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Anime & Manga Approfondimento

My Hero Academia 4: Commento episodi 12-13-14

My Hero Academia

Non è per nulla facile trovare le parole adatte per spiegare esattamente la mia opinione sugli ultimi sviluppi narrativi di My Hero Academia. E anche trovandole, sarebbe comunque difficile far passare un messaggio coerente. La verità è che Un’invisibile speranza, L’infinito 100% Un Futuro Radioso li ho amati e odiati allo stesso tempo.

Il mio problema principale con tutto questo è che sento costantemente un qualcosa che non va. Affermare che questa serie non mi abbia mai fatto storcere il naso prima d’ora sarebbe falso, ma è davvero la prima volta che certi problemi mi appaiono così evidenti. Come diavolo fa Sir a non morire istantaneamente con quel buco nello stomaco? Com’è possibile che una ragazzina sia riuscita ad usare con tanta precisione un potere che non riesce a controllare? Dove diavolo sono finiti tutti gli altri eroi e perché quei pochi che arrivano più tardi rimangono fermi a guardare? Ecco, la risposta a queste domande è soltanto una, la stessa che ci siamo dati qualche commento fa: serviva un espediente per far evolvere la storia in un certo modo.

E sapete cosa? Mi starebbe anche bene così, più o meno, se non fosse che il punto dove vuole andare a parare è quello che meno sopporto. La mia potrà essere un’opinione poco condivisibile e ne sono perfettamente consapevole, ma non posso evitarlo. In una serie che dipende oggettivamente così poco dal suo protagonista; in un arco narrativo particolarmente concentrato sull’approfondimento dei personaggi secondari, far evolvere forzatamente la trama verso una direzione che pone tutto il peso della risoluzione del conflitto sulle spalle di Deku l’ho trovato profondamente contraddittorio. Non fraintendetemi, lungi da me denunciare il fatto che il protagonista si è preso il posto in prima fila o che la storia si è concentrata sul presentare un finale scoppiettante, no.

Anzi, è davvero impossibile non farsi trascinare emotivamente dagli ultimi episodi. Tra l’orribile situazione di Milio, la coraggiosa presa di posizione di Eri e il power up inaspettato di Deku, direi che le aspettative sono state ampiamente soddisfatte. Quest’ultima parte di storia è stata un mix super concentrato di avvenimenti che definire esaltante sarebbe poco. Provateci voi a non esultare durante la meravigliosa scena del pugno a Chisaki animata da un grandioso Yutaka Nakamura; provateci voi a non gioire nel rivedere i nostri eroi in vita dopo lo scontro o a non commuovervi nell’ascoltare le ultime parole di coloro che invece non ce l’hanno fatta. Tutta questa montagna russa di emozioni è esattamente quello che mi aspetto da un’opera del genere, ma non è questo il punto. Ad infastidirmi è principalmente il come, non il cosa.

Prendiamo ad esempio lo scontro tra Deku e Muscular, dove il nostro omino verde porta a casa la vittoria. A prima vista la situazione è molto simile allo scontro con Chisaki: persona X è in pericolo, Izuku la salva completamente da solo. Ed in fondo è un po’ quello che succede, eccezione fatta per un piccolo dettaglio. In quello specifico momento del campo estivo Midoriya era veramente isolato dagli altri. Nessuno tra i suoi compagni aveva la minima idea di dove fosse, e figuriamoci se poteva chiedere qualche aiuto esterno. Per questo, che sia stato proprio lui a doversi ingegnare per risolvere il tutto è molto più plausibile che in una situazione in cui sei in città, il tuo nemico è assurdamente grande e parte degli eroi rimasti sono praticamente rimasti a guardare.

Piccola nota negativa, poi, per l’ordine con cui vengono narrati gli eventi. Pausare momentaneamente l’avanzare della storia per raccontare ciò che è successo prima non è assolutamente una meccanica che disdegno, ma metterla in atto proprio quando siamo così vicini al climax mi ha fatto provare un forte senso di impazienza. Diamine, siamo praticamente nel vivo dello scontro, e se oltre ai soliti dialoghi estremamente prolissi dobbiamo sorbirci anche questo…insomma avete capito.

Adesso però basta con le lamentele. Concentriamoci piuttosto su ciò che c’è di positivo: il messaggio di fondo. Chi come il sottoscritto si è già imbattuto precedentemente in storie di questo genere avrà prontamente sentito puzza di ripetitività, ma sorpresa: questo è un problema nostro. L’innovazione è senza dubbio un qualcosa di fondamentale, ma a parte il fatto che oggigiorno creare un qualcosa di veramente diverso è ben più difficile rispetto a prima, è importante accorgersi che certi generi hanno costruito il loro impero nel mercato proprio grazie alla presenza di determinate caratteristiche facilmente riconoscibili. Prodotti come questi puntano ad un pubblico giovane; un pubblico che certe cose a cui altri sono invece abituati magari non le ha mai viste. Certi messaggi semplicemente non muoiono mai. Rimangono illesi dallo scorrere del tempo e anzi assumono miriadi di forme diverse.

Lettori cari, non lasciatevi abbindolare dai giudizi altrui perché siete voi gli artefici del vostro futuro, nessun altro. E se per qualsiasi ragione non foste nelle condizioni di fare ciò che volete, chiedete aiuto. Non abbiate timore di essere fraintesi o di causare problemi agli altri. In questo mondo ci sarà sempre qualcuno pronto a darvi una mano, un qualcuno genuinamente interessato al vostro benessere. E voi quella mano dovete accoglierla, caspita se non dovete accoglierla. Lottate con ogni briciolo della vostra forza per ottenere quello che desiderate, ma nel farlo non calpestate mai la felicità altrui. Non rimuginate eternamente sul vostro passato, andate avanti. Il sole sorge nuovamente ogni giorno, ed è su ciò che ci aspetta che dobbiamo concentrarci.

Questo è stato indubbiamente l’arco più negativo di tutta la serie. Per la prima volta un personaggio importante c’ha seriamente lasciato le penne, e la storia di Milio in particolare non è di certo andata a buon fine. Ciò che però mi sorprende, e al contempo mi fa scaldare un po’ il cuore, è che nonostante tutto My Hero Academia rimane pregno di positività. La storia sembra far intendere che a concludersi per il nostro biondino non è stato tutto il libro, ma soltanto un capitolo, e anche la morte di All Might, prima sancita con assoluta certezza, adesso non sembra più così inevitabile.


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Matteo Mellino

Matteo Mellino, sul web Mr. Gozaemon.
Tormenta continuamente amici e familiari parlando dell'argomento che più lo affascina e al quale dedica tutto il suo tempo libero: l'animazione giapponese.
Più pigro di Spike, testardo quanto Naruto ma sempre positivo come Gon.