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Un giorno di pioggia a New York: la nostra recensione

Dopo più di un anno arriva finalmente al cinema il nuovo film di Woody Allen. Sì finalmente, perché Un giorno di pioggia a New York è stato vittima di una campagna di boicottaggio che ha dell’incredibile. Opera che, come le ultime due del regista newyorkese, doveva essere inizialmente distribuita da Amazon Video , dopo il riaffiorare di polemiche su quest’ultimo è stata bloccata. Polemiche a dover di cronaca di 26 anni fa e seppellite dopo vari processi e testimonianze. Ora grazie a Lucky Red possiamo godere in sala di questo film meraviglioso, almeno in Italia dato che negli Stati Uniti non verrà distribuito.

Illusione e disillusione

Woody Allen con questo lungometraggio ritorna alle origini, scrivendo una commedia brillante ed intelligente che di questi tempi sembra essere un’utopia. Gatsby, un sontuoso Timothée Chalamet, è uno studente universitario che per il weekend vuole portare la sua ragazza Asleigh a New York. Lei, una Elle Fanning perfettamente calata nella parte, è un’aspirante giornalista che frequenta la stessa università di Gatsby e che deve intervistare nella città della Grande Mela il celeberrimo regista Roland Pollard (Liev Schreiber). Il weekend, minuziosamente organizzato dal personaggio di Chalamet, però non andrà come previsto.

Illusione e disillusione, sogno e fuga dalla realtà, sono temi cari al regista di Manhattan che in Un giorno di pioggia a New york si riaffacciano sotto la pioggia battente che diventa anche co-protagonista del film. Infatti Gatsby sebbene sia apparentemente innamorato di Ashleigh è molto diverso da lei. Lui ama i temporali, i film classici, il poker e odia i salotti borghesi della madre, così come non ha idea di cosa fare nel suo futuro. Il personaggio di Elle Fanning invece sa che vuole diventare giornalista, si finge colta ed è molto ingenua. Quando arrivano a New York sembra andare tutto per il verso giusto ma con l’inizio delle precipitazioni tutto cambia e l’illusione del weekend perfetto si tramuta nella triste realtà.

New York, New york

La città cambia e con essa anche i personaggi, una semplice intervista di un’ora diventa un’intera giornata e le convinzioni di Gatsby vacillano con l’avvento di una terza persona, Shannon (Selena Gomez). Woody Allen si rispecchia in Gatsby, la passione per il cinema classico e l’odio per la borghesia pseudo-intellettuale ne sono un esempio, e ne fa un personaggio tipico del suo cinema ricalcando un po’ Gil di Midnight in Paris. La sua evoluzione è una consapevolezza che la realtà spesso è triste. Ashleigh fra un regista in piena crisi, uno sceneggiatore che scopre un tradimento (Jude Law) e un attore magnetico (Diego Luna) si dimentica del romantico Gatsby che nel frattempo frequenta musei con Shannon, parlando dei chlicé dei film classici.

New York nel frattempo è viva e splendidamente fotografata da Vittorio Storaro che ne risalta i colori e le atmosfere. La luce illumina il volto ingenuo di Ella Fanning e si spegne su quello triste di Timothée Chalamet per poi riaccendersi all’improvviso e spegnersi di nuovo. Woody Allen gira una commedia dal sapore vintage, il cui tempo meteorologico e cronologico giocano un ruolo chiave. Questa volta però il messaggio di fondo è positivo, secondo cui spesso è meglio rifugiarsi nell’illusione e godersi un momento sotto la pioggia battente newyorkese alle sei di sera che se anche risulta essere un chlicé di un film classico è comunque bellissimo.

VOTO: 8,5/10

Voi avete visto il nuovo film di Woody Allen? Amate il regista di Io e Annie? Siete pro o contro la distribuzione di questo film? Scrivetecelo nei commenti.

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