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Care Iene, non c’è legame tra smartphone e tumori

Smartphone Cancer

Le Iene sono note per i loro servizi situati al limbo tra informazione e disinformazione. Come tanti altri giornalisti italiani e internazionali, l’ideale per il business è diffondere notizie con titoli e argomentazioni clickbait in modo da trarne il maggior profitto possibile. Avendo accesso anche a uno dei maggiori canali televisivi italiani, poi, la diffusione è ancor più rapida e colpisce la fascia d’età bersaglio tipica, ovvero gli over 50. Però, il vero dovere del giornalista dovrebbe essere quello di informare con dati reali, obiettivi e tramite un’analisi attenta. Questo è proprio quello che cercheremo di fare noi per quanto riguarda uno degli ultimi articoli e video rilasciati sui canali delle Iene, riguardante i rischi degli smartphone.

Quando l’allarmismo fa più male della tecnologia stessa

Sin dall’uscita degli smartphone dieci anni fa si parlava di maggiori rischi per la salute, in particolare di un possibile legame tra esposizione a campi elettromagnetici del telefono e cancro. Tale dubbio ha fatto suonare la campanella d’allarme in milioni se non miliardi di persone, e ad oggi il dibattito si fa sempre più acceso. Proprio per questo, ogni anno quasi ogni testata giornalistica dedica uno o due articoli sul tema. Alcuni alimentano l’allarmismo, altri invece cercano di spegnerlo. Ma chi ha ragione?

L’ultimo video-articolo delle Iene sembra l’ennesimo caso di allarmismo, o meglio di disinformazione. Perché? Beh, per quanto le fonti da loro citate possano essere autorevoli, l’articolo in sé tende a esagerare l’esito di una sentenza della Corte d’Appello di Torino, iniziando con la frase seguente quasi a modo suo una ulteriore sentenza definitiva sulla materia:

Usare in modo prolungato i cellulari può portare all’insorgere dei tumori.”

Ciò però è altamente impreciso e viene smentito da moltissimi autori e scienziati tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità:

“Fino ad oggi, le ricerche hanno mostrato che non c’è alcuna evidenza della correlazione tra l’esposizione a campi elettromagnetici ed effetti negativi sul corpo umano come cancro o sintomi autodichiarati come ipersensibilità elettromagnetica.”

E, rimanendo nei confini italiani, l’Istituto Superiore di Sanità e gli esperti dell’AIRC, ovvero la Fondazione per la Ricerca sul Cancro fondata dal Dott. Veronesi:

“Non ci sono attualmente prove scientifiche sufficienti a sostenere un rapporto diretto di causa ed effetto tra l’esposizione a campi elettromagnetici e il cancro, ma la comunità scientifica concorda sul fatto che sono necessari ulteriori studi.

Smartphone Radiazioni SAR

La diatriba continua, ma senza esito definitivo

Come afferma l’AIRC stessa, ci sono degli studi di laboratorio che hanno mostrato un aumento di Schwannoma cardiaci dopo un’esposizione a radiofrequenze simili a quelle quotidiane dell’ambiente. E qui enfatizziamo nuovamente: dell’ambiente. I campi elettromagnetici sono presenti ovunque infatti, e con intensità diverse.

Certo esistono sorgenti artificiali come telefoni, televisori, rasoi e asciugacapelli o apparecchi sanitari per risonanze magnetiche. E certo, è innegabile che tali apparecchi sanitari possono danneggiare il corpo umano, ma solo se emettono campi con frequenza alta o se l’utilizzo è ripetuto oltre i limiti consentiti. Per quanto riguarda gli smartphone, ci sono dei limiti riconosciuti per legge? Sì, e si chiamano SAR.

SAR è l’acronimo di Specific Absorption Rate, ovvero tasso d’assorbimento specifico, e stabilisce la percentuale di energia elettromagnetica che viene assorbita dal corpo umano quando viene esposto a un campo RF. Tale tasso vale anche per notebook, router WI-FI e anche altri dispositivi con frequenza tra i 100 kHz e 10 GHz. Per i più interessati, l’unità di misura è il Watt per chilogrammo (W/KG).

Il valore SAR va calcolato ponendo lo smartphone nelle posizioni del corpo dove rimane più frequentemente, ovvero coscia/inguine e testa. Se tale valore risulta essere inferiore ai limiti consentiti per legge dall’Unione Europea (2 W/kg mediato rispetto a 10 g di tessuto), allora il dispositivo è ritenuto sicuro e può essere venduto al pubblico. Cosa si intende per sicurezza? Più il valore SAR è basso, più e basso il potenziale rischio termico per la salute. Detto ancora più in termini concreti, se lo smartphone è entro i limiti fissati dalle normative, il fenomeno non è un danno biologico ma un effetto biologico, ovvero può provocare variazioni fisiologiche in un sistema vivente – ma non danni ingenti.

SAR Smartphone values

Condivisione professionale vs disinformazione professionale

I valori SAR europei stabiliti dalla Direttiva 2013/35/UE sono diversi da quelli statunitensi, ma seguono comunque il punto di vista dell’OMS e dello SCENIHR (Comitato scientifico sui rischi sanitari emergenti e recentemente identificati). Insomma, il consumatore è già sufficientemente tutelato dalla legge, coordinata con la comunità scientifica mondiale, per quanto riguarda la sicurezza dei dispositivi elettronici. Nello specifico, la Commissione Europea e l’OMS dichiarano che non esistono evidenti effetti nocivi per la salute (da tumori ad Alzheimer) per tutti i dispositivi approvati dall’Unione Europea.

Ogni marchio più noto, Apple, Samsung, Xiaomi, Huawei, Nokia, etc. rilascia i valori SAR dei propri dispositivi al pubblico. Se un consumatore poi andrà ad acquistare un telefono “più pericoloso” degli altri perché gli piace di più, è una sua scelta. Come è sua scelta seguire i consigli delle Iene sul tenere il telefono lontano dalle tasche, usare auricolari per le chiamate e così via. Il vero problema in questo caso è che le Iene, più che tali, si sono rivelate sciacalli del clickbait, seguendo un caso giuridico specifico come se fosse verità scientifica assoluta e decisa all’unanimità.

La verità scientifica attuale, però, è che gli studi condotti non hanno mostrato legami tra le emissioni degli smartphone e malattie tra cui il cancro. Ribadiamo che, d’altro canto, le ricerche continuano a essere attive e sono ritenute estremamente necessarie per dare una risposta definitiva al problema.

Il nostro consiglio

Dunque, cari lettori, affidiamo a voi il beneficio del dubbio per quanto riguarda la questione smartphone. D’altra parte, però, vogliamo invitarvi a non fidarvi ciecamente di ogni mezzo d’informazione. Cogliete sempre la palla al balzo e arricchite il vostro bagaglio culturale controllando voi stessi le fonti e ricerche alla base della notizia.

Per assicurarvi un sapere migliore e più affidabile possibile, come se voi foste i vostri giornalisti.

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L'autore

Francesco Santin

Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche, ex telecronista di Esports, giocatore semi-professionista e amministratore di diversi siti e community per i quali ho svolto anche l'attività di editor e redattore.

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