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Anime & Manga Recensione

Fetish | Amore assente e perversioni espresse

 La copertina macchiata

È finalmente arrivato in Italia Fetish, manga di Kaoru Fujiwara, autrice de “Il giardino dell’Eden” entrambi editi Star Comics.

Ho comprato questo manga in fiera, sono andata a colpo sicuro verso lo stand di una fumetteria della mia città. Mi sono fatta distrarre prima da altri titoli, riconoscendone alcuni, scoprendone altri. Ho ascoltato due ragazze interrogare la commessa su dei volumi mentre una signora più grande, che accompagnava le due,  ascoltava attenta che i contenuti fossero da lei considerati adatti alla giovane età delle due ragazze.

La commessa l’ha ignorata seppur sono sicura si sentisse sotto esame, ha cercato di rispondere in maniera completa soppesando attentamente tutte le parole. Ho saltato la parte del banco dove le quattro sostavano e mi sono diretta sul lato sinistro, e poi l’ho visto. Non ho avuto il bisogno di interrompere il colloquio che si stava svolgendo alla mia destra. Dentro di me ho riso pensando alla faccia che avrebbe fatto se le avessi interrotte per chiedere il volume che stavo cercando.

Le copertine bianche mi fanno paura, ma quando compro un manga, così come un libro, prima di aprirlo ne sfioro sempre la copertina, lo rigiro tra le mani per vedere che sia integro e solo dopo lo apro. Ne ho guardato attentamente i disegni, la trama invece l’avevo già letta online quindi ho letto solo la prima e l’ultima riga per verificare che fosse la stessa. Lo era.

“Cinque storie, cinque differenti forme di amore “estremo” tratteggiate secondo suggestioni narrative differenti, che vanno dal surreale al morboso al thrilling, ma sempre con sorprendente e disturbante schiettezza e “carnalità”, e impreziosite da uno stile grafico raffinato ed elegante, glaciale eppure intenso. In un susseguirsi di bende, ferite e cicatrici, metafora dell’insanabilità delle lacerazioni interiori, le protagoniste del volume ci mostrano i diversi volti assunti della femminilità: donne come figure angeliche o meri oggetti, come vittime o carnefici, fragili o incrollabili. Autolesionismo, voyeurismo, tortura, sadismo, feticismo: forme estreme della passione o disturbi ossessivi? Ma poi, c’è davvero differenza?”

L’ho sfogliato rapidamente, guardando giusto tre pagine a caso per paura di rovinarmi la lettura.

Fetish è un manga che da quando è stato annunciato ha destato in me curiosità e paura. Una paura diversa da quella che mi fanno le copertine bianche. La copertina del volume che avevo tra le mani era leggermente macchiata. Si avvicina un ragazzo alla quale ho fatto un cenno e nel mentre sono determinata a chiedergli di scambiarmelo con uno che non fosse in esposizione.

Nel mentre a fianco a me sento le voci deluse delle due ragazze, vedo la commessa guardarle dispiaciuta mentre la signora che le ha accompagnate tira fuori la scusa che la richiesta fosse per un regalo e che alla fine il titolo richiesto dalle due non andasse bene.

Alla fine ho deciso di prendere quello macchiato in esposizione.

Amore assente e perversioni espresse

Non so voi, ma quando mi devo approcciare alla lettura di un manga, così come alla visione di un film, che aspetto da tanto, devo trovarmi nella giusta situazione per leggerlo.

Come ho già detto il volume “Fetish” ha destato dentro di me emozioni contrastanti. Tornata a casa l’ho messo in libreria. Non era il momento giusto per leggerlo. L’ho tirato fuori altre due volte prima di decidermi ad affrontarne la lettura,. Ho rivisto la macchia e ho passato sopra il pollice, questa volta con un po’ più di forza. Ora a chi non ha mai visto quella macchia risulta invisibile. Io ne vedo ancora l’alone, ma la cosa ora non mi disturba più, e il perché mi sarà chiaro alla fine della lettura. Ero pronta a leggerlo.

Non so cosa vi aspettiate da Fetish, e non vorrei né alzare né abbassare le vostre aspettative, vi posso solo dire quello che mi aspettavo io e quello che invece ho trovato.

Fetish non parla d’amore. A un primo impatto l’idea potrebbe sembrare quella di diverse declinazioni, attraverso le sue cinque storie, di un amore malato che può sfociare in diversi epiloghi. Ma quello che parrà evidente, storia dopo storia, è che in questo manga l’amore non è assolutamente presente e a lettura conclusa, anche solo aver pensato a una cosa come “l’amore malato” mi suona ancora più assurdo. Non c’è niente di malato nell’amore, e non c’è amore dentro Fetish.

Quello che troviamo in Fetish non sono altro che ossessioni. Pure ossessioni che da soli pensieri, come li possiamo percepire nei protagonisti, diventano azioni, e si compiono sotto i nostri occhi, pagina dopo pagina, nero su bianco, rendendoci un immagine disturbante quanto concreta, quasi che la si possa toccare con la stessa paura con la quale io ho sfiorato per la prima volta la copertina di questo volume.

La confusione dei presenti assenti è tangibile, e il più delle volte lascia dei segni. Non parlo delle cicatrici visibili sin dalla copertina in alcune delle tante donne che si faranno oggetto e attrici di queste ossessioni, ma di segni più profondi, quelli della mente. Dei segni che nel tentativo di rimarginarsi sanguinano più forte.

Delle ossessioni che non trovano più spazio all’interno di una sola mente e che proprio come sangue fuoriescono dalle ferite dei protagonisti, cercando uno sfogo e il più delle volte trovandolo su di un altro corpo, come se fosse un prolungamento di se stessi.

Disturbante, crudo e sincero.

Fetish è un manga che si legge in poco tempo, i dialoghi sono brevi. A raccontarci le storie di questi personaggi non sono solo le tavole con le poche scritte, ma le pagine che mancano prima e dopo ogni storia. Incontriamo ogni personaggio in un momento esatto della sua vita, cerchiamo di conoscerlo, alle volte di capirlo, senza però mai riuscirci del tutto. Non sappiamo se possiamo fidarci o meno delle sue parole, per quanto vorremmo farlo.

Ogni azione deve avere una ragione profonda, altrimenti è tutta follia.

Proprio come quando incontriamo una persona per la prima volta. La vediamo, ne scopriamo pian, piano le varie sfumature del carattere, a volte ne comprendiamo il comportamento, altre no. Spesso la chiave è nel passato, del quale purtroppo, non abbiamo che le parole dei presenti. Fidarsi è una scelta, una scelta che determina un rischio.

Come abbiamo detto i segni che i personaggi di questa storia si portano dentro possono essere visibili o meno, ma una cosa è certa, sono questi segni a donare una bellezza incredibile ai suoi personaggi, e più sono profondi, più il grottesco che ne delinea i profili psicologici diventa armonioso.


D’un tratto la macchia sulla copertina del mio volume assume tutto un altro aspetto.

L’autrice

Nata in Giappone, il 5 aprile 1978, Kaoru Fujiwara debutta come fumettista sulle pagine della rivista «Kimi to boku» dell’editore Sony Magazines.

Arriverà al successo con Shodensha, del quale è considerata una delle autrici più rappresentative. Tra le opere che hanno contribuito a consolidare il suo status ci sono Shiko shonen, Omae ga sekai wo kowahitai nara e il giradino dell’eden.

Tra le sue passioni la moda e la fotografia, ha ripreso a disegnare nel 2010 dopo un periodo di inattività.

 

Specifiche tecniche

Autore: Kaoru Fujiwara
Editore: Star Comics
Collana: Wasabi
Data di pubblicazione: 13/11/2019
Formato e rilegatura: 15 x 21 Cover con alette, No sovracoperta
Pagine: 168
Disponibilità: Amazon

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