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Janet Chan: “Ecco perché ho lasciato la Disney”

Janet Chan

Fino a poco tempo fa Janet Chan lavorava per la Disney come storyboard artist, ma dopo aver passato quattro anni nello studio ha deciso di abbandonare. L’artista spiega il perché in un video sul suo canale YouTube:

“L’industria d’animazione è ben diversa da come appare da fuori”, queste sono le parole con cui Janet inizia a motivare il suo abbandono. “Credevo che lavorare nel settore sarebbe stato diverso rispetto ad un qualsiasi posto in ufficio.” “Ero certa di finire in un ambiente in cui la creatività fosse il fulcro di tutto”, continua. “La verità però è che tutto questo è una menzogna, noi artisti siamo soltanto ingranaggi di un sistema.” “Tutto ciò che conta in questa industria è fare soldi.” Il discorso di Janet poi si fa più ampio, ma possiamo riassumerlo nei seguenti punti:

  • La creatività è sempre in secondo piano.
    Janet descrive l’ambiente lavorativo come dominato dai dirigenti che non hanno alcuna competenza creativa. “Se a loro non va bene qualcosa, allora bisogna cambiarla. Non importa quanto ridicola sia.” Ad esempio, l’artista racconta di come in un’occasione venne informata da un dirigente di non poter più disegnare facce arrabbiate. Domandato il perché, il dirigente rispose “non vogliamo insegnare ai bambini che arrabbiarsi è okay.”
    Inoltre, Janet racconta di come persino figure che rivestono un ruolo creativo importante risentano di questa situazione

    “Ho pensato che scalando avrei potuto diventare più indipendente, ma osservando i miei superiori mi sono accorta che mi sbagliavo.”

  • Non puoi scalare senza contatti.
    “Non è tanto una questione di quanto sei bravo/a, piuttosto di chi conosci”, Janet afferma. A suo dire, l’unico modo per ottenere una posizione più rilevante è formare gruppetti e alleanze, invece di “semplicemente fare bene il tuo lavoro”. Sempre secondo lei, ciò si tradurrebbe in una situazione in cui “gli artisti di talento non riescono ad emergere, mentre gli incompetenti vengono promossi”, finendo così, alle volte, per far

    “sprofondare interi progetti nel caos a causa dell’incompetenza e dell’orgoglio di un solo individuo.”

  • Ambiente lavorativo tossico.
    Janet inizia quindi a descrivere l’ambiente di lavoro con il quale ha dovuto fare i conti in questi anni. “Persone che apparivano gentili e oneste sui social erano spesso le più crudeli nei miei confronti”. “Nessuno di loro avrebbe trattato uno sconosciuto per strada in maniera irrispettosa, eppure i loro stessi colleghi venivano trattati come fossero immondizia”. “Persino persone che ho conosciuto durante gli studi”, Janet continua, “sono cambiate completamente dopo aver ricevuto una qualche promozione.”

“Immaginate di lavorare in un posto pieno zeppo di persone che ammirate, ma nessuno vi guarda dritto negli occhi […].”

  • L’industria è poco trasparente riguardo queste problematiche.
    In ripetute occasioni l’artista afferma di esser rimasta sorpresa da queste situazioni. Sempre a suo dire, se avesse saputo di doversi imbattere in problematiche simili ci avrebbe pensato due volte prima di accettare.

    “[…] Mi sarebbe piaciuto che la scuola, i reclutatori o lo stesso studio mi avessero detto cosa mi aspettava.”

Janet, inarrestabile!

Durante il video, Janet afferma di essere pienamente consapevole delle conseguenze della sua scelta. Dichiara di aver persino ricevuto delle opportunità di promozione, è che siano state proprio quelle a farla riflettere.

“Sono consapevole che ci sono tante persone che vorrebbero lavorare nell’industria e non possono”. “Non prendo questa decisione alla leggera, […] semplicemente l’animazione non è per me”.

Ciononostante, l’artista chiarisce di non aver abbandonato del tutto il settore, bensì di essersi messa in proprio. In questo modo, come lei stessa afferma, ha finalmente ottenuta la vera indipendenza:

“non quella finta che la Disney ha tentato di rifilarmi”.

Il video di Janet ha riscosso molta positività, ma non sono mancate le critiche. Alcune figure del settore hanno infatti utilizzato il proprio spazio sui social per rispondere. Ecco alcuni tweet.

E voi cosa ne pensate? Ditecelo qui sotto nei commenti!


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L'autore

Matteo Mellino

Matteo Mellino, sul web Mr. Gozaemon.
Tormenta continuamente amici e familiari parlando dell'argomento che più lo affascina e al quale dedica tutto il suo tempo libero: l'animazione giapponese.
Più pigro di Spike, testardo quanto Naruto ma sempre positivo come Gon.

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