figlia appena nata.

Dopo l’accaduto, Kun si mette a piangere mentre la madre lo “sgrida” dicendogli che “non lo deve fare”… premio Nobel madre dell’anno.

Mirai

Voi penserete che sia finita qui, ma no.

Il piccolo e sempre più insopportabile Kun, in preda ad un altro capriccio -che, ripeto, l’atteggiamento del bambino potrebbe anche starci visto che è appunto un bambino- riprende il trenino, pronto a scagliarlo nuovamente sulla piccola sorellina, che a parte piangere ogni tanto, non è che gli crei questo gran problema di esistenza.

La madre, prontamente, toglie dalla traiettoria del treno la bimba, “sgridando” il figlio, che guarda caso, per ripicca incasina tutta casa spargendo giocattoli ovunque.

Questa scena purtroppo non riesco proprio a vederla come una scena realistica di vita quotidiana.

Allora… io non so voi, ma oltre ad un “non si fa” io al piccolo flagello qualcosina in più gliela avrei detta. Per non parlare poi che come minimo, forse un buffetto glielo avrei tirato.

A vedere queste scene mi è venuta la pelle d’oca, roba che se vedo una scena così nella vita reale con una madre che fa “ma sì, però…” avrei chiamato il telefono azzurro.

Dopo un’epopea, per chi l’ha letta, torniamo a noi.

Mirai

Fine spoiler – Cosa mi ha infastidito!

Mai una singola scena in cui i due genitori spieghino al piccolo Kun il perché la sorellina si prenda più attenzioni del disgrazio, Disgrazio è il termine scientifico con cui si indicano alcune esistenze particolarmente fastidiose alla comunità o alla mia retina, lasciando quest’ultimo in preda a un senso di frustrazione e di incomprensione, anche perché come vediamo nel film, alcune volte si sofferma a pensare che la mancanza di attenzione da parte dei genitori sia dovuta al fatto che Mirai è più carina.

Se ad un bambino non date le risposte su certi perché, mi sembra anche logico che continui a comportarsi allo stesso modo, facendo sempre gli stessi capricci per le stesse cose.

Ma lasciando da parte il lato umano dell’opera, perché ci sarebbe da parlarne per ore con il solo obbiettivo di farmi crescere la voglia di menare i genitori dei due pargoli, veniamo ai dubbi riguardanti i viaggi onirici. Li definisco così ma non so bene cosa debbano essere all’interno del film, ma adesso ci arriviamo.

Altro punto a sfavore dell’opera sono i così detti “viaggi onirici” già citati sopra, che all’interno dell’opera di Mamoru non si evince appieno cosa debbano essere. Se siano delle reali interazioni che coinvolgono il piccolo Kun, o se siano solo frutto di suoi sogni di pargolo.

Mirai

Perché dico che non si evince appieno il significato di quest’ultimi?

Semplice, perché il film più di una volta ci fa capire che ciò che accadde durante queste interazioni (tipo quelle che Kun ha con la Mirai del futuro) influenzino effettivamente il mondo in cui il piccolo vive e anche quest’ultimo nel modo di pensare e di comportarsi, ma quando Kun ci viene presentato dal mondo esterno tipo dal punto di vista di uno dei due genitori, lo è sempre come dormiente e quindi il dubbio un po’ ci viene.

Comunque alla fine prendiamo per vero che effettivamente Kun entri in contatto con più realtà che non gli appartengono, anche se non si capisce comunque se queste realtà (ad esempio la Mirai del futuro) entrino effettivamente in contatto con Kun nel loro mondo, quindi bo.

Mirai del futuro, nel suo futuro… come fa ha incontrare il fratellino del passato? Allora è davvero tutto un sogno? Ma come fa un bambino a imparare cose e conoscere persone che sono esistite o che esisteranno, senza mai averne sentito parlare o viste? Allora è tutto vero?

Mirai

Mirai

La confusione riguardo Mirai!

Infine voglio esprimere un’ultima nota negativa riguardante il titolo stesso del film, la locandina e i trailer presentati prima dell’uscita del film.

Questo film a parer mio è stato presentato con un bel po’ di pubblicità ingannevole, il che non è mai un bene.

Il film, fin dalla locandina, ci fa evincere che i due personaggi chiave dell’opera siano i due fratelli, Kun e la Mirai del futuro, e badate bene che è quella del futuro e non quella in fasce, il che non è affatto vero.

Stessa cosa per i trailer presentati prima dell’uscita. Si evince anche da questi che il rapporto fra i due fratelli dovrebbe essere la cosa che più traspare dall’opera, il che non è (nuovamente) affatto vera.

Il vero e unico protagonista è Kun, e basta. La Mirai del futuro viene usata alla stregua di una comparsa, comparendo per appena quindici minuti di cronometro su una pellicola della durata di 1 ora e 38 minuti, in cui ci viene presentata anch’essa come protagonista.

Mirai

Mica l’ho detto io…

…ce lo dicono loro con i trailer e la locandina. Se non è pubblicità ingannevole questa allora io non so più cosa lo è.

Il problema più grande è che durante la visione, lo spettatore rimane deluso dalle aspettative che il trailer fa presupporre o anche solo la locandina, e parlo dal punto di vista di uno che si è buttato alla cieca nella visione del film dopo aver visto la sola locandina.

Vi assicuro che mi è rimasto un po’ l’amaro in bocca per la poca presenza del personaggio che doveva essere uno dei due protagonisti della pellicola.

Non so, secondo me il titolo Mirai è stata una scelta sbagliata, così come la copertina, che torno a ripetere, è molto accattivante, ma ha poca aderenza con il contenuto dell’opera, traendo in inganno lo spettatore.

Non so, io forse l’avrei intitolato “Le avventure di un piccolo disgrazio”, ma tant’è.

Mirai

Mirai

In conclusione

Una pellicola ben riuscita per metà dei suoi intenti di rappresentare la vita quotidiana di una novella famiglia, con la crescita di un piccolo bambino e del rapporto fra fratelli raccontato un po’ così così.

Consigliata la visione anche solo per lo stupendo lavoro tecnico che lo Studio Chizu ha portato su pellicola, con atmosfere ben concepite e studiate. Consigliato a chi reputa suo figlio un rompipalle, dopo la visione di questo film lo rivaluterà sicuramente in positivo.

Consigliato anche a tutti quelli che vogliono diventare genitori. Guardate e imparate come NON fare.

 

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