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Odio l’estate, la nostra recensione del nuovo film di Aldo, Giovanni e Giacomo

Il nuovo film di Aldo, Giovanni e Giacomo è finalmente in sala, sono tornati?

Bisogna ammetterlo, negli ultimi anni Aldo Giovanni e Giacomo hanno perso quella freschezza e genuinità che li contraddistingueva. Dopo Fuga da Reuma Park,  disastro di critica e pubblico, e il film da solista di Aldo, arriva in sala Odio l’Estate. Le premesse erano molto buone, come il ritorno alla regia di Massimo Venier (Tre uomini e una gamba, Così è la vita, Chiedimi se sono felice, La leggenda di Al John e Jack, e Tu la conosci Claudia? per intenderci). “Sono tornati” hanno detto in molti. È davvero così? Vediamolo assieme.

Tre famiglie sono costrette, per un disguido, a passare l’intera durata della villeggiatura estiva nella stessa casa vacanza. La convivenza è inizialmente molto difficile, essendo i tre nuclei familiari molto diversi. La famiglia di Aldo è molto esuberante e unita, quella di Giacomo fredda e distaccata, mentre Giovanni è incastrato in un’impresa familiare fallimentare e non riesce più a legare con la figlia adolescente. Facendo amicizia ognuno di loro rivelerà le proprie paure, ansie e difetti, imparando ad affrontarli. Si tratta insomma, come già era intuibile dal trailer, di una dimensione quotidiana, una caratteristica di non poco conto.

La grande efficacia dei film del trio infatti, a nostro parere, è sempre stata la semplicità. Aldo Giovanni e Giacomo dimostrano tutta la loro bravura in situazioni di tutti i giorni e la loro alchimia in quei casi è sorprendente. Le situazioni assurde dei loro migliori lavori funzionavano proprio perché inserite in contesti quotidiani. Basti pensare alla partita a calcetto in Tre uomini e una gamba o la sequenza finale di Chiedimi se sono felice. Ecco perché, probabilmente, film come Fuga da Reuma Park o Il cosmo sul comò non hanno avuto un grande successo.

Nonostante queste premesse in Odio l’Estate si ride poco per gli standard del trio. È evidente come abbiano scelto questa volta un approccio diverso. La novità di questa pellicola è infatti una comicità più asciutta e la messa a fuoco anche sui comprimari. Nella vicenda hanno un ruolo decisivo le mogli, i figli e il loro rapporto più o meno problematico con i padri. A questo proposito siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalle interpretazioni di Maria di Biase, Carlotta Natoli e Lucia Mascino. Non si può dire lo stesso purtroppo per i figli adolescenti di Aldo e Giovanni. La loro storia d’amore, piuttosto banale, non contribuisce al naturale scorrere della vicenda e anzi la rallenta.

Aldo, Giovanni e Giacomo invece, sembrano finalmente in forma. Le gag in generale funzionano, il loro rapporto è naturale e si sente quella spontaneità che sembrava persa da tempo. Questo proprio perché, come già detto, sono calati in un contesto quotidiano. Vediamo finalmente dei personaggi sinceri, tre padri molto diversi, pieni di difetti, che fanno amicizia, litigano, scherzano e si aiutano come possono. Non mancano inoltre numerose citazioni che faranno sicuramente sorridere i fan più affezionati. Sono rimandi sottili e inseriti in maniera molto intelligente. L’unica nota stonata è uno sketch in particolare di un precedente lavoro (non facciamo spoiler) ricreato esattamente allo stesso modo. Abbiamo trovato questa scelta poco saggia soprattutto perché nel contesto di questo nuovo film la scena in questione risulta inutile. Una menzione meritano infine le musiche di Brunori Sas, molto efficaci e perfette per l’atmosfera del film.

In conclusione quindi, Aldo Giovanni e Giacomo sono tornati? Probabilmente no, ma semplicemente perché loro sono ormai cambiati e Odio l’estate sembra dircelo chiaramente, nonostante le citazioni ai vecchi film e la loro ritrovata armonia. Si può dire invece che abbiano trovato finalmente la loro dimensione, prendendo alcuni loro punti di forza del passato e usandoli per fare qualcosa di differente. Odio l’estate è tutto tranne che un film perfetto, ma crediamo che potrebbe risultare almeno godibile per chi conosce da anni il trio, soprattutto per il finale, molto commovente. Nonostante i difetti, se Aldo, Giovanni e Giacomo decideranno di continuare nel mondo del cinema, questo potrebbe essere un punto di partenza interessante per una loro completa evoluzione.

Voto: 6.5/10

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Marco Di Pasquale

Marco Di Pasquale

Terrone trapiantato a Torino. Appassionato di cinema con la c minuscola, fotografia, fumetti e videogiochi. Mematore dilettante e stregone di livello ancora troppo basso per vantarsene in una bio.

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